Michele Montesano
Dominio
Toyota nel
FIA WEC. Il costruttore nipponico ha firmato la doppietta nella
6 Ore di Barcellona assicurandosi matematicamente il titolo Costruttori Hypercar. Sul circuito catalano di Montmelò, la Casa giapponese ha messo il sigillo su una stagione che l’ha vista protagonista assoluta, incluso il trionfo nella 24 Ore di Le Mans.
A imporsi sono stati
Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa, capaci di gestire una gara impegnativa e di resistere nel finale al ritorno dei compagni di squadra Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries. Sul terzo gradino del podio è salita la Ferrari di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, che ha completato una prova solida, ma senza riuscire a inserirsi nella lotta per la vittoria.
La gara spagnola ha confermato, ancora una volta, l’efficacia del pacchetto
Toyota, che ha saputo interpretare al meglio le diverse fasi della corsa amministrando pneumatici e consumi e mantenendo un ritmo costante. Dopo aver preso il controllo della situazione, Buemi, Hartley e Hirakawa hanno costruito il proprio successo grazie a una condotta regolare, senza commettere errori nei momenti decisivi.
Alle loro spalle, la seconda Toyota ha progressivamente ridotto il distacco, rendendo il finale più combattuto di quanto lasciasse presagire l’andamento della gara. La lotta interna alla squadra giapponese non ha però cambiato l’esito della corsa, con l’equipaggio vincitore che è riuscito a mantenere la posizione fino alla bandiera a scacchi.
Il risultato di Montmelò ha avuto un peso determinante anche nella corsa al titolo. Con la doppietta ottenuta in Catalogna, Toyota ha infatti chiuso matematicamente i giochi per il
Campionato del Mondo Costruttori Hypercar premiando il lavoro svolto durante tutta la stagione.
Per la squadra giapponese si tratta di un’affermazione importante, maturata grazie alla competitività della TR010 HYBRID e alla capacità di raccogliere risultati pesanti anche nelle gare più difficili. Resta invece ancora aperta la contesa per il titolo Piloti, che verrà assegnato nell’appuntamento conclusivo di Monza, in programma il prossimo 8 novembre.
Alle spalle delle due Toyota, la
Ferrari di Fuoco, Molina e Nielsen ha conquistato un prezioso terzo posto. Il trio del Cavallino Rampante ha mantenuto un passo competitivo, riuscendo a inserirsi nella lotta per il podio e a portare a casa un risultato importante in ottica campionato. La 499P ha dimostrato ancora una volta di poter competere ai vertici, anche se questa volta la superiorità delle vetture giapponesi ha impedito alla squadra italiana di lottare concretamente per la vittoria.
Ai piedi del podio si è classificata la
Cadillac V-Series.R LMDh del Team Jota affidata a Earl Bamber, Sébastien Bourdais e Jack Aitken. L’equipaggio ha chiuso a poco meno di un minuto dalla Toyota vincitrice precedendo la
Ferrari 499P di AF Corse guidata da Yifei Ye, Robert Kubica e Phil Hanson. Il team italiano si è frapposto tra le due Cadillac, con Will Stevens, Norman Nato e Alex Lynn sesti assoluti.
Alle spalle della vettura inglese ha concluso la
BMW M Hybrid V8 del Team WRT con Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor, settima al traguardo. La formazione bavarese ha così portato a casa un risultato utile, pur senza riuscire a inserirsi nella battaglia per il podio. L’ottavo posto è andato all’Alpine A424 LMDh di Jules Gounon e Victor Martins, mentre la seconda vettura della squadra francese, affidata a Charles Milesi e Ferdinand Habsburg, ha terminato decima.
Tra le due Alpine si è inserita l’
Aston Martin Valkyrie di Alex Riberas e Marco Sørensen, nona assoluta e prima vettura a chiudere con un giro di ritardo rispetto ai vincitori. Subito dietro si sono piazzate le due
Genesis GMR-001 LMDh. La vettura condotta da Mathieu Jaminet, Paul Chatin e Dani Juncadella ha conquistato l’undicesimo posto, mentre André Lotterer, Pipo Derani e il poleman Mathys Jaubert hanno concluso sedicesimi.
Più complicata la gara delle
Peugeot 9X8, con entrambe le vetture costrette a chiudere fuori dalla top-10. La formazione composta da Paul Di Resta, Nick Cassidy e l’esordiente Alex Quinn ha tagliato il traguardo in dodicesima posizione precedendo la vettura gemella di Loïc Duval, Malthe Jakobsen e Théo Pourchaire, tredicesima.
A seguire la
BMW M Hybrid V8 di Robin Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde, mentre la Ferrari di AF Corse affidata ad Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi ha terminato quindicesima. Non è invece riuscita a raggiungere la bandiera a scacchi l’Aston Martin Valkyrie di Harry Tincknell e Tom Gamble, ritiratasi dopo 115 giri.
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La 6 Ore di Barcellona ha regalato emozioni anche nella classe
LMGT3, dove la
Porsche 911 GT3 R del The Bend Manthey, affidata a
Yasser Shahin, Riccardo Pera e Richard Lietz, ha conquistato la vittoria. L’equipaggio ha gestito con grande efficacia una gara complessa, riuscendo a costruire il proprio successo e a controllare il margine sugli inseguitori fino al traguardo. La Porsche ha completato 183 giri, gli stessi delle vetture che l’hanno seguita sul podio, imponendosi grazie a una prestazione regolare e a una gestione efficace delle fasi decisive della corsa.
Alle spalle della Porsche si è classificata la
McLaren 720S GT3 del Garage 59, protagonista di una prestazione convincente con Antares Au, Thomas Fleming e Marvin Kirchhöfer. Il team britannico ha mantenuto un ritmo solido per tutta la gara, chiudendo con un distacco di appena 4”750 dai vincitori. Il podio è stato completato dalla
BMW M4 GT3 del Team WRT, condotta da Alex McIntosh, Parker Thompson e Dan Harper, che ha preceduto di appena 256 millesimi la Corvette Z06 LMGT3.R del Racing Team Turkey by TF, affidata a Paul Dempsey, Salih Yoluç e Charlie Eastwood.
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Quinta posizione per la
Ferrari 296 GT3 di AF Corse con François Hériau, Simon Mann e Alessio Rovera, seguita dalla Mercedes AMG GT3 di Iron Lynx guidata da Martin Berry, Ricardo Andrade e Maxime Martin. Settima la seconda Corvette di TF Sport, condivisa da Ben Keating, Jonny Edgar e Nicky Catsburg, mentre la Ford Mustang LMGT3 del Proton Competition con Stefano Gattuso, Giorgio Levorato e Logan Sargeant ha chiuso ottava, completando un giro in meno rispetto ai primi classificati della categoria.
Alle spalle della Ford si sono piazzate la
Mercedes AMG di Iron Lynx affidata a Jan Zelger, Matteo Cressoni e Lin Hodenius e l’Aston Martin Vantage AMR GT3 del Heart of Racing Team con Gray Newell, Eduardo Barrichello e Jonny Adam. La seconda McLaren del Garage 59, condotta da Alex West, Finn Gehrsitz e Benjamin Goethe, ha terminato undicesima, davanti alla BMW del Team WRT divisa da Sean Gelael, Augusto Farfus e Darren Leung.
La classifica ha visto poi la Ferrari di AF Corse affidata a Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Davide Rigon in tredicesima posizione, seguita dalle
Lexus RC F GT3 di Akkodis ASP Team. La vettura di Petru Umbrarescu, Clemens Schmid e José María López ha concluso quattordicesima, mentre quella di Tom Van Rompuy, Hadrien David ed Esteban Masson ha tagliato il traguardo quindicesima.
Sedicesima la seconda
Aston Martin di Heart of Racing Team, affidata a Mattia Drudi, Ian James e Zacharie Robichon, mentre la Porsche di Manthey DK Engineering con James Cottingham, Timur Boguslavskiy e Ayhancan Güven ha chiuso diciassettesima.
Domenica 18 ottobre 2026, gara
1 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 198 giri
2 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 0"583
3 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 39"725
4 - Bamber-Bourdais-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota - 52"811
5 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 53"353
6 - Stevens-Nato-Lynn (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1'20"751
7 - Magnussen-Marciello-D.Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'32"135
8 - Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 1'32"956
9 - Riberas-Sørensen (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 1 giro
10 - Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 1 giro
11 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 1 giro
12 - Di Resta-Cassidy-Quinn (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1 giro
13 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1 giro
14 - Frijns-Rast-S.Van der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 2 giri
15 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 3 giri
16 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 3 giri
17 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 15 giri
18 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 15 giri
19 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3) - WRT - 15 giri
20 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - Turkey by TF - 15 giri
21 - Hériau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 15 giri
22 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx - 15 giri
23 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 15 giri
24 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 16 giri
25 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx - 16 giri
26 - Newell-Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 16 giri
27 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 16 giri
28 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3) - WRT - 16 giri
29 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 17 giri
30 - Umbrărescu-Schmid-López (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 18 giri
31 - Van Rompuy-David-Masson (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 19 giri
32 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 20 giri
33 - Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 24 giri
Ritirati
Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton
Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - Thor