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7 Nov 2026 [14:04]

Ferrari vuole le Hypercar senza BoP
Uno spiraglio con il regolamento 2030

Michele Montesano - DPPI Images

Sebbene sul circuito di Monza è tutto pronto per l’ultimo atto stagionale del FIA WEC, nel paddock del Tempio della Velocità lo sguardo è già rivolto al futuro. Mentre team e piloti si apprestano ad affrontare l’ultima gara del campionato, il tema dei regolamenti Hypercar del 2030 continua a tenere banco. Il tempo stringe e FIA, ACO e Case automobilistiche dovranno trovare un accordo definitivo nei primi mesi del 2027, così da consentire l’avvio dei nuovi progetti con un margine sufficiente per sviluppare e mettere in pista le vetture.

Tra i protagonisti del confronto c’è Ferrari che attraverso Antonello Coletta, responsabile globale del programma endurance del Cavallino Rampante, ha ribadito la propria posizione su uno degli aspetti più controversi della classe regina: il Balance of Performance. La Casa di Maranello vorrebbe infatti arrivare a una formula capace di fare a meno del sistema di bilanciamento delle prestazioni, oppure limitarne l’intervento a una misura decisamente più contenuta rispetto a quella attuale.

Il progetto dei regolamenti 2030, presentato in una prima versione lo scorso giugno alla 24 Ore di Le Mans, prevede il passaggio a una piattaforma unica per superare l’attuale convivenza tra LMH e LMDh. Una scelta che, secondo Ferrari, potrebbe rappresentare l’occasione ideale per riscrivere le regole tecniche in maniera più chiara, riducendo le differenze tra le vetture e rendendo meno invasivo il ricorso a interventi esterni per equilibrarne le prestazioni.

Il BoP era infatti nato per consentire a vetture caratterizzate da architetture differenti, come le LMH ibride a trazione integrale e le LMDh a due ruote motrici, di competere nella stessa categoria. Con una piattaforma comune, Ferrari ritiene che il Mondiale Endurance possa tornare a una maggiore meritocrazia, lasciando che siano le scelte progettuali e il lavoro delle squadre a determinare le gerarchie in pista.

L’abolizione del BoP rappresenta quindi l’obiettivo finale del Cavallino Rampante, anche se Coletta ha riconosciuto che arrivare a una soluzione condivisa non sarà semplice. I costruttori coinvolti hanno infatti esigenze differenti, soprattutto in termini di costi, libertà progettuale e componenti da condividere. Per questo motivo, Ferrari non esclude un compromesso che preveda un intervento marginale del BoP, purché non diventi l’elemento determinante del campionato.

Un punto sul quale Ferrari non intende invece arretrare riguarda la possibilità di costruire una Hypercar interamente propria. La priorità di Maranello è mantenere la libertà di sviluppare telaio, cambio ed elettronica, evitando di dover condividere componenti fondamentali con altri costruttori. L’obiettivo è preservare il DNA tecnico del marchio, così da poter continuare a schierare una vettura che rappresenti pienamente l’identità Ferrari.

La presenza o meno del BoP, in ogni caso, non condizionerà la decisione di proseguire l'impegno nel Mondiale Endurance oltre il 2030. Per Ferrari l’aspetto imprescindibile è avere la possibilità di realizzare la propria vettura, mentre sul sistema di bilanciamento delle prestazioni si potrà eventualmente trovare una soluzione intermedia. Una formula con regole molto restrittive, che limiti gli interventi esterni e consenta soltanto piccoli aggiornamenti durante la stagione, potrebbe infatti rappresentare un compromesso accettabile anche in termini di costi.

Un altro tema ancora aperto riguarda la trazione integrale. Ferrari, come Toyota, vorrebbe mantenere questa soluzione tecnica, ritenendola particolarmente interessante anche per il trasferimento tecnologico sulle vetture stradali. La bozza dei regolamenti 2030 prevede, invece, esclusivamente la trazione posteriore, una scelta che potrebbe ridurre la complessità tecnica e favorire una maggiore uniformità tra i costruttori.

La posizione di Maranello, tuttavia, è meno rigida rispetto a quella di Toyota, che ha manifestato maggiori perplessità sulla possibilità di rinunciare alla trazione integrale. Ferrari considera infatti il confronto tra i costruttori un passaggio necessario per individuare il giusto compromesso, anche se la soluzione ideale sarebbe quella di mantenere la possibilità di sviluppare una vettura a quattro ruote motrici.

Il tempo a disposizione, però, non è molto. L’obiettivo è definire il regolamento nei primi mesi del 2027, così da consentire ai costruttori di avviare i rispettivi programmi nella seconda parte dell’anno. Un ritardo nella definizione delle norme potrebbe compromettere il debutto previsto per il 2030, costringendo FIA e ACO a valutare uno slittamento al 2031. Per questo motivo, la stagione invernale si preannuncia decisiva. Bisognerà trovare un accordo su costi, componenti condivisi, libertà progettuale e BoP per dare vita a una nuova generazione di Hypercar capace di garantire una competizione più equilibrata e, soprattutto, più meritocratica.
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