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26 Dic 2012 [19:42]

Dal Messico con passione
Diego Duez guarda al 2013

Dal Messico con passione. La storia di Diego Duez è quella di un giovane che con impegno e caparbietà sta riuscendo a trovare il proprio posto nel motorsport senza grossi supporti economici nelle competizioni da una parte all'altra del mondo. Dopo aver fatto tutto da solo, conquistando il campionato messicano turismo endurance e la 24 Ore di Città del Messico, Diego ha pensato fuori dagli schemi, approdando nella JK Series indiana. Nel 2012 sono arrivate anche partecipazioni nella Formula JK e nella NASCAR Euro Racecar, ma per il futuro gli sguardi sono rivolti alla Grand-Am...

Com'è nata l'avventura intercontinentale in India?
"Dopo che sono diventato campione della serie Turismo messicana con la Volkswagen, mi sono trovato senza budget. Ma sono riuscito poi a recuperare un accordo con la Tornel che è uno dei più grandi costruttori di pneumatici del Messico ed è di proprietà della JK Tyre. Siamo riusciti ad approntare un programma e la JK Tyre mi ha chiesto di disputare la loro serie indiana, la Polo R Cup. Ho così corso da professionista, con una tipologia di vettura che già conoscevo dalle gare Turismo messicane".

Qual è il bilancio della stagione?
"È stato un anno difficile, le gare erano di ottimo livello, divertenti e con buone vetture. Purtroppo però, il bilanciamento delle auto - che sulla carta dovevano essere uguali - non si è rivelato perfetto ed anche il rapporto con i commissari mi ha creato qualche problema. Ero l'unico straniero nella storia del campionato e mi sentivo nel mirino in ogni gara! Alla fine ho conquistato diverse vittorie e sono anche stato in testa alla serie prima di concludere quinto. Mi aspettavo molto di più, ma tutto sommato va bene così".

Come hai iniziato a correre?
"Mi sono sempre piaciute le auto. Ho iniziato ad andare in kart ad 11 anni al circuito di Cuernavaca che era davanti a scuola. Spendevo tutti i soldi del pranzo per andare coi go-kart a noleggio. Poi a 15 anni ho avuto un incidente d'auto e ho usato i soldi dell'assicurazione per comprare un kart tutto mio e l'auto l'ho sistemata da solo! I miei genitori non sono stati contenti, però intanto era iniziata. Ho fatto un sacco di lavori per pagare tutto!"

Quant'è difficile correre senza grandi supporti in un paese che non ha grande tradizione motoristica?
"È stata dura. Molto dura. Ho dovuto fare cose pazzesche per correre. La prima volta che mi sono spostato dal Messico ho dovuto caricare il kart sulla mia vecchissima Golf e ho guidato fino agli States nonostante avessi 16 anni. Ho dormito in posti assurdi, però c'è anche da dire che questi sforzi spesso sono stati notati e molte persone mi hanno aiutato. Devo ringraziare in particolare mia madre perché mi ha sempre insegnato ad inseguire i sogni senza rimpianti. Ho dovuto fare tutto da solo e ciò mi ha reso una persona e anche un pilota migliore!"

Per il futuro quali sono i tuoi obiettivi?
"Gli Stati Uniti sono un'opzione, sto cercando il supporto necessario per far crescere la mia carriera e correre ad alto livello in GT. Ho provato con il team APR che è al top nel Grand-Am Continental Challenge. Sono risultato il più veloce e credo di avere buone possibilità. C'è anche una chance di partecipare ad un programma nella Rolex Series con l'Audi R8. Per ora mi concentro sulla prima gara di Daytona del Continental Challenge, poi si vedrà".

Di cosa ti occupi quando non corri?
"Ho aperto una mia attività in Messico. Si chiama D-Hobby, distribuiamo giocattoli e modelli e mi occupo anche di importare e distribuire prodotti per il karting come telai, motori, gomme, lubrificanti".


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