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27 Mar 2024 [12:15]

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Campionato riaperto, ma a Suzuka...

Massimo Costa - XPB Images

Prima o poi doveva capitare. Poteva essere un passo falso, un contatto, un guasto tecnico, a scrivere la parola fine alla serie infinita di risultati raccolti da Max Verstappen che, dal quarto Gran Premio del 2022, quello di Imola, si era sempre piazzato in zona punti. In totale, 43 gare senza un ritiro. Al 44esimo tentativo è arrivato lo stop, il precedente proprio a Melbourne nel 2022. Quando si dice il destino. A fermare l’olandese, un disco freno imbizzarrito, quello destro posteriore, che dopo pochi chilometri ha cominciato a bloccarsi sempre più fino a sprigionare preoccupanti fiamme, considerando il pieno di carburante nel serbatoio, quando Verstappen ha raggiunto la corsia box al 5° giro.

Un ritiro che ha rabbuiato il tre volte campione del mondo. Nonostante i vari record battuti grazie anche alla affidabilità delle monoposto Red Bull che ha guidato dal 2022 a oggi, Verstappen l’ha presa male. Normale per un vincente come lui, che esige sempre la perfezione. Come un bimbo a cui hanno tolto la luce mentre giocava alla play station, il poleman di Melbourne si aggirava ai box con sguardo truce e allo stesso tempo incredulo. Gli ci sono voluti parecchi minuti per capire che un ritiro ogni due anni non è una roba così dura da digerire e alla fine è riuscito a prenderla con una certa filosofia: “Non è mai bello ritirarsi ed è un peccato perché non c’erano stati segnali di qualcosa che non funzionasse a dovere nel giro di formazione. E’ accaduto che il freno posteriore destro a un certo punto è rimasto sempre attivo e questo ha causato un surriscaldamento. In F1 la meccanica ha il suo peso e per questo motivo problemi come questo si possono verificare”, ha poi dichiarato.

Alla curva 3 del giro 2, Verstappen in frenata ha leggermente perso il posteriore della sua RB20, prima avvisaglia che qualcosa non stesse funzionando a dovere. Grazie a quella sbavatura, Carlos Sainz che lo pressava da vicino lo ha poi superato di slancio mentre il leader del mondiale, ogni volta che metteva il piede sul pedale del freno, la sua monoposto aveva reazioni poco edificanti. “Avevamo migliorato parecchio nel corso del weekend e potevamo vincere la gara”, ha sottolineato Max, anche se Sainz non è stato dello stesso avviso. Lo spagnolo, debilitato fisicamente, al termine della qualifica aveva lanciato senza problemi tali parole: “Se fossi stato al cento per cento la pole sarebbe stata mia”, parole che non avevano scalfito Verstappen.

La Red Bull però, sul tracciato piuttosto piatto di Melbourne, non è mai stata convincente subendo la Ferrari nelle prove libere e salvandosi in qualifica per gli errori di Charles Leclerc e per lo stato fisico di Sainz. La cartina di tornasole sul weekend del team diretto da Christian Horner, potrebbe averla offerta Sergio Perez. Terzo in qualifica, poi retrocesso sesto per avere ostacolato Nico Hulkenbergd, ci si aspettava una facile rimonta da parte del messicano, come accaduto a Sakhir (da quinto a secondo), e invece le cose sono andate ben diversamente. Perez non è riuscito a sbloccarsi da quella zona di classifica dalla quale è partito, concludendo il GP in quinta posizione.

Un inequivocabile segnale che la Red Bull era chiaramente battibile in Australia, al di là dell’inconveniente tecnico che ha fermato Verstappen. Il quale fa sempre la differenza rispetto al compagno di squadra Perez, ma questa volta c’era qualcosa che non andava per il verso giusto: “Non è stato un weekend facile”, ha ammesso Sergio, “venerdì abbiamo incontrato qualche difficoltà nel long run e di conseguenza abbiamo cercato nuove strade che non hanno portato gli effetti sperati. In gara, non aveva aderenza posteriore e questo ha portato le gomme anteriori a degradarsi rapidamente. Non c’era bilanciamento e non mi è restato che cercare di raggiungere il traguardo nel miglior modo possibile, ma non potevo far nulla per andare a prendere le McLaren e le Ferrari davanti a me. Penso che a Melbourne il tracciato ci abbia condizionato negativamente”. Horner ha aggiunto che a condizionare la non positiva gara di Perez, è stato anche un danno al fondo vettura rimediato su qualche cordolo.

Attenzione però, quello vissuto in Australia è stato un capitolo negativo che potrebbe essere rapidamente cancellato già a Suzuka domenica 7 aprile. Lo stop Red Bull ha improvvisamente rianimato un campionato del mondo che pareva già scritto. Diciamo che sarebbe esagerato parlare di crisi tecnica e agonistica del team di Milton Keynes, quella l’ha già vissuta per diverse settimane per quanto riguarda le lotte intestine dirigenziali e le accuse di molestie da parte della ex assistente di Horner alle quali ci ha messo un carico da novanta Jos Verstappen, ma leggendo ora la classifica iridata, si può dire senza sembrare esagerati che il cammino non è più semplice come sembrava. Leclerc è a soli 4 punti da Verstappen, Sainz a 11 lunghezze e con una gara in meno, il ché lascia presupporre che potrebbe addirittura essere il leader del mondiale se l’appendicite non lo avesse fermato a Jeddah. La classifica costruttori presenta la Red Bull in testa con 97 punti, ma la Ferrari è a un soffio con 93.
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