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2 Lug 2018 [18:19]

Alonso e la McLaren in top 10
Ma non è ancora vera gloria

Da Spielberg - Massimo Costa - Photo 4

Se c’è di mezzo Fernando Alonso, è sempre meglio aspettarsi qualche sorpresa. Partito dalla pit-lane per aver dovuto cambiare l'ala anteriore danneggiata in qualifica e alcune componenti della MGU-H, Fernando si è rimboccato le maniche, ha iniziato a dialogare via radio con l’ingegnere per definire una strategia e piano piano le cose si sono messe sempre meglio. La virtual safety car chiamata per permettere ai commissari di percorso di recuperare la Mercedes ritirata di Valtteri Bottas, ha permesso ad Alonso di cambiare le gomme senza perdere il contatto con il gruppo e da lì è iniziata una vera battaglia con la Toro Rosso di Pierre Gasly e con le Sauber di Marcus Ericsson e Charles Leclerc.

Ha guidato alla sua maniera Alonso, cattivo e grintoso, sempre all’attacco, riuscendo a spuntarla su rivali con cui quest’anno pensava di non avere più a che fare considerando gli obiettivi ben più prestigiosi che lui e la McLaren si erano prefissati. Proprio nei giri finali, Alonso si è preso quella che prima del via, mentre era fermo in pit-lane che schiumava rabbia, sembrava impensabile: la top 10 e per di più la ottava posizione. Alonso e il team inglese arrivavano da tre gare completamente negative, Spielberg ha riacceso la speranza e ripreso quel filo interrotto in Spagna quando a Montmelò aveva concluso ottavo e in tutte le precedenti quattro gare aveva tagliato il traguardo in zona punti.

Alonso ha spiegato: “E’ stata una corsa strana, in molti hanno sofferto di blistering con le gomme, ma io sono riuscito a capitalizzare al meglio la situazione”. Un sospiro di sollievo lo ha tirato il team manager Eric Boullier, al centro del tifone che si è parcheggiato sopra la sede del team, con i dipendenti in perenne scontento e che vorrebbero la sua testa: “Non immaginavamo certo di finire la corsa a punti con Alonso quando era fermo in pit-lane. Lui ha disputato una gran gara e il confronto con le Sauber ha dimostrato che siamo veloci più di quanto era emerso dalla qualifica. Peccato per Vandoorne che ha danneggiato l’ala in un contatto al primo giro e tutta la sua corsa è stata condizionata da questo episodio”.
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