indycar

Alonso torna in McLaren per Indy

Marco Cortesi

E' ancora... McLaren la destinazione di Fernando Alonso per la 500 Miglia di I...

Leggi »
Mondiale Rally

Evans, il quarto incomodo
"Alle gare senza obiettivi"

Massimo Costa

Il 2020 deve essere l'anno di Thierry Neuville, abbonato nel laurearsi vice campione. Il 2020...

Leggi »
26 Lug [16:50]

Budapest - Lo scatto Ferrari
Hamilton sbaglia tutto

Stefano Semeraro

Un Gran Premio pazzesco, pieno di colpi di scena dall'inizio alla fine ha regalato la strameritata seconda vittoria stagionale dopo quella in Malesia a Sebastian Vettel (che così eguaglia a quota 41 le vittorie mondiali di Senna) e alla Ferrari, nel giorno nero della Mercedes e in particolare di Lewis Hamilton. Vettel e Raikkonen sono scattati in maniera impressionante allo start saltando letteralmente le due Mercedes. Vettel ci è rimasto mentre – ed è l'unico rammarico per Maranello – Raikkonen dopo essere stato a lungo secondo è stato costretto al ritiro al 50° giro per un calo di potenza dovuto a un guasto al motore elettrico.

Hamilton, che aveva stradominato libere e qualifiche, ha tentato di fare harakiri almeno due volte – prima in partenza, poi dopo la safety car (prima ancora in versione 'virtual') entrata in gara per uno spettacolare guasto tecnico alla Force India di Hulkenberg – e ha anche rischiato di perdere il primato mondiale (quando si è ritrovato 13° con Rosberg 2°), ma alla fine ha chiuso sesto e rimane leader della classifica a causa dell'incidente nel finale fra il suo compagno di squadra e David Ricciardo, che nel tentativo di passare la Mercedes ha forato la posteriore sinistra di Nico, ottavo alla fine, costringendolo a percorrere tutto in giro prima di poter rientrare ai box (anche l'australiano ha dovuto fermarsi per cambiare il musetto).

È stata anche la giornata della riscossa Red Bull, e in particolare di Danil Kvyat, secondo e al suo primo podio in carriera davanti a Ricciardo, con l'altro baby Verstappen quarto con la Toro Rosso e un leonino Alonso quinto. Commovente alla fine la dedica di Vettel, in francese, alla memoria di Jules Bianchi mentre è montata la polemica Rai contro Ecclestone e la regia internazionale, accusata di non aver inquadrato appositamente le Rosse per gran parte della gara.

«Sabato mi sono mangiato una pizza all'arrabbiata, perché a me gli spaghetti piacciono poco», ha ringhiato alla fine Maurizio Arrivabene, ancora scottato dall'ironia di Niki Lauda («gli italiani sanno fare bene gli spaghetti»). «Cosa devo aggiungere? 10 gare, 8 podi, 2 vittorie. Questo successo lo dedico a chi non sa fare i calcoli. Peccato per Kimi, perché oggi potevamo fare doppietta».
Il merito della vittoria va sicuramente a un Vettel impressionante in partenza dal lato pulito della pista, quando ha infilato all'esterno sia Hamilton sia Rosberg, e poi martellante per tutta la gara, compreso quando la safety-car è entrata in pista fra il 45esimo al 49giro per il collasso dell'ala anteriore di Hulkenberg che ha mandato il tedesco sulle gomme (fortunatamente senza conseguenze) e riempito il rettilineo di detriti.

Una grossa mano gliel'hanno data, involontariamente, Hamilton e la Mercedes, che stavolta hanno sbagliato davvero tutto dopo aver piazzato due vetture a podio in tutte le precedenti 9 gare del 2015 e almeno una nelle ultime 29. «Una partenza da incubo», come l'ha definita lo stesso Lewis (che evidentemente non digerisce la nuova frizione introdotta in Spagna, visto che ha già toppato tre start) è stato solo l'inizio. Hamilton non solo si è fatto passare, ma è poi uscito poche curve dopo nel tentativo di recuperare subito, ritrovandosi decimo con le due Rosse e Rosberg in testa. La safety-car, che ha ricompattato il gruppo quando l'inglese era riuscito a rimontare fino alla quarta posizione, poteva rimetterlo in gara.

Ma alla ripartenza ha rovinato di nuovo tutto, venendo a contatto con Ricciardo e rimediando anche un drive-through. Il primo a rendersi conto del pastrocchio è stato Lewis, che si è mestamente scusato via radio con i box. È stato questo però anche il momento in cui Rosberg e il muretto hanno compromesso le chance di vittoria, optando nel cambio gomme per le medie invece che per le soft e diventando poi così un bersaglio per la rimonta di Ricciardo nel finale.

L'irruenza finale poteva costare carissima a Ricciardo (ma i commissari hanno giustamente deciso di non punire né lui Nè Rosberg) che ha comunque dovuto cedere il secondo posto ad un grande Kvyat (che invece una penalizzazione l'ha dovuta scontare nell'incredibile seconda metà di Gp), che così diventa il più giovane ad andare a punti in F.1 dopo Vettel nel 2008. Evidentemente le curve dell'Hungaroring e la presenza di Newey hanno dato nuova linfa alla Red Bull. Applausi anche per Verstappen (anche lui penalizzato per un contatto per Bottas...) e per un indomito Alonso, che anche grazie ai tanti errori degli avversari ha chiuso quinto.

Settimo Grosjean con la Lotus, decimo e titolare di un insperato punto per la Sauber Ericsson, mentre la maglia del team peggiore insieme alla Mercedes va alla Williams, che ha piazzato Bottas e Massa (penalizzato già in partenza per un errato allineamento) rispettivamente al 12° e 13° posto. Preoccupa infine la tenuta meccanica della Force India, al secondo incidente grave dopo il cedimento di una sospensione della vettura di Perez nelle prove libere.

Domenica 26 luglio 2015, gara

1 - Sebastian Vettel (Ferrari SF15-T) - 69 giri 1.46’09”985
2 - Daniil Kvyat (Red Bull RB11-Renault) - 15”748
3 - Daniel Ricciardo (Red Bull RB11-Renault) - 25”084
4 - Max Verstappen (Toro Rosso STR10-Renault) - 44”251
5 - Fernando Alonso (McLaren MP4/30-Honda) - 49”079
6 - Lewis Hamilton (Mercedes W06) - 52”025
7 - Romain Grosjean (Lotus E23-Mercedes) - 58”578
8 - Nico Rosberg (Mercedes W06) - 58”876
9 - Jenson Button (McLaren MP4/30-Honda) - 1’07”028
10 - Marcus Ericsson (Sauber C34-Ferrari) - 1’09”130
11 - Felipe Nasr (Sauber C34-Ferrari) - 1’13”458
12 - Felipe Massa (Williams FW37-Mercedes) - 1’14”278
13 - Valtteri Bottas (Williams FW37-Mercedes) - 1’20”228
14 - Pastor Maldonado (Lotus E23-Mercedes) - 1’25”142
15 - Roberto Merhi (Manor 04-Ferrari) - 2 giri

Giro veloce: Daniel Ricciardo 1’24”821

Ritirati
65° giro - Will Stevens
55° giro - Kimi Raikkonen
60° giro - Carlos Sainz
53° giro - Sergio Perez
41° giro - Nico Hulkenberg

Il campionato piloti
1.Hamilton 202; 2.Rosberg 181; 3.Vettel 160; 4.Bottas 77; 5.Raikkonen 76; 6.Massa 74; 7.Ricciardo 51; 8.Kvyat 45; 9.Hulkenberg 24; 10.Grosjean 23; 11.Verstappen 22; 12.Nasr 16; 13.Perez 15; 14.Maldonado 12; 15.Alonso 11; 16.Sainz 9; 17.Button 6; 18.Ericsson 5.

Il campionato costruttori
1.Mercedes 383; 2.Ferrari 236; 3.Williams-Mercedes 151; 4.Red Bull-Renault 96; 5.Force India-Mercedes 39; 6.Lotus-Mercedes 35; 7.Toro Rosso-Renault 31; 7.Sauber-Ferrari 22; 9.McLaren-Honda 17.

Tutti i nostri Magazine

I Magazine da leggere e sfogliare anche su tablet e smartphone