Carlo Luciani - XPB Images
Il mondo della
Formula 1 piange la scomparsa di
Alan Jones. L'ex pilota australiano è morto oggi all'età di 80 anni, dopo una breve malattia. La notizia è stata comunicata dalla famiglia attraverso una dichiarazione diffusa dalla moglie Amanda Butler-Davis. Jones aveva compiuto 80 anni appena tre giorni fa. Con lui se ne va uno dei protagonisti della Formula 1 tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta, capace di conquistare il titolo mondiale nel 1980 al volante della Williams.
Nato a Melbourne il 2 novembre 1946, Jones aveva seguito le orme del padre Stan, anch’egli pilota automobilistico, prima di trasferirsi in Europa nel 1970 per inseguire il sogno della Formula 1. Dopo le prime esperienze nelle categorie minori, il debutto nel Mondiale arrivò nel 1975 con la Hesketh. Nei due anni successivi passò anche per Hill e Surtees, senza riuscire inizialmente a trovare una sistemazione stabile. La svolta arrivò nel 1977 con la Shadow: al Gran Premio d'Austria conquistò la sua prima vittoria, imponendosi sul circuito di Zeltweg.
Nel 1978 iniziò il capitolo più importante della sua carriera, entrando nella
Williams di Frank Williams, nata soltanto un anno prima. La squadra era ancora lontana dai vertici, ma con Jones al volante iniziò un percorso di crescita che avrebbe cambiato la storia del team britannico. Nel 1979 arrivarono quattro successi e il terzo posto nel Mondiale, alle spalle delle Ferrari di Jody Scheckter e Gilles Villeneuve. La Williams aveva ormai raggiunto il livello delle squadre più competitive e l'anno successivo si presentò tra le principali candidate al titolo.
Il 1980 fu l’anno della consacrazione. Jones vinse cinque Gran Premi, in Argentina, Francia, Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti, conquistando il campionato con una gara d'anticipo. Divenne così il secondo australiano a laurearsi campione del mondo dopo Jack Brabham, che aveva vinto tre titoli tra il 1959 e il 1966. Fu anche il primo pilota a regalare alla Williams il titolo iridato, accompagnato dalla conquista del Mondiale Costruttori. Nel 1981 Jones rimase in corsa per il titolo, vincendo altre due gare e chiudendo al terzo posto, alle spalle di Nelson Piquet e Carlos Reutemann. Al termine della stagione decise inizialmente di lasciare la Formula 1.
Il richiamo delle corse, tuttavia, si rivelò più forte. Dopo una parentesi nel 1983 con un'apparizione al Gran Premio degli Stati Uniti Ovest al volante di una Arrows, Jones tornò a tempo pieno nel 1985 con la Haas, progetto americano che non riuscì però a raggiungere i risultati sperati. La sua ultima stagione fu quella del 1986, conclusa con il ritiro definitivo dalla Formula 1 dopo il Gran Premio d'Australia. Il bilancio della sua carriera nel Mondiale parla di 116 partenze, 12 vittorie, 24 podi e sei pole position.
Rientrato in Australia, Jones continuò a correre nelle competizioni turismo, partecipando anche al campionato nazionale e alla 1000 chilometri di Bathurst, una delle gare più prestigiose del motorsport australiano. La sua partecipazione continuò anche negli anni successivi, con l'ultima apparizione nel 2002. In seguito, diventò anche un volto conosciuto della televisione australiana, lavorando come commentatore e mantenendo un legame costante con il mondo delle corse.
Jones ha lasciato un segno importante nella storia della Formula 1. Il suo titolo del 1980 rappresentò l'inizio dell'era vincente della Williams, che negli anni successivi sarebbe diventata una delle squadre più titolate del Mondiale. Ancora oggi resta l'ultimo australiano ad aver conquistato il campionato piloti di Formula 1.