Michele Montesano
Tripletta
Porsche nelle grandi classiche di durata dell’
IMSA WeatherTech SportsCar Championship. Dopo aver vinto la 24 Ore di Daytona e la 12 Ore di Sebring, la Casa tedesca ha finalmente conquistato anche la
Petit Le Mans. Al termine di una 29ª edizione caratterizzata da pioggia, fulmini, incidenti e ben 16 Full Course Yellow, la Porsche 963 LMDH del Penske Motorsport affidata a
Kévin Estre, Laurens Vanthoor e Matt Campbell ha tagliato per prima il traguardo.
La corsa di
Road Atlanta è stata una delle più movimentate degli ultimi anni. La pioggia, caduta nelle ore precedenti al via, ha lasciato la pista completamente bagnata costringendo i protagonisti della classe GTP a partire con pneumatici rain. Nel giro di pochi minuti, però, l’asfalto ha iniziato ad asciugarsi e le slick sono diventate la scelta obbligata. È stata la
BMW M Hybrid V8 LMDh del Team WRT, con Sheldon van der Linde, a prendere il comando al termine della prima ora precedendo le due Acura ARX-06 del Meyer Shank Racing.
La situazione al vertice è però cambiata rapidamente. Nel corso delle prime tre ore le
Acura hanno trovato il modo di risalire fino a occupare le prime due posizioni, con Renger van der Zande davanti al compagno Colin Braun. Anche Cadillac e Porsche sono rimaste costantemente nella lotta di testa, in una gara nella quale tutte e cinque le Case impegnate nella classe GTP sono riuscite a passare al comando almeno una volta.
Il primo vero colpo di scena è arrivato con il peggioramento delle condizioni atmosferiche. Nel corso della quarta ora un
violento acquazzone ha investito nuovamente Road Atlanta obbligando quasi tutti i concorrenti a rientrare ai box per montare le gomme da bagnato. Poco dopo, la presenza di fulmini nelle vicinanze del circuito ha imposto la bandiera rossa. La sospensione è durata mezz’ora, prima che la corsa potesse ripartire ma in condizioni ancora estremamente difficili.
Il ritorno alla bandiera verde non ha però riportato la calma. Le due
United Autosports di classe LMP2 sono entrate in collisione all’ingresso della pit-lane, mentre poco dopo van der Zande e Braun, impegnati nella lotta per il vertice, sono entrati in contatto alla curva 10. L’olandese ha ricevuto un drive-through, mentre l’altra Acura ha dovuto effettuare una sosta supplementare.
Pochi minuti più tardi è arrivato uno degli incidenti più spettacolari della gara.
Alex Palou, appena salito sulla Acura ARX-06 LMDh, si è trovato sulla traiettoria della BMW affidata a
Kévin Magnussen. Il danese ha colpito la vettura del Meyer Shank Racing nella zona delle Esses, per poi perdere il controllo della BMW e finire violentemente contro le barriere. Magnussen è uscito autonomamente dalla vettura, mentre la BMW è stata costretta al ritiro.
La seconda metà della corsa ha continuato a essere segnata da neutralizzazioni e incidenti. La
Acura, già protagonista di diversi episodi, ha visto definitivamente compromessa la propria gara quando Nick Yelloly è finito contro le barriere prima alla curva 5 e poi, in modo ben più violento, nell’ultima curva. L’ARX-06 è stata così costretta al ritiro nella gara conclusiva del programma IMSA.
Nel frattempo la Cadillac Whelen di
Jack Aitken, Earl Bamber e Frederik Vesti si è inserita tra le protagoniste. Aitken aveva già conquistato matematicamente il titolo GTP semplicemente prendendo il via della gara, così come Action Express Racing e Cadillac avevano messo al sicuro i rispettivi campionati. La Cadillac ha comunque continuato a lottare per la vittoria, con Bamber che nelle fasi finali sembrava poter contendere il successo alla Porsche.
La svolta definitiva è arrivata nell’ultima ora.
Vanthoor, al volante della Porsche 963 LMDh, ha preso il comando a poco più di un’ora dalla bandiera a scacchi. Dopo l’ultimo pit-stop, la Porsche è stata nuovamente superata dalla Cadillac di Bamber, ma Vanthoor è riuscito a riportarsi davanti sfruttando il traffico dei doppiati. Da quel momento la Porsche ha dovuto difendersi dalla BMW di van der Linde e dalla Acura di Tom Blomqvist.
A 20 minuti dalla fine, però, la
Cadillac è stata coinvolta in un
contatto con l’Aston Martin Valkyrie di Roman De Angelis. Bamber è finito contro le barriere alla prima curva ponendo, così, fine alle ambizioni di vittoria della vettura campione. L’incidente ha provocato un’ulteriore neutralizzazione e preparato un ultimo sprint di appena una decina di minuti.
Vanthoor è riuscito a mantenere il sangue freddo. La BMW di van der Linde ha provato ad avvicinarsi sfruttando il traffico delle vetture GT, mentre Blomqvist era ancora in corsa per il podio. Alla fine
Vanthoor ha resistito fin sotto la bandiera a scacchi. La Porsche ha completato 368 giri precedendo la BMW di appena 1"205. Per Porsche Penske si tratta della prima vittoria assoluta alla Petit Le Mans e del primo successo di una Porsche prototipo nella classica di Road Atlanta, dopo l’ultimo trionfo della Casa tedesca ottenuto nel 2015 con la 911 RSR nella classe GTLM.
Il secondo posto della
BMW del WRT è stato conquistato da van der Linde, Vanthoor e Robin Frijns, mentre il podio è stato completato dalla Cadillac Wayne Taylor Racing di Jordan Taylor, Louis Delétraz e Colton Herta. Quarta la Cadillac gemella di Ricky Taylor, Filipe Albuquerque e Will Stevens. La Acura di Blomqvist, Braun e Scott Dixon ha invece concluso sesta dopo essere rimasta senza carburante all’ultimo giro.
La classe
LMP2 ha regalato un’altra gara ricca di colpi di scena, con il successo del
CrowdStrike Racing by APR. La Oreca 07 Gibson di
George Kurtz, Alex Quinn e Toby Sowery ha recuperato dopo un drive-through e un problema a uno pneumatico, riuscendo a mantenere la leadership nonostante un contatto con la vettura dell’Inter Europol Competition.
La rimonta si è concretizzata nelle fasi finali, quando Quinn ha riportato la Oreca davanti a tutti dopo l’ultimo giro di soste. L’Inter Europol Competition di Jeremy Clarke, Tom Dillmann e Bijoy Garg ha chiuso seconda a soli 0"666, mentre la vettura di Era Motorsport ha completato il podio. Il successo ha permesso al team CrowdStrike Racing by APR di conquistare anche il titolo LMP2, con
Kurtz che ha inoltre ottenuto il Jim Trueman Award e il conseguente
invito automatico alla
24 Ore di Le Mans 2027.
Grande festa anche in
GTD Pro, dove
Mattia Drudi ha portato al successo la Aston Martin Vantage GT3 del Car Blanche, divisa con
Valentin Hasse-Clot e Marco Sørensen. Il riminese, reduce da una fantastica prestazione nella 6 Ore del Fuji del FIA WEC, è stato protagonista di un finale straordinario. Passato dalla terza alla prima posizione nelle ultime fasi, Drudi è riuscito a controllare il ritorno della Porsche del team AO Racing.
L’alfiere dell’Aston Martin ha resistito fino alla bandiera a scacchi con un margine di 1"507 sulla Porsche 911 GT3 R di Harry King, Nick Tandy e Alessio Picariello. Terza la BMW M4 GT3 del Paul Miller Racing, risultato che ha permesso a
Connor De Phillippi e Neil Verhagen di conquistare il
titolo di classe GTD Pro. Dan Harper ha completato l’equipaggio campione, mentre Chevrolet ha comunque portato a casa il titolo costruttori di categoria.
Il finale di GTD Pro è stato caratterizzato anche dal ritiro della Corvette protagonista della lotta per il titolo, dopo il contatto tra Nicky Catsburg e Dennis Olsen. La
Lamborghini Temerario GT3 del Pfaff Motorsports ha invece concluso quarta con il terzetto Franck Perera, Sandy Mitchell e Andrea Caldarelli, mentre la Ferrari Triarsi e la McLaren del Team RLL sono state costrette al ritiro.
In
GTD la festa è stata tutta per il
Winward Racing. La
Mercedes AMG GT3 di Russell Ward, Philip Ellis e Indy Dontje ha conquistato la quinta vittoria stagionale e soprattutto il terzo titolo consecutivo della categoria. Il campionato era stato indirizzato alla vettura della Stella già nelle prime fasi, a seguito del ritiro della BMW del Turner Motorsport e dalla mancata partenza dell’Aston Martin del team Heart of Racing, le due principali rivali nella corsa al titolo.
La gara di Winward non è stata però priva di difficoltà. Ellis è stato costretto a rimontare dopo una foratura, ma nella parte conclusiva è riuscito a riportarsi al comando e a resistere agli ultimi attacchi. La Mercedes ha preceduto la Porsche Manthey, guidata da
Riccardo Pera, Ryan Hardwick e Morris Schuring, e la Corvette del DXDT Racing, con Mason Filippi, Salih Yoluc e Charlie Eastwood al volante, conquistando così una storica terza corona consecutiva.
Domenica 4 ottobre 2026, gara
1 - L.Vanthoor-Estre-Campbell (Porsche 963) - Porsche Penske - 368 giri
2 - D.Vanthoor-S.van der Linde-Frijns (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1"205
3 - J.Taylor-Deletraz-Herta (Cadillac V-Series.R) - WTR - 8"630
4 - R.Taylor-Albuquerque-Stevens (Cadillac V-Series.R) - WTR - 9"266
5 - Gunn-de Angelis-Riberas (Aston Martin Valkyrie) - THOR - 31"466
6 - Blomqvist-Braun-Dixon (Acura ARX-06) - Meyer Shank - 42"082
7 - Kurtz-Quinn-Sowery (Oreca 07) - APR - 6 giri
8 - Clarke-Dillmann-Garg (Oreca 07) - Inter Europol - 6 giri
9 - Rao-Habsburg-Abel (Oreca 07) - Era - 6 giri
10 - Farano-Alvarez-Vautier (Oreca 07) - Tower - 6 giri
11 - Fittipaldi-Espirito Santo-Cumming (Oreca 07) - Pratt Miller - 6 giri
12 - Goldburg-Di Resta-Lindh (Oreca 07) - United Autosports - 7 giri
13 - Jarvis-van der Snel-Field (Oreca 07) - Intersport - 8 giri
14 - Goikhberg-Thompson-Tincknell (Oreca 07) - PR1/Mathiasen - 8 giri
15 - Fayer-McElrea-Jensen (Oreca 07) - United Autosports - 9 giri
16 - Aitken-Bamber-Vesti (Cadillac V-Series.R) - Whelen - 12 giri
17 - Hasse Clot-Sorensen-Drudi (Aston Martin Vantage GT3) - Car Blanche - 19 giri
18 - Tandy-King-Picariello (Porsche 911 GT3) - AO Racing - 19 giri
19 - Verhagen-De Phillippi-Harper (BMW M4 GT3) - Paul Miller - 19 giri
20 - Caldarelli-Mitchell-Perera (Lamborghini Temerario GT3) - Pfaff - 19 giri
21 - Serra-Rigon-Pier Guidi (Ferrari 296 GT3) - Risi - 19 giri
22 - Altoè-Stevenson-Bourdais (Chevrolet Corvette Z06 GT3) - DragonSpeed - 19 giri
23 - Bachler-Preining-Jaminet (Porsche 911 GT3) - Manthey - 19 giri
24 - Garcia-Sims-Kirchhöfer (Chevrolet Corvette Z06 GT3) - Corvette - 19 giri
25 - Barker-Olsen-Rockenfeller (Ford Mustang GT3) - Ford - 19 giri
26 - Hawksworth-Barnicoat-Kirkwood (Lexus RC F GT3) - Vasser Sullivan - 19 giri
27 - Mies-Vervisch-Priaulx (Ford Mustang GT3) - Ford - 19 giri
28 - Milner-Catsburg-Varrone (Chevrolet Corvette Z06 GT3) - Corvette - 20 giri
29 - Ward-Ellis-Dontje (Mercedes AMG GT3) - Winward - 22 giri
30 - Hardwick-Pera-Schuring (Porsche 911 GT3) - Manthey 1St Phorm - 22 giri
31 - Filippi-Yoluc-Eastwood (Chevrolet Corvette Z06 GT3) - DXDT - 22 giri
32 - Stolz-Hodenius-Roe (Mercedes AMG GT3) - Lone Star - 22 giri
33 - Potter-Pumpelly-Farnbacher (Aston Martin Vantage GT3) - Magnus - 22 giri
34 - Mann-Wadoux Ducellier-Fuoco (Ferrari 296 GT3) - AF Corse - 22 giri
35 - Adelson-Ilott-Sargent (Porsche 911 GT3) - Wright - 22 giri
36 - Iribe-Schandorff-Rueda (Ferrari 296 GT3) - Inception - 22 giri
37 - Triarsi-Koch-Megennis (Ferrari 296 GT3) - Triarsi - 22 giri
38 - Fidani-Bell-Kern (Chevrolet Corvette Z06 GT3) - 13 Autosport - 22 giri
39 - Hyett-Cameron-Edgar (Oreca 07) - AO Racing - 27 giri
40 - Telitz-Pedersen-Montecalvo (Lexus RC F GT3) - Vasser Sullivan - 29 giri
Giro più veloce: Ross Gunn 1'11"897
Ritirati
Nasr-Andlauer-Heinrich (Porsche 963) - Porsche Penske
Heylen-Yardley-Vanier (Porsche 911 GT3) - RS1
Van der Helm-Mueller-Frederick (Porsche 963) - JDC-Miller
Van der Zande-Yelloly-Palou (Acura ARX-06) - Meyer Shank
Costa-Patrese-Udell (Ferrari 296 GT3) - Conques
Calado-Agostini-Molina (Ferrari 296 GT3) - Triarsi
Esterson-Johnson-Goethe (McLaren 720S GT3) - RLL
Eng-Wittmann-Magnussen (BMW M Hybrid V8) - WRT
Monk-Fraga-Altzman (Ford Mustang GT3) - Myers Riley
Walker-Bechtolsheimer-Hand (Ford Mustang GT3) - Gradient
Lutke-Beche-Hansson (Oreca 07) - TDS
Formal-Hindman-Doyle (Lamborghini Huracan GT3) - WTR
Barrichello-Gamble-Robichon (Aston Martin Vantage GT3) - HoR
Gallagher-Foley-Selldorff (BMW M4 GT3) - Turner