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GB3 L'intervista - Antonio Giovinazzi<br>L'italiano supportato dagli indonesiani!
23 Dic 2012 [14:34]

L'intervista - Antonio Giovinazzi
L'italiano supportato dagli indonesiani!

Antonio Caruccio

Antonio Giovinazzi è il campione della Formula Pilota China. Emerso come giovane promessa in Asia, è approdato in Italia nella gara della Formula Abarth a Monza ridicolizzando i protagonisti di un’intera stagione, ricordando il fenomeno Hannes Van Asseldonk del 2010. Andiamo a conoscere meglio questo diciannovenne pugliese che ha trovato un supporto fondamentale nella famiglia indonesiana Gelael. Nessuno in Italia gli avrebbe offerto la possibilità di correre.

Come hai iniziato a correre?
“Mio padre mi ha regalato un kart all’età di 3 anni. Ho iniziato quindi ad allenarmi con quello, ma le gare sono iniziate quando avevo 7 anni, con il 50cc Baby. Dal 2001 al 2011 ho quindi corso per dieci anni sino ad approdare alle corte PCR, conoscendo il signor Gelael e da lì è poi nata la nostra collaborazione”.

Come mai la decisione di correre nella Formula Pilota China?
“Il mio sponsor è asiatico, ma abbiamo iniziato quasi per caso. Non era infatti previsto che nel 2012 io corressi, ma che continuassi il mio impegno in WSK e facessi solo alcuni test. Poi, ad un mese dall’inizio del campionato, abbiamo fatto delle prove decidendo di correre lì”.

Ti saresti aspettato di vincere il campionato?
“Onestamente no. Come detto, il programma è partito in ritardo e la prima gara, come risultati, ha dato l’idea di come fossi indietro. Poi però, ci siamo impegnati e abbiamo recuperato riuscendo a conquistare dei risultati che ci hanno portato a raggiungere il titolo. Io ho vinto e Sean Gelael è stato il secondo pilota asiatico in classifica”.

E cosa pensi della tua apparizione in Formula Abarth?
“Ho disputato una sola gara a Monza, come promessa da parte del nostro sponsor. Se ad Ordos avessimo conquistato una doppietta, saremmo venuti a fare una gara in Europa, e così è stato. Sono molto contento di aver realizzato tre podi e due vittorie in una sola apparizione nella serie tricolore”.

Da poco è stata annunciata la tua partecipazione alla F.3 inglese. Come mai questa scelta?
“Il nostro manager, Piers Hunnisett, che segue anche la carriera di Rio Haryanto, il miglior pilota indonesiano che c’è in circolazione, ci ha suggerito di seguire questa strada. La F3 è un campionato molto formativo e lì avremo l’opportunità di correre con la nuova F312, una vettura bellissima. Nei nostri piani c’è anche la partecipazione alla gara di Macao a fine anno”.

Che rapporto c’è con il tuo compagno Gelael?
“Ho corso con lui già nella passata stagione in kart, quando nacque la nostra amicizia. Abbiamo un bel rapporto in pista, ma ottimo anche fuori. Ho passato a casa mia neanche tre mesi quest’anno, per il resto sono sempre stato in sua compagnia in giro per il mondo o a casa sua in Indonesia”.

Come mai non hai scelto di correre in Italia o con un team italiano?
“Fondamentalmente per questioni di budget. Ho avuto uno sponsor asiatico che ha investito su di me e mi sono attenuto a questi programmi per rispettare le loro volontà”

Come hai trovato la situazione del motorsport in Asia?
“Ho potuto rapportare solo a Monza le gare con l’Asia. Non c’è molta differenza, dal punto di vista tecnico e sportivo le vetture sono simili. Come pubblico forse in Italia ha pagato l’abbinamento con campionati di alto livello come la F2 e il GT Open.

Cosa fai nella tua vita oltre correre?
“Mi alleno molto soprattutto per il prossimo anno con la F.3 che sarà molto impegnativa non solo tecnicamente, ma anche fisicamente. Inoltre studio, sono all’ultimo anno di ragioneria e a giugno avrò l’esame di maturità. Mi piacciono molto gli sport e quando posso passo del tempo coi miei amici”.
Tatuus