Massimo Costa23 agosto 1953. E’ una data storica per lo sport italiano, perché Alberto Ascari, vincendo il Gran Premio di Svizzera sul circuito del Bremgarten, si laureò per la seconda volta consecutiva campione del mondo Formula 1 al volante della Ferrari. Campionato creato a partire dal 1950 e che subito vide la vittoria di un altro italiano, Nino Farina anch’egli su Ferrari, mentre nel 1951, il successo andò all’argentino Juan Manuel Fangio.
Con la doppietta di Ascari e il precedente trionfo di Farina, si pensò che fosse soltanto l’inizio di un dominio italiano in F1, che sarebbe proseguito nel corso degli anni. Invece, non fu così: nonostante nei successivi decenni, diversi piloti tricolori di talento si affacciarono nel Mondiale, la corona iridata non sbarcò più dalle nostre parti.
Una giornata storica
Finché… non arriva l’1 novembre 2026, Gran Premio del Messico sul circuito che sorge nella capitale, Città del Messico: il ragazzino che non ti aspetti, il 20enne emiliano al suo secondo anno di presenza in F1, con soli 43 Gran Premi disputati, compie una sorta di miracolo che rimarrà a lungo nella leggenda del motorsport mondiale. Andrea Kimi Antonelli è il campione del mondo 2026, il più giovane della storia della F1, record che con 23 primavere apparteneva a Sebastian Vettel.
Da Ascari (milanese) ad Antonelli (bolognese) sono passati qualcosa come 73 anni, una vita intera. Chi segue e conosce la F1, era convinto che il titolo iridato in Italia non sarebbe mai più arrivato. Ma non aveva fatto i conti con questo ragazzino dal volto gentile e simpatico, dalla parlata sciolta e svelta, che mastica la lingua inglese come il dialetto bolognese, mai impacciato davanti ai microfoni, tifoso del Bologna calcio e della squadra di basket Virtus Bologna.
Un ragazzino cresciuto nel mondo dei motori per via del padre, Marco, pilota non troppo di talento che si è distinto nelle gare per vetture Gran Turismo e Turismo, che quando ha appeso il casco al chiodo ha creato una squadra trasmettendo al figlio la passione per le corse fin da quando ancora non aveva messo il grembiulino delle scuole elementari.
Il bimbo che vinceva con i kart
Certo, questo non significa che avere la passione, cominciare a guidare un kart da bimbo, significhi diventare campione del mondo a 20 anni. Proprio no. Il punto è che Antonelli, fin da subito, ha dimostrato di avere una capacità innata nel tenere un volante tra le mani. Una grazia nel controllo del kart molto rara, che solo i talenti veri possiedono. Come se l’avesse sempre fatto.
Ed ecco che a 13 anni diventa campione europeo karting (siamo nel 2020), che poi non contento rivince la stagione seguente. Ci riesce con i colori della Mercedes. E sì, perché l’Academy del team di F1 che in quegli anni spadroneggia con Lewis Hamilton, si accorge di lui e lo inserisce nel proprio programma giovani. Mercedes lo segue ovunque, lui e gli altri ragazzi della Academy, lo prepara per il debutto in monoposto che avviene il weekend dell’11 settembre 2021 al Red Bull Ring di Spielberg nella Formula 4 italiana.
Per correre in questa categoria, che rappresenta il primo passaggio dal kart alle monoposto, occorre avere compiuto i 15 anni. Antonelli li festeggia il 25 agosto e quindi deve aspettare gli ultimi tre appuntamenti di quella stagione. Red Bull Ring, appunto, dove recupera subito i primi punti come al Mugello, poi Monza dove si piazza secondo e due volte terzo nelle tre gare in programma. E subito il ragazzo viene “attenzionato” da tutti.
Una scalata fatta di successi
L’anno seguente, è un trionfo totale. Andrea Kimi vince il campionato italiano e pure il tedesco di Formula 4 totalizzando nei due campionati 22 vittorie. Uno tsunami si sta per abbattere sul motorsport mondiale. Dalla F4 si passa al campionato Regional. Prima disputa la serie Middle East, che prepara al campionato europeo, e ovviamente la conquista, poi fa suo il campionato continentale grazie a 5 vittorie.
Toto Wolff, team principal Mercedes F1, comincia a interessarsi molto di Antonelli e decide di affrettare i tempi facendogli saltare la Formula 3 per portarlo al debutto in Formula 2. Un errore? Sì e no. Perché in quel 2024 c’è un cambio regolamentare, con la nuova monoposto Dallara, e il team Prema di cui Antonelli fa parte fin dal 2021, non riesce ad interpretarla al meglio. Salta fuori una stagione altalenante, ma caratterizzata da due squillanti vittorie che lo portano a concludere il campionato al sesto posto.
Anche il suo compagno di squadra, Oliver Bearman, del Ferrari Driver Academy, fatica non poco. Ma sia ai responsabili Mercedes sia agli omonimi della Ferrari, è chiaro che i due ragazzi hanno ben poche colpe e decidono di portarli subito nel Mondiale F1. Andrea con la Mercedes, Oliver con la Haas.
Un anno per rodarsi
Il resto è attualità. Antonelli il primo anno, con una Mercedes ancora non vincente, commette qualche errore, non è ficcante come George Russell, la prima guida di Toto Wolff. Ma cresce di gara in gara, conquista il primo podio del 2025 a Montreal dove si piazza terzo, ottiene il secondo tempo nella qualifica del GP del Brasile a San Paolo ed è secondo anche nella gara, poi conclude terzo il GP di Las Vegas. Tutti segnali che il ragazzo sta rapidamente crescendo e, soprattutto, quando sbaglia, quegli errori non li ripete più.
Nel 2026 ci sono i nuovi regolamenti tecnici, vetture molto complicate da gestire. La Mercedes dimostra subito di essere un gradino sopra tutti gli altri e Antonelli la sente subito sua quella tipologia di vettura. Secondo nel primo Gran Premio stagionale in Australia, vinto dal compagno Russell, inizia la sua folle cavalcata. Pole e vittoria a Shanghai, pole e vittoria a Suzuka, pole e vittoria a Miami, secondo in qualifica e vittoria a Montreal, pole e vittoria a Monte Carlo. Tutte in fila dal secondo al sesto appuntamento stagionale. Risultati che schiantano il compagno Russell, il quale crolla letteralmente davanti al giovane compagno.
Dopo due battute di arresto tra Spagna e Gran Bretagna, con in mezzo il terzo posto in Austria, Antonelli ritrova la pole e la vittoria a Spa, poi è terzo a Budapest, secondo a Zandvoort, primo a Monza con una memorabile rimonta dalla 19esima posizione di partenza causa cambio motore, fatto che comporta una penalità. E dopo Monza, è quinto a Baku, secondo a Sepang, terzo a Singapore. E poi Austin, circuito dove serve tanta sensibilità e capacità nel mettere a punto la vettura, e lui piazza l’ennesima pole, la settima in carriera e del 2026 e la nona vittoria. Che porta a un passo dall’essere campione del mondo. Infine, il Messico con…il terzo posto che gli pemrette di festeggiare il titolo sul podio.
Un testimonial da impazzire
Antonelli piace a tutti. La sua spontaneità e allegria è contagiosa. Per questo è amatissimo in ogni parte del globo terracqueo. E con i suoi 20 anni, è un volano incredibile per gli organizzatori del Mondiale F1 (Liberty Media) e per la stessa Federazione Internazionale (FIA) in quanto tantissimi giovani e giovanissimi sono attratti dalla F1 proprio grazie ad Antonelli. Che non si sottrae mai per un selfie, per un autografo, per una intervista.
L’Italia, grazie a questo ragazzo, ritrova un campione del mondo che riscrive la storia del motorsport proprio come accadde con Valentino Rossi e recentemente con il tennista Jannik Sinner. Con la speranza che questo 2026 sia per Antonelli soltanto l’inizio di un lungo percorso di vittorie.