27 Ott 2026 [11:36]
Mercedes, affari d'oro
I numeri della scuderia di Wolff
Carlo Luciani - XPB Images
La Mercedes non corre soltanto per vincere i Gran Premi. La scuderia di Brackley è diventata anche una delle realtà economicamente più solide non solo all’interno del paddock, ma dell’intero panorama sportivo mondiale, capace di generare ricavi elevati, mantenere margini importanti e remunerare i propri azionisti. Alle spalle della squadra che si appresta a tornare campione del mondo sia tra i piloti che tra i costruttori in Formula 1, c’è una struttura industriale che ha trasformato la Formula 1 in un’attività molto redditizia.
A richiamare l’attenzione sui risultati economici del team è stata la Gazzetta dello Sport. I dati emergono dal bilancio 2025 di Mercedes-Benz Grand Prix Limited, la società che gestisce la scuderia, depositato presso Companies House, il registro ufficiale delle imprese britannico. Secondo i documenti contabili, il fatturato ha raggiunto 633,4 milioni di sterline, contro i 632,1 milioni dell'anno precedente. L'utile operativo è salito da 156,2 a 166,7 milioni, mentre quello netto dopo le imposte è passato da 116,9 a 125,9 milioni di sterline. Numeri che confermano la capacità della squadra di produrre risultati finanziari importanti anche senza vincere in pista.
La principale fonte di entrate è rappresentata dalle attività commerciali. Nel 2025 oltre 415 milioni di sterline sono arrivati da sponsorizzazioni e accordi di licenza, una componente fondamentale per sostenere i costi di una struttura che progetta e costruisce le proprie monoposto a Brackley. La Mercedes ha chiuso l’anno con 24 partner di squadra, tra cui Adidas, Meta AI e Nasdaq, entrati nel portafoglio commerciale proprio lo scorso anno. Nel 2026 si sono aggiunti anche Microsoft, Nu e Zuma, rafforzando ulteriormente la presenza di marchi tecnologici e finanziari attorno al team.
L’elenco dei partner ufficiali mostra quanto sia diversificata la rete commerciale della scuderia. Accanto al title sponsor Petronas e ai partner principali CrowdStrike, INEOS e Microsoft, figurano aziende come Qualcomm, UBS, PepsiCo, SAP, AMD e Marriott Bonvoy. Non si tratta soltanto di loghi sulle monoposto: le collaborazioni comprendono iniziative di comunicazione, tecnologia, ospitalità e sviluppo di soluzioni da applicare anche al di fuori delle corse. La visibilità globale della Formula 1 consente alla Mercedes di offrire ai propri sponsor una piattaforma internazionale, mentre i risultati in pista possono contribuire ad aumentarne l’attrattiva.
Un altro elemento decisivo per la sostenibilità economica delle squadre è stato l’introduzione del budget cap. Il tetto alle spese ha limitato la possibilità di investire senza vincoli nello sviluppo e nella gestione delle monoposto. Non tutti i costi rientrano nel limite, ma il nuovo sistema ha contribuito a ridurre la corsa alle spese che per anni aveva caratterizzato la Formula 1, rendendo più difficile per i team più ricchi aumentare indefinitamente il proprio vantaggio attraverso investimenti superiori a quelli dei concorrenti.
Il caso Mercedes mostra come una squadra di vertice possa combinare il controllo dei costi con ricavi commerciali molto elevati. Nel 2025 il gruppo ha impiegato mediamente 1348 persone, contro le 1323 dell’anno precedente, mentre il costo del personale è cresciuto sensibilmente. La differenza rispetto al passato è che una parte maggiore delle risorse può essere sostenuta da un modello economico capace di generare utili, invece di dipendere esclusivamente dai finanziamenti degli azionisti.
La redditività si riflette anche sulla remunerazione dei proprietari. Dai fondi distribuibili sono stati pagati nel 2025 dividendi per 125 milioni di sterline, contro i 100 milioni dell’anno precedente. È un dato che aiuta a comprendere quanto il valore economico di una squadra di Formula 1 possa andare oltre i risultati ottenuti in pista. Il team è controllato in parti uguali da Mercedes-Benz, INEOS e dalla struttura societaria riconducibile a Toto Wolff, che resta amministratore delegato e team principal.
In questo scenario, il rendimento della monoposto e i risultati dei piloti restano comunque fondamentali. Le vittorie e la lotta per il titolo aumentano l’esposizione televisiva, rafforzano il marchio e possono rendere ancora più interessanti le partnership commerciali. Un’eventuale conquista del titolo costruttori può favorire i ricavi futuri attraverso premi sportivi e opportunità commerciali, anche se gli effetti economici non sono immediati e dipendono dai contratti e dai meccanismi di distribuzione dei proventi. La forza della Mercedes sta proprio nella possibilità di trasformare il successo sportivo in valore commerciale e, allo stesso tempo, di mantenere una struttura redditizia anche quando il dominio in pista viene meno.