Davide Attanasio - XPB Images
Uno degli aspetti caratteristici della
Formula 3 2026 va ricercato nelle nazionalità rappresentate da chi indossa il casco e la tuta. Oltre a mondi che noi "occidentali" conosciamo piuttosto bene, la particolarità di quest'annata risiede nel numero di piloti battenti bandiera giapponese,
ben quattro. Nessun altro paese ne vanta di più; volendo non considerare la licenza argentina del monzese Mattia Colnaghi, a pari merito con il Giappone ci sarebbe solo l'Italia, che tra le sue fila ha anche il veneto Brando Badoer, il romano Matteo De Palo e il pisano Nicola Lacorte.
Si tratta di
una generazione, quella dei nipponici, piuttosto variegata nella sua composizione. Innanzitutto, però, bisognerebbe fornire le loro generalità a chi non ne ha mai sentito parlare: in questo articolo si parlerà di Hiyu Yamakoshi, Taito Kato, Jin Nakamura e Kanato Le.
Kanato Le (ART) in azione a Budapest
Lo stretto rapporto che in Giappone sussiste tra azienda e dipendente, seppur in evoluzione ha tutt'oggi una valenza rilevante. Tra i vantaggi, quello di ricevere opportunità che difficilmente si vedrebbero dalle nostre parti. Per quanto concerne il settore automobilistico, le due realtà più forti sono senz'altro
la Honda e la Toyota. Due dei nostri protagonisti stanno facendo strada grazie al supporto di queste case; nello specifico, Kato fa parte del programma Honda mentre Nakamura è membro di quello Toyota.
Al contrario, Yamakoshi e Le non hanno mai stretto rapporti ufficiali con nessuna delle due entità, e per così dire, con il sostegno di famiglie e sponsor, si sono sostenuti sulle proprie gambe. Non a caso, se Kato e Nakamura sono sbarcati in Europa successivamente ai loro risultati nel Sol Levante (sebbene con dei distinguo non irrilevanti che faremo), Yamakoshi e Le hanno cercato fortuna nel Vecchio Continente - la terra promessa del motorsport mondiale - sin da giovanissimi.
Hiyu Yamakoshi (Van Amersfoort) a SilverstoneNati entrambi nella capitale, Tokyo,
Yamakoshi si è diplomato
alla St. George's International School di Montreux (Svizzera), base ideale per disputare i suoi primi campionati in monoposto (F4 francese e alcune tappe dello spagnolo) a partire dal 2023, mentre
Le si è trasferito in Inghilterra ancor più giovane, a dodici anni, partecipando con profitto a varie serie kartistiche prima di debuttare nel Ginetta Junior - trampolino di lancio usato da molti che precede l'ingresso nelle single seaters - e, nel 2023, nella Formula 4 britannica.
Kato, invece, è cresciuto nella cittadina di Taki, sita nella stessa prefettura (Mie) dove sorge il circuito di Suzuka. La sua carriera ha preso il volo quando, vincendo la borsa di studio indetta dalla Honda Racing School - che proprio a Suzuka ha la sua sede -, si è regalato la chance di diventare junior, sbarcando in Europa da rappresentante dell'Honda Formula Dream Project che gli ha fatto correre la Formula 4 francese nel 2024,
vinta nei confronti di Yani Stevenheydens in
un finale dalle mille controversie.
Taito Kato (ART) in pista a MelbourneNato nella prefettura di Chiba (a est di Tokyo),
Nakamura ha stretto legami con la Toyota sin dal suo esordio in F4 giapponese nel 2022. Jin, infatti, è l'unico che ha costruito la sua prima parte di carriera in patria, dato che anche Kato, in monoposto, ci ha di fatto corso solo in Europa. Quarto al primo anno, secondo nel 2023, Toyota lo ha promosso in Super Formula Lights nel 2024. Alle spalle dei compagni di academy Rikuto Kobayashi e Seita Nonaka, l'azienda ha continuato a credere nel suo "dipendente", spedendolo in Europa in una delle migliori squadre della Regional, il team R-Ace.
A dispetto di quanto ci si potesse aspettare, Nakamura si è difeso piuttosto bene considerata la scarsa dimestichezza con cultura, piste e metodologie, e il "premio promozione", la Formula 3, non si è fatto attendere.
Jin Nakamura (Hitech) impegnato a SpielbergPur con dei percorsi piuttosto dissimili l'uno dall'altro, le strade di Kato, Yamakoshi, Le e Nakamura si sono incrociate una volta per tutte nella FRECA 2025, e un anno dopo stanno continuando a calcare i tornanti della montagna del motorsport nella seconda serie propedeutica per importanza (almeno in Europa), al di sotto della sola Formula 2. Qualcuno di loro potrebbe senz'altro salire proprio in F2, ma non è questa la sede per disquisirne.
A cinque gare dal termine, come sono finora andate le loro stagioni? Classifica alla mano, Yamakoshi (Van Amersfoort) occupa la settima posizione con 55 punti, Kato (ART) la 12esima con 45, Nakamura (Hitech) la 13esima frutto di 39 punti e infine Le (ART) la 19esima con 20 lunghezze.
I festeggiamenti di Le in parco chiuso dopo il podio di BudapestSe da quest'ultimo, alla luce di quanto realizzato nelle precedenti esperienze, era lecito attendersi qualcosa di meno, non si può certo dire che stia sfigurando;
Kanato ha avuto l'opportunità di vincere a Budapest, nella gara con la griglia invertita dalla quale partiva davanti a tutti; superato dal solo Théophile Naël, si è dovuto accontentare della piazza d'onore, che a ogni modo rappresenta il risultato copertina delle sue prime 14 corse; probabilmente, il miglior weekend del classe 2007 è stato quello del Red Bull Ring, ma una squalifica al termine di gara 1 lo ha privato di un sesto posto che si sarebbe meritato.
Le credenziali di
Yamakoshi sono cresciute gara dopo gara, e anche lo stesso Hiyu si è reso conto di essere più forte di quanto inizialmente pensasse. "Vincitore a Monte Carlo per 10 ore", così è scritto sui suoi social (
qui per approfondire della squalifica che lo ha privato del successo), proprio a
Spielberg, facendo sua la pole, Hiyu è risultato il primo giapponese nella storia della categoria a riuscirci.
Yamakoshi in salita verso la curva del Casinò nel Principato di MonacoInizialmente alle spalle dei compagni Bruno del Pino ed Enzo Deligny, proprio da Monte Carlo la
consapevolezza è aumentata notevolmente e, di rimbalzo, anche i risultati sono migliorati: secondo nelle gare lunghe di Montmeló e Spa-Francorchamps, riprendersi quanto gli è stato tolto nel Principato non è ipotesi peregrina. "
La cosa che mi ha fatto fare click è stato il realizzare di non essere lento. Posso lottare con i migliori piloti, con quelli delle academy F1, e a volte sono anche più veloce di loro. Questo mi ha dato tanta fiducia", ha dichiarato il classe 2006 ai canali ufficiali della F3.
Anche con una squadra non sempre equipaggiata per vincere,
Nakamura sta ottenendo risultati che la maggior parte degli addetti ai lavori non avrebbe avuto il coraggio di pronosticare. Nato nel 2006 come Yamakoshi, similarmente al coevo Hiyu anche Jin ha alzato l'asticella con il passare delle corse (i due, tra l'altro, sono grandi amici): terzo e quinto a Spielberg, si è andato a prendere la gara sprint di
Spa superando in pista Pedro Clerot e il già menzionato Badoer.
Il giubilo di Kato sul podio dell'Albert ParkSi fosse dovuto scommettere sul migliore prima dell'inizio della stagione, la scelta di chi scrive sarebbe ricaduta su
Kato. Effettivamente, il battesimo a Melbourne, dove fu terzo, aveva fatto presagire buone cose. Non che non ci siano state, al contrario, ma qualche errore di troppo (specialmente in partenza; in questo senso, è emblematico il weekend di Montmeló, ma non solo) lo ha spesso relegato a doversi confrontare in zone di classifica non consone alle sue indubbie qualità.
"Penso di essere riuscito ad adattarmi piuttosto bene alla F3", ha dichiarato Taito per il website della categoria. "Rispetto alla FRECA, dove il tempo in pista è decisamente maggiore,
questa categoria richiede una prontezza di prim'ordine per essere competitivi, e in questo senso non penso di essermi comportato male. Sono piuttosto contento della mia stagione, anche se abbiamo commesso troppi errori e la fortuna non è sempre stata dalla mia parte. Se mettiamo tutto insieme, però, i risultati sono arrivati e arriveranno".
Nakamura ha trionfato in occasione della prima gara di Spa-Francorchamps"
Abbiamo già iniziato a lavorare al simulatore in vista del finale di Madrid. È una pista nuova, quindi avere qualche dato è sempre positivo. La preparazione dei fine settimana è quasi perfetta, ma è durante il weekend che dobbiamo migliorare; vogliamo lottare per il podio e possibilmente anche per vincere le gare. Sicuramente, però, il mio obiettivo è ottenere risultati consistenti in qualifica. Voglio assicurarmi di essere tra i primi 12, perché se lo sei le possibilità di avere buone opportunità in entrambe le gare aumentano notevolmente".
Se c'è una cosa che abbiamo appreso da queste quattro storie, questa è di come, anche se si proviene dallo stesso paese,
le possibilità di fare carriera sono tante. Dipendono dal tuo talento, dalla predisposizione all'impegno, dagli sponsor che riesci a trovare, dal supporto che può darti la tua famiglia e dalle conoscenze che riesci a farti lungo la via. Qualunque strada si possa percorrere, l'importante è farlo rispettando le nostre caratteristiche; a modo loro, con i loro stili, Taito, Hiyu, Kanato e Jin lo stanno facendo, ponendo sulla carta geografica delle nazioni quattro bandierine mai così diverse, mai così uguali.