Massimo Costa - XPB ImagesPerché il team Haas ha scelto
Rafael Camara come compagno di Oliver Bearman per il prossimo anno? Cosa ha portato i responsabili della squadra americana a puntare sul brasiliano attualmente leader del campionato di Formula 2?
Lo ha ben spiegato Ayao Komatsu, team principal, ad alcuni media britannici. Komatsu ha voluto sottolineare l’importanza dei test TPC, soprattutto per come loro li hanno impostati. Un confronto vecchio stile tra Jerez e Portimao con i piloti che stavano considerando per il 2027, ovvero Leonardo Fornaroli e Rio Hirakawa mentre in gioco vi erano anche Jack Doohan e Liam Lawson.
Non c’è mai stata alcuna pressione da parte di Ferrari, che fornisce i motori ad Haas, e di Toyota, che è ben inserito nella squadra. La scelta del pilota per sostituire Esteban Ocon era libera, dettata solo dai risultati che sarebbero emersi nei test sostenuti tra Jerez e Portimao.
Dice Komatsu: “Volevamo puntare su qualcuno che possedesse una velocità e una sensibilità naturali, perché sono doti che non si possono insegnare. Se si osservano alcune gare di F2, a volte Rafael corre molto bene, cura al meglio gli pneumatici, altre volte invece è evidente che la gestione della gara può ancora essere perfezionata. Ma credo che su questi aspetti si possa lavorare insieme. Ciò che non si può insegnare è la sensibilità, e lui ce l’ha".
"È emerso in modo molto chiaro durante i test a Portimão, dove le condizioni della pista continuavano a cambiare: temperatura dell'asfalto, vento... A questo si sono aggiunti dei problemi di vibrazione degli pneumatici. Nonostante tutte queste variabili e difficoltà, ha saputo valutare la situazione in modo eccellente, mantenendo una calma assoluta e un approccio professionale. Per noi, quindi, la scelta è stata chiara. Per quanto riguarda il potenziale, direi che è entusiasmante tanto quanto quello di Bearman; sono profili molto simili, pur con differenze nei dettagli".
"Di Ollie mi ha colpito soprattutto la capacità di comprendere il contesto generale e il proprio ruolo, come dimostrato durante le FP1 in Messico, al suo debutto su una vettura di Formula 1. Si tratta di uno scenario molto diverso da quello affrontato da Rafa a Portimão, che è stato a tutti gli effetti uno scontro diretto, essendo la prima volta che saliva sulla nostra monoposto. Se da un lato l'entusiasmo per la velocità è paragonabile, ciò che ci ha davvero impressionato di Rafa è stata la sua capacità di valutare le condizioni in pista".
"Serve una sensibilità straordinaria per percepire il livello di aderenza e interpretare condizioni che mutano continuamente: cambiavano di minuto in minuto, di giro in giro. Non c'erano due giri identici. È stato davvero impressionante. Ma, considerando che si trattava di una sorta di sfida diretta, è stato notevole il modo in cui lui ha saputo creare il contesto ideale per concentrarsi esclusivamente sui propri compiti, senza lasciarsi ossessionare dal risultato finale".
"Si è focalizzato su ciò che doveva fare per esprimersi al meglio, individuando il meccanismo giusto per riuscirci e mettendolo poi in pratica: è stato davvero notevole. È anche per questo che abbiamo voluto dotarci della capacità di effettuare dei test TPC. Grazie alla collaborazione con Toyota, l'anno scorso siamo riusciti a creare un team dedicato alle prove. Senza i test TPC, sarebbe difficile esprimersi".
"Avendo a disposizione questa risorsa, abbiamo potuto effettuare una valutazione autonoma, al contrario non avrei mai avuto lo stesso grado di sicurezza. E probabilmente non avrei nemmeno preso la stessa decisione perché, vista dall'esterno, la Formula 2 è un contesto davvero complesso da decifrare. Ricordo che, quando ho scelto Ollie per un sedile nel 2025, in molti si chiedevano: ‘Non sta brillando in F2, sei sicuro che sia la scelta giusta?’.
"Eppure io ero tranquillo, perché grazie alle sessioni di FP1 avevamo avuto modo di osservare Ollie da vicino, capendo di cosa fosse capace e che tipo di personalità avesse. Se avessimo deciso di ingaggiare Rafa senza passare per questi test TPC, sarebbe stato indubbiamente un azzardo molto più rischioso. E avrei voluto correre un rischio simile? Probabilmente no, ma si tratta di un'ipotesi. Ecco perché abbiamo creato questo ambiente: per poter gestire la situazione sotto il nostro diretto controllo”.
Purtroppo, di tutto ciò ne paga le conseguenze Fornaroli. Nonostante i test TPC con McLaren (di cui è entrato a far parte dal 9 dicembre 2025), le due FP1 svolte a Montmelò e Budapest con la MCL40, Leonardo non ha convinto Komatsu e il team Haas. Forse proprio perché vantava più chilometri con una F1 rispetto a Camara, pur avendo un passo notevole in quel test confronto col brasiliano è mancato qualcosa che non ha convinto Komatsu. Ed ora per Leo si sono aperte le porte del WEC.