Davide Attanasio - Foto KSP
Per tentare di comprendere il perché dei trionfi, spesso bisogna fare un salto nel passato. Nel caso di questa storia, quella di
Guillaume Bouzar e del suo titolo in Formula 4 francese, non c'è da tornare tanto indietro. Nello specifico, al campionato dell'anno scorso, il suo primo in monoposto.
E, se si vanno ad analizzare
i numeri, che certe volte non servono, ma certe altre aiutano, si scopre che, oltre a essere stato il miglior rookie, nella seconda metà di quell'annata il franco-lussemburghese aveva messo a segno più punti (105) e più podi (5) di tutti.
Così come per Alex Munoz nel 2024 (poi campione 2025), il finale dell'anno precedente aveva fornito
un'indicazione chiara sul domani che avrebbe atteso entrambi. E, sulla falsa riga dello stesso Munoz, è stato l'inizio del campionato poi vinto a demarcare i confini di quello che Guillaume sarebbe riuscito a conquistare.

Con la doppia pole nella qualifica di
Nogaro, Bouzar ha subito fatto intendere a che gioco stesse giocando. Nelle tre gare, poi, sono arrivate gioie (il successo di gara 1) e amarezze (il ritiro in gara 2, il terzo posto in gara 3 dopo una penalità che lo ha privato del secondo sigillo), ma la strada era già stata tracciata molto bene.
Arrivato a
Digione forte di un tesoretto di 13 punti su Hugo Herrouin, la seconda doppia pole del classe 2008, ottenuta con pista bagnata, gli ha permesso di fare il bello e il cattivo tempo nelle due gare (asciutte) da cui è partito dal palo, mentre in quella con la griglia rovesciata è arrivata una rimonta dal decimo al sesto posto.
Nella trasferta belga di
Spa-Francorchamps, che in realtà per Bouzar vale come gara di casa (amici e parenti, dal suo Lussemburgo, sono accorsi in massa per supportarlo), il vantaggio in classifica è passato da +43 (su Thibaut Ramaekers e Hugo Herrouin) a +58 sul belga di Chimay. Come?
Con un'altra doppia pole, innanzitutto, che ha portato a rispolverare le statistiche perché, dal 2022,
nessuno ne aveva raggranellate sei di fila. Battuto da Ramaekers in gara 1, nella seconda gara il numero 19 ha ottenuto un altro secondo posto risalendo dalla quinta fila e, con il quarto successo in gara 3, al giro di boa il pallottoliere dei punti è arrivato a contarne ben 155.
Uno-cinque-cinque, quasi la metà di quanti ne è poi riusciti a fare da
Magny-Cours in poi, ovvero 85. Quelle di Spa si sono rivelate le ultime pole di Bouzar, che sul circuito della Nièvre è stato costretto al primo ritiro, in gara 1, per un problema di affidabilità. Quarto in gara 2, Ramaekers aveva ridotto il distacco a -31.
Non appena ha sentito odore di minaccia, però, Bouzar ha rispalancato il gas, e in gara 3, dalla seconda fila, ha approfittato della troppa foga del rivale
concedendo la manita, riallungando a +39 con solamente sei gare a separarlo dalla "bandiera a scacchi".
Una manita, cinque, come
gli sticker che ha piazzato sull'halo della sua Ligier - fatto che ci ha ricordato la tradizione di Sebastian Vettel quando, nell'ormai lontano 2004, vinse la Formula BMW appiccicandone 18 sorridenti su un massimo possibile di 20 -, rimasti cinque sia a Lédenon (due podi, un secondo problema tecnico) che a Le Castellet, dove però
l'obiettivo titolo era già stato raggiunto.
A Bouzar, dopo
Lédenon, mancavano 4 punti per potersi fregiare di tale risultato. Poi, Ramaekers ha ben pensato di fare i test del Regional europeo a
Le Castellet, cosa avversa al regolamento che impone a tutti i piloti di non girare sui circuiti inseriti in calendario. E allora, non potendo mettere a segno punti, Bouzar ha potuto festeggiare di martedì, 22 settembre, prima ancora di aver messo piede sul Paul Ricard.
La spinta emotiva con cui Guillaume si è presentato all'ultimo appuntamento era già di fatto scemata. Questo può ben spiegare il suo weekend "normale": sesto in qualifica, incidente in gara 1, terzo in gara 2, sesto in gara 3. Il grosso, quello lo aveva già fatto. E davvero molto bene.
Felicitations, Guillaume!