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25 Gen 2013 [16:12]

Il caso Alonso
Perché la Ferrari confida in De La Rosa

Massimo Costa

È sicuramente bizzarro che il vice campione del mondo Fernando Alonso non salga sulla Ferrari F2013 nel primo test collettivo della stagione. Lo spagnolo non girerà a Jerez nel corso dei quattro giorni di prove preferendo concentrarsi sui propri muscoli. Una notizia che ha scatenato mille ipotesi. Da un non ben precisato infortunio occorso ad Alonso ad una scadente preparazione atletica mantenuta durante l'inverno fino a pensare a un momento di crisi nei rapporti con la Ferrari. Meglio cancellare subito strane illazioni e cercare di capire il perché di questa, certamente bizzarra scelta, ma che può rientrare in un preciso piano aziendale.

La Ferrari nei giorni scorsi ha annunciato l'arrivo di Pedro De La Rosa. Nel comunicato era stato scritto che lo spagnolo ex HRT avrebbe affiancato Marc Gené e Davide Rigon nel lavoro al simulatore. Subito ci era parso un incarico piuttosto limitativo per un pilota tanto esperto e valido come De La Rosa. E infatti, ecco che la Ferrari ha fatto sapere pochi giorni orsono che lo spagnolo sarà presente a Jerez e guiderà la nuova monoposto. De La Rosa non è piombato a Maranello per raccomandazione, per l'amicizia con Alonso o perché voluto dallo sponsor Santander. Niente di tutto questo. De La Rosa è stato scelto dalla Ferrari perché nel paddock della F.1 è riconosciuto da tempo come il miglior specialista per lo sviluppo delle nuove monoposto.

Quando si porta in pista per la prima volta una nuova monoposto, è fondamentale capire subito quel che funziona e quel che occorre modificare. Una segnlazione agli ingegneri errata, una idea sbagliata su uno specifico particolare, possono compromettere un intero campionato. De La Rosa è stato per un decennio il collaudatore della McLaren (se lo tenevano ben stretto) in un'epoca in cui non vi era limitazione ai test e ovunque sia stato, prima e dopo, è sempre stato elogiato dagli ingegneri per il lavoro svolto. Non ha mai avuto il talento di un Alonso o di un Hamilton, ma si è ricavato un preciso ruolo che pochi hanno saputo ricavare da se stessi.

La sua mente analitica e addestrata nel trovare precise informazioni richieste dagli ingegneri, un pilota veramente speciale nel condurre al meglio i test di sviluppo. La Ferrari, appena De La Rosa si è trovato libero sul mercato, non se lo è fatto scappare, sicuramente su suggerimento di Alonso il quale ha avuto modo di verificare in diretta il suo prezioso supporto quando era alla McLaren. Sorge quindi una domanda: possibile che tra Gené, Rigon e Jules Bianchi vi sia stato il bisogno di recuperare De La Rosa? Evidentemente sì, per la tipologia di lavoro richiesta in questa particolare fase di sviluppo, per la metodologia che Stefano Domenicali vuole imporre, De La Rosa è quel valore aggiunto che a Maranello mancava.

In Ferrari si è poi preferito portare in pista a Jerez Felipe Massa piuttosto che Alonso. E anche in questo caso si può capire il motivo di questa scelta. Massa è reduce da un 2012 particolarmente pesante dal punto di vista mentale, nonché dei risultati, ed è dunque necessario fargli sentire fin da subito la vicinanza di tutta la squadra, la responsabilità del nuovo progetto da portare in pista. Accantonarlo fin dal primo test avrebbe significato fargli mancare la fiducia e in questo momento delicato della sua carriera, non sarebbe stato produttivo. Massa deve sentirsi parte del gruppo, non sopportato, deve subito portare risultati, per questo sarà a Jerez. Nel tentativo di poter contare su di lui fin dalla prima gara cancellando così gli ultimi due anni molto difficili per lui.

Ecco dunque che Alonso, che non ha certo bisogno di stimoli particolari o di attenzioni delicate, a Jerez può benissimo non essere presente. Certo, magari un giorno, un pomeriggio, giusto per assaggiare la F2013 (se si chiamerà così), poteva concederselo. Ma per il bene della crescita della monoposto e dell'armonia in squadra, Alonso si è fatto da parte. E non certo perché non sia un buon collaudatore. Ma in certi casi, riconoscere che c'è qualcuno che sa svolgere al meglio un particolare lavoro, è già sinonimo di vittoria e consapevolezza. Il miglior modo per costruire una stagione da protagonisti.
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