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21 Lug 2013 [14:13]

Esclusivo
Stevens, in F.1 all'ultimo minuto

Da Spielberg - Filippo Zanier

Dei piloti arrivati allo Young Driver Test è stato forse quello arruolato più in extremis, ma alla fine Will Stevens ha fatto bene il proprio dovere, con 98 giri senza errori che hanno lasciato una buona impressione al team Caterham F.1. Tornato nel paddock della F.Renault 3.5 per prendere parte alla prova del Red Bull Ring, il giovane britannico ci ha raccontato la sua esperienza.

Allora Will, la F.1 è stata come te la aspettavi?
"È difficile da spiegare. Ovviamente, come ogni pilota sognavo i primi giri su una F.1 da sempre, ma mi ero ripromesso di non aspettarmi nulla in particolare. Volevo che l'esperienza fosse più pura possibile, non influenzata da preconcetti di alcun tipo. In realtà è stato difficile mantenere il proposito, perché alla fine ho fatto una attentissima preparazione al simulatore, per assimilare sia il comportamento della vettura che le procedure".

Quanto è complesso guidare una F.1 rispetto alla tua abituale F.Renault 3.5?
"Mi sono reso conto di come pilotare una Formula 1 non sia solo questione di guidare il più veloce possibile, ma anche di riuscire a farlo seguendo tutte le procedure previste per le varie operazioni e interagendo continuamente con il team. Non è solo una questione di volante complicato, per quello c'è un manuale che spiega ogni singola funzione e che ho studiato più volte, ma è il modo in cui va gestito il flusso di informazioni tra l'abitacolo e il box, la quantità di parametri da tenere sotto controllo e di cui tenere conto. È davvero impressionante".

La classifica dei tempi avrà anche un valore molto relativo, ma sei riuscito a tenere dietro la Marussia, lo stesso obiettivo che la Caterham si pone di solito in gara...
"È difficile valutare le prestazioni delle vetture tenendo conto che nessuno conosce assetti e carichi di benzina degli altri, ma mentirei se dicessi che non mi ha fatto piacere mettermi alle spalle la Marussia. D'altra parte, però, l'obiettivo del team è lottare con le squadre più competitive, quindi in quell'ottica è stato molto più importante tutto il lavoro di sviluppo che siamo riusciti a svolgere. Il team alla fine della giornata era molto soddisfatto".

Hai completato 98 giri, è stata dura dal punto di vista fisico?
"Quando hai un'occasione come questa devi assicurarti di essere al 100 per cento e non ho lasciato nulla al caso nella preparazione. Sono contentissimo di come ha reagito il mio fisico, perché con le sue curve veloci Silverstone è una delle piste più pesanti, soprattutto sul collo. Il programma è stato fitto, con pochissime pause, ma non ho accusato la fatica. Anzi, con l'idroguida la F.1 è molto più leggera della F.Renault 3.5, almeno a livello di sterzo".

Tornare sulla Dallara-Renault della F.Renault 3.5 dopo aver assaggiato la F.1 che sensazioni ti ha lasciato?
"Passare da una vettura più veloce a una più lenta è sempre più facile che non fare l'opposto, le cose accadono più lentamente e c'è un po' più di tempo per pensare, per cui non mi ha creato particolari problemi".



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