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12 Feb [12:44]

Analisi tecnica Aston Martin AMR24
Evoluzione estrema e doppio push rod

Michele Montesano

Protagonista della prima parte della scorsa stagione, Aston Martin quest’anno punta ad un ulteriore salto di qualità grazie alla AMR24. L’obiettivo, come dichiarato dal Team Principal Mike Krack, è quello di ottenere regolarmente podi e di lottare per la prima vittoria in Formula 1. Per fare ciò, gli uomini diretti da Dan Fallows e Luca Furbatto hanno studiato a fondo le lacune della AMR23 realizzando una monoposto più competitiva e costante su ogni tipologia di circuito. La AMR24 mostra quindi una forte identità evolvendo i concetti cardine che hanno caratterizzato la vettura della passata stagione.

Musetto corto e push rod all’anteriore

Le novità sono lampanti già nella vista frontale. A far bella mostra di sé è un musetto decisamente meno lungo rispetto le monoposto viste finora. Corto e stretto, il naso si appoggia al secondo elemento dell’alettone anteriore. Ciò permette di lasciare libero il profilo principale, con andamento lievemente a cucchiaio, favorendo una leggera flessione al variare delle velocità. I profili superiori presentano, inoltre, una minor incidenza di base scendendo gradualmente verso i profili verticali al fine di favorire l’effetto outwash pulendo, così, il corpo della monoposto dalle turbolenze generate dal rotolamento degli pneumatici anteriori.



Pur restando fedele allo schema push rod, la sospensione anteriore è stata completamente rivista. Il triangolo superiore presenta il braccio anteriore a sbalzo rispetto la scocca, mentre il posteriore è disallineato per assicurare l’effetto anti dive stabilizzando, così, l’altezza da terra dell’avantreno anche in fase di frenata. Il braccio dello sterzo crea un soffiaggio con il triangolo inferiore spingendo aria verso i canali Venturi. L’intero disegno della sospensione è stato rivisto per migliorare i flussi che investono il corpo centrale della monoposto.



Imbocco pance estremo e fianchi con canalizzazioni

Grazie a un certosino lavoro di fluidodinamica interna, le pance laterali presentano un ingresso ridotto ai minimi termini. Gli accurati studi aerodinamici hanno consentito di realizzare una soluzione ancora più estrema di quanto visto sulla Red Bull RB19 dello scorso anno. Le bocche, per mezzo dei supporti degli specchietti retrovisori che fungono da deviatori, pescano aria direttamente dalla parte superiore. Mentre il lungo labbro inferiore, convoglia aria nel generoso sottosquadro incrementando la portata d’aria sul fondo piatto.



Così come già visto sulle altre monoposto svelate finora, le fiancate sono sollevate da terra creando una sorta di profilo alare nella vista laterale. Ciò implica un sollevamento dei radiatori che, pur pagando uno scotto innalzando il baricentro, crea un notevole vantaggio in termini di efficienza aerodinamica. In Aston Martin non hanno seguito la filosofia Red Bull, che vede le fiancate scendere repentinamente verso il pavimento, bensì sulla AMR24 si nota l’evoluzione della canalizzazione superiore vista lo scorso anno. Sebbene sia meno accentuato rispetto l’Alpine, lo scavo è un vero e proprio condotto che porta aria verso il retrotreno.



Abitacolo arretrato e posteriore con push rod

La nuova scatola del cambio Mercedes, che fornisce ad Aston Martin anche la Power Unit e la sospensione posteriore, è stata accorciata. Questo ha comportato un arretramento dell’abitacolo sulla AMR24 che si traduce in una nuova distribuzione dei pesi con l’obiettivo di migliorare l’usura dei pneumatici posteriori. Va’ in questa direzione la scelta di adottare la sospensione push rod al posteriore, anziché confermare la pull rod dello scorso anno. I cinematismi sono stati sollevati per lasciare più spazio all’estrattore del fondo piatto incrementando, così, il carico generato dal diffusore.



Il cofano motore presenta un air scope in stile Mercedes, con la presa centrale triangolare affiancata da due canalizzazioni per gli elementi accessori della Power Unit. Generosa la sezione centrale, che ospita il radiatore supplementare sopra il motore, mentre le feritoie sono ridotte al minimo. Il calore viene smaltito tramite le aperture in coda che soffiano direttamente sulla doppia beam wing per incrementare l’effetto di espansione del diffusore. Più convenzionale l’alettone posteriore con il profilo principale, leggermente a cucchiaio, sorretto da un singolo pilone.



Potendo contare sulla Power Unit Mercedes, la AMR24 avrà subito diverse evoluzioni anche sotto il cofano. Considerando gli investimenti fatti da Lawrence Stroll in questi anni, Aston Martin sarà sicuramente un team da tenere d’occhio nell’arco della stagione. Potendo contare sull’esperienza di Fernando Alonso, l’obiettivo è di poter migliorare la quinta posizione ottenuta al termine della passata stagione. Ci si aspetta molto anche da Lance Stroll che, dopo la presentazione, ha effettuato lo shakedown della AMR24 sul tracciato di Silverstone.