Massimo Costa - XPB ImagesIl primo campionato del mondo della storia della Formula 1 venne disputato nel 1950 e fu vinto da un pilota italiano. Si chiamava
Nino Farina, aveva 44 anni, guidava per l'Alfa Romeo, e quella stagione, che in calendario presentava sei appuntamenti (in realtà sette perché vi era inclusa la 500 Miglia di Indianapolis, però di fatto una gara a sé stante) fu molto combattuta.
I Gran Premi erano quelli di Silverstone, Monte Carlo, Bremgarten, Spa, Reims e Monza. Il titolo se lo giocarono Farina, Juan Manuel Fangio e Luigi Fagioli, tutti su Alfa Romeo. Decisiva fu l'ultima gara, a Monza, il 3 settembre del 1950. Fangio si presentò da leader con 26 punti, Fagioli seguiva con 24, Farina 22.
Ecco quello che raccontarono le cronache dell'epoca."La partecipazione ufficiale della Ferrari rimane in forse sino a martedì 29 agosto, giorno nel quale la inedita "4500" di Maranello scende in pista con Ascari, dimostrando un buon grado di competitività. Nelle prove ufficiali, Fangio segna 1'58"3. Ascari è solo ad un quinto di secondo. La rincorsa tecnica del costruttore modenese è stata eccezionale.
Il campionato del mondo è comunque un affare privato tra Fangio e Farina che dispongono delle nuove Alfa Romeo "159". Fangio è sfortunato: prima rompe la sua macchina, poi quella di Taruffi. Il cambio di guida tra l'italiano e l'argentino è sottolineato da una vivace disapprovazione del pubblico. Al 22° giro Ascari si ritira per guasto al ponte dopo aver compiuto il quindicesimo passaggio in testa. Per la prima volta, e proprio a Monza, le ruote di una Ferrari sopravanzano quelle di un'Alfa.
Davanti a tutti sale così Farina. Al 48° giro Ascari scende di nuovo in pista sulla macchina di Serafini e si piazza secondo. Terzo è Fagioli. La gara termina dopo ben 80 giri e due ore e cinquantuno minuti. La folla porta in trionfo Farina, il cui motore non avrebbe potuto fare un giro di pista in più. Ma anche Ascari è acclamato. In settantamila sono accorsi a Monza per assistere alla prova decisiva del campionato. Fangio è battuto da un avversario che nell'arco delle sei prove si è dimostrato aggressivo e irriducibile".
Un pilota non più giovane (Farina è nato infatti a Torino il 30/10/1906), e una monoposto decisamente anziana, progettata da
Gioacchino Colombo ben 13 anni prima e poi soltanto aggiornata, vincono così il primo titolo mondiale della serie. Il G.P. d'Italia segna l'apoteosi dell'Alfa "158", vettura che gareggia dal 7 agosto 1938, dal G.P. delle Nazioni di Ginevra del luglio 1946 vince tutte le corse disputate, e a Monza coglie il 22° successo consecutivo".
Di Farina si ricorda che era noto alle cronache mondane per alcuni comportamenti, dentro e fuori dai circuiti, in quegli anni considerati "eccessivi". Si ricorda, ad esempio, il vezzo di correre con un
sigaro cubano in bocca, oltre alla sua passione per le donne. Si laureò in Scienze Politiche.
Purtroppo morì nel 1966, a 59 anni, in un incidente stradale presso Aiguebelle, uscendo di strada in una curva presa ad alta velocità con la sua Ford Cortina Lotus, mentre si stava recando al Circuito di Reims-Gueux per assistere al Gran Premio di Francia.