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12 Feb 2022 [11:10]

Analisi tecnica McLaren MCL36
Sospensioni invertite e linea snella

Michele Montesano

La McLaren, con la nuovissima MCL36, vuole osare e stupire ribaltando gli schemi sospensivi. Non solo, la monoposto realizzata sotto la guida di James Key se confrontata con l’Aston Martin, e a parità di Power Unit, presenta dei fianchi molto snelli e filanti. Spinta dal propulsore Mercedes, e complice lo stravolgimento regolamentare, il team inglese vuole rinverdire i fasti del passato.

Muso stretto e ala che farà discutere

Anche in McLaren hanno optato per un muso corto e squadrato che si appoggia sul secondo profilo dell’alettone. Così facendo il mainplane rimane a tutta lunghezza andando a creare un soffiaggio uniforme. Inoltre il profilo a freccia, e leggermente a cucchiaio, potrebbe deformarsi (sempre entro i limiti più stringenti del regolamento) e andare a stallare in rettilineo, incrementando così le velocità di punta.



Interessante come tutti e 4 i profili dell’ala vadano a creare uno scalino in corrispondenza della paratia laterale, generando una sorta di discontinuità per accompagnare i flussi verso l’esterno degli pneumatici anteriori (anche la MCL36 resta fedele al concetto dell’Outwash).

All’anteriore torna il Pull Rod

L’ultima volta l’avevamo visto nel 2015 sulla Ferrari e non aveva entusiasmato. Ora la McLaren ha riportato in auge il Pull Rod sull’asse anteriore con il chiaro obiettivo di abbassare il baricentro. Con il tirante che va ad infulcrarsi verso il fondo scocca, i tecnici inglesi hanno cercato di pulire la zona frontale della monoposto, in modo da generare meno turbolenze verso il centro vettura (leggasi canali Venturi).



Ad avallare il concetto anche il braccetto dello sterzo è stato montato sul triangolo inferiore della sospensione. La MCL36 sembra adottare una soluzione già quasi definitiva nella zona dei freni. Infatti il flap che attornia gli pneumatici presenta una deriva sul fondo per dirigere le turbolenze generate dal rotolamento degli pneumatici.



Prese dinamiche grandi e fianchi snelli

Vista dall’alto la McLaren presenta un passo che sfiora il limite dei 3600 mm regolamentari, l’obiettivo è di ottimizzare il bilanciamento dinamico della vettura. Ampia cura è stata riservata ai fianchi che, a parità di Power Unit, presentano delle prese dinamiche generose rispetto all’Aston Martin.



Lo schema radiante della MCL36 è simile a quanto visto nelle scorse stagioni sulla Mercedes: con i fianchi schiacciati verso il pavimento del fondo piatto e snelli verso il posteriore. Assenti le branchie sul cofano motore, con quest’ultimo che chiude in coda verso lo scarico del propulsore. Anche i dettagli fanno la differenza e in McLaren lo sanno, i supporti degli specchietti retrovisori presentano dei piccoli flap che, in sinergia con i mini-profili posti sotto l'Halo, hanno il compito di indirizzare i flussi verso la coda. Confermato l’Airbox tondeggiante con tre canalizzazioni interne per alimentare la Power Unit tedesca.



Push Rod posteriore e alettone sorretto dal monopilone

Sul retrotreno si è optato per uno schema Push Rod per lasciare più spazio allo scivolo dell’estrattore. Inoltre in McLaren pare abbiano adottato un sistema multilink al posto del triangolo superiore.



Il puntone lavorerà con un angolo diverso cercando di gestire al meglio il molleggio, soprattutto con le nuove Pirelli da 18” con spalla più stretta e rigida. In coda si nota il monopilone che, ancorato con un occhiello alla scatola del cambio, avvolge il terminale dello scarico.



Il supporto dell’ala ingloba anche l’attuatore del DRS vincolato sul mainplane che presenta una vistosa forma a cucchiaio. Purtroppo in McLaren hanno preferito non rilasciare foto o rendering del retrotreno, per non mostrare una delle zone più nevralgiche delle monoposto 2022.

Per il team inglese saranno cruciali i test pre stagionali. La squadra di Woking dovrà sfruttare appieno le giornate per studiare a fondo le reazioni delle sospensioni che dovranno interfacciassi con i nuovi pneumatici, oltre a ‘costruire’ un nuovo bilanciamento complessivo della monoposto. Solamente la pista ci potrà dire se la filosofia della MCL36 sarà vincente o meno.
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