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6 Set 2026 [0:13]

Austin - Qualifica
Giovinazzi beffa Aitken al millesimo

Michele Montesano - Foto DPPI

Lo stesso identico crono al millesimo. La qualifica della Lone Star Le Mans si è conclusa con la pole position di Antonio Giovinazzi. Ma l’alfiere della Ferrari, alla sua seconda prima fila stagionale nel FIA WEC dopo quella conquistata a Imola, è riuscito ad imporsi al termine di una sfida al cardiopalma. Sul tracciato di Austin, in Texas, il pugliese ha fermato il cronometro in 1’52”445, lo stesso identico tempo realizzato poco dopo dal rientrante Jack Aitken con la Cadillac V-Series.R LMDh Hertz Team JOTA.

A premiare Giovinazzi è stato quindi il regolamento che, in caso di parità di crono, vede assegnare la miglior posizione al pilota che ha stabilito per primo il tempo. Per Ferrari la pole siglata nella Hyperpole della Lone Star Le Mans è importante anche in ottica campionato, visto che il punto conquistato consente al terzetto della 499P Giovinazzi, James Calado e Alessandro Pier Guidi di ridurre a 17 punti il distacco dalla vetta della classifica iridata.

La sfida per la prima posizione è stata serratissima e lo dimostra il distacco tra i primi quattro, racchiusi in un fazzoletto di appena 50 millesimi. A completare la seconda fila saranno infatti la Alpine A424 LMDh di Charles Milesi, terza a soli 29 millesimi dalla coppia di testa, e la Aston Martin Valkyrie di Harry Tincknell, staccata di appena 21 millesimi dal francese.



Dalla terza fila scatteranno invece le altre Ferrari e Alpine. Nicklas Nielsen, dopo aver dominato la prima sessione di qualifica, con il miglior tempo assoluto in 1’52”020, non è riuscito a ripetersi in Hyperpole e ha chiuso quinto con l’altra 499P. Al suo fianco ci sarà la Alpine A424 di Victor Martins. La Toyota è riuscita a portare entrambe le proprie vetture nella top-10, con Ryo Hirakawa settimo seguito da Kamui Kobayashi nono. Tra le due TR010 Hybrid si è inserita la Genesis di Mathys Jaubert, mentre a completare le prime dieci posizioni è stata l’altra GMR-001 affidata a Mathieu Jaminet.

La vera sorpresa negativa della qualifica è stata rappresentata dalle BMW. Entrambe le M Hybrid V8 LMDh del Team WRT sono infatti rimaste escluse dalla Hyperpole. Il vincitore di San Paolo Dries Vanthoor è stato beffato proprio nelle battute finali e scatterà dall’undicesima posizione. Ancora più indietro la BMW degli attuali leader del campionato Robin Frijns e René Rast, che partirà tredicesima dopo che Sheldon van der Linde non è riuscito a portarla tra le prime dieci.

Fuori dalla fase decisiva entrambe le Peugeot 9X8, con Malthe Jakobsen dodicesimo e Stoffel Vandoorne sedicesimo. Non è riuscito a ripetere le prestazioni degli ultimi due anni nemmeno Robert Kubica. Il polacco, due volte in prima fila ad Austin e autore della pole nella scorsa edizione, ha dovuto accontentarsi del quattordicesimo crono con la Ferrari 499P di AF Corse. Alle sue spalle si è piazzata la Cadillac di Norman Nato, mentre la Aston Martin di Marco Sørensen ha chiuso la classifica delle Hypercar.



In LMGT3 è stata Aston Martin a monopolizzare la prima fila. A firmare il miglior tempo è stato Eduardo Barrichello. Il figlio d’arte, al volante della Vantage GT3 del Heart of Racing Team ha inizialmente realizzato un crono di 2’05”160, sufficiente per issarsi al comando, prima di migliorare ulteriormente fino a 2’05”103. Quest’ultimo tempo è stato però cancellato per track limits lasciando, così, valido il precedente tempo che gli ha comunque garantito la pole di classe.

Barrichello ha preceduto il compagno di squadra Zach Robichon, autore del secondo tempo con l’altra Aston Martin Vantage. Per Heart of Racing si è trattato quindi della terza pole stagionale in LMGT3, dopo quelle ottenute a Spa e San Paolo.

La seconda fila sarà invece occupata dalla Porsche 911 GT3 R del team Manthey affidata a Timur Boguslavskiy, e dalla Ford Mustang GT3 del Proton Competition con Ben Tuck. I due hanno fatto segnare lo stesso identico tempo ma, ancora una volta, è stato l’ordine con cui è stato realizzato a determinare la classifica premiando, così, il pilota della Porsche. Quinta la McLaren 720S GT3 di Finn Gehrsitz, al suo primo ingresso nella Hyperpole, mentre la Ferrari 296 GT3 di Vista AF Corse ha conquistato la sesta posizione con Simon Mann.



Settima piazza per la BMW M4 GT3 di Sean Gelael, seguita dalla Mercedes AMG GT3 griffata Iron Lynx e affidata a Rui Andrade. Mentre a completare la top-10 sono state la Ford Mustang di Giammarco Levorato e la Lexus RC F GT3 di Clemens Schmid. Levorato, autore della pole al COTA 12 mesi fa, ha visto sfumare la possibilità di difendere il primato a causa di un errore commesso nel suo ultimo giro lanciato. La Ford Mustang, tuttavia, ha mostrato un ottimo potenziale, soprattutto considerando che Stefano Gattuso era stato il più rapido nella prima sessione di qualifica.

Non sono mancate le sorprese nemmeno nella prima fase della qualifica LMGT3. Il dato più significativo riguarda i protagonisti del campionato: le prime quattro vetture della classifica iridata sono tutte rimaste escluse dalla Hyperpole. La Porsche di Yasser Shahin partirà tredicesima, la BMW di Anthony McIntosh sedicesima.

Addirittura la Corvette Z06 LMGT3.R di Ben Keating, leader del campionato, sarà costretta a scattare dalla diciassettesima posizione. La vettura americana dovrà inoltre fare i conti con i 36 kg di Success Handicap. La Ferrari di Thomas Flohr è stata la prima esclusa dalla Hyperpole, mentre alle sue spalle partiranno la Corvette di Peter Dempsey, la McLaren di Antares Au e la Lexus di Tom Van Rompuy.

Sabato 5 settembre 2026, qualifica

1 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1'52"445
2 - Bamber-Bourdais-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1'52"445
3 - Félix Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 1'52"474
4 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 1'52"495
5 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1'52"873
6 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 1'52"886
7 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 1'52"985
8 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 1'53"006
9 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 1'53"293
10 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 1'53"495
11 - Magnussen-Marciello-Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'52"841
12 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'52"947
13 - Frijns-Rast-Van Der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'52"998
14 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 1'53"043
15 - Stevens-Nato-Taylor (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1'53"080
16 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'53"220
17 - Riberas-Sørensen (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 1'53"507
18 - Newell-Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage GT3) - HoR - 2'05"160
19 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage GT3) - HoR - 2'05"284
20 - Cottingham-Boguslavskiy-Guven (Porsche 911 GT3) - Manthey - 2'05"483
21 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang GT3) - Proton - 2'05"483
22 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S GT3) - Garage 59 - 2'05"654
23 - Hériau-Mann-Rovera (Ferrari 296 GT3) - AF Corse - 2'05"765
24 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 GT3) - WRT - 2'05"888
25 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes AMG GT3) - Iron Lynx - 2'05"969
26 - Umbrarescu-Schmid-López (Lexus RC F GT3) - Akkodis ASP - 2'06"265
27 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang GT3) - Proton - 2'09"196
28 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 GT3) - AF Corse - 2'07"262
29 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 GT3) - TF Sport - 2'07"443
30 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3) - Manthey - 2'07"479
31 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S GT3) - Garage 59 - 2'07"559
32 - Van Rompuy-David-Masson (Lexus RC F GT3) - Akkodis ASP - 2'07"622
33 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 GT3) - WRT - 2'08"128
34 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 GT3) - TF Sport - 2'08"864
35 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes AMG GT3) - Iron Lynx - 2'08"968
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