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7 Mar 2022 [14:21]

Febbre da criptovalute in F1,
fra ottimismo e qualche dubbio

Jacopo Rubino - XPB Images

Le criptovalute sono il nuovo tabacco della Formula 1? 8 squadre su 10, escluse Williams e Haas, hanno sponsor operanti nel campo delle monete virtuali; Crypto.com è legata sia all'Aston Martin che al campionato stesso; la Red Bull, alla vigilia della stagione 2022, ha siglato un contratto faraonico con ByBit da 150 milioni di dollari in tre anni. Sembra davvero l'Eldorado nelle sponsorizzazioni nel motorsport, come era a suo tempo con i marchi di sigarette. Qualche lato controverso c'è, anche in questo caso: le criptovalute restano poco regolamentate, aprendo a usi illegali, e il cosiddetto "mining", cioè il processo che crea la moneta digitale, richiede grande consumo di energia. Un aspetto che cozza con il desiderio del Circus di essere più efficiente e rispettoso dell'ambiente, non solo con le power unit. E i team come rispondono?

"Non si può ignorare la tecnologia moderna, questo è un settore che crescerà. In dieci anni gli attuali sistemi di pagamento saranno il passato, ecco perché ci sono le criptovalute, e per questo sono diventate attori importanti nel settore finanziario, cercando visibilità in F1", è l'opinione di Toto Wolff, boss Mercedes. "È qualcosa che non si può fermare". Almeno qui, dopo le tante tensioni in pista del 2021, il suo omologo Christian Horner della Red Bull è d'accordo. "Il mondo si sta evolvendo", sostiene, così come Laurent Rossi, amministratore delegato Alpine, rimarca: "C'è un universo digitale che offre nuove possibilità, il bicchiere può essere visto mezzo vuoto o mezzo pieno. Io sono a favore, mostra come la F1 sia all'avanguardia e rilevante per il pubblico".

L'idea, anzi, è che la categoria regina dell'automobilismo possa dare il suo sostegno nel ridurre l'impatto energetico delle criptovalute. "Prendiamo la questione della sostenibilità in modo molto serio e stiamo valutando tecnologie per migliorare", ha confermato Horner, mentre Franz Tost dell'AlphaTauri già fa notare: "Non tutte le piattaforme elettroniche usano gli stessi sistemi di mining".

C'è un generale ottimismo insomma, persino eccessivo, ma motivato ovviamente da munifici accordi. Saggio che Andreas Seidl, team principal McLaren, abbia concesso almeno una riserva: "Siamo aperti a questi brand che vogliono usare la F1 per promuoversi, se nel modo giusto". Chissà quanto durerà la luna di miele, però. Iqoniq, ex partner di Alfa Romeo, Williams e McLaren, a gennaio è andata in fallimento lasciando a mani vuote chi ne possedeva i token. A differenza delle sigarette, quantomeno, le criptovalute non sono prodotti lesivi della salute. Ma sarebbe ingenuo fermarsi qui e non valutarne tutte le implicazioni.
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