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23 Ott 2019 [10:22]

Hamilton campione già in Messico?
Possibile, ma la Mercedes gioca in difesa

Jacopo Rubino

Conquistando 14 punti in più di Valtteri Bottas, Lewis Hamilton già in Messico avrebbe la sicurezza matematica del titolo 2019 di Formula 1, il sesto personale. Possibile, ma non scontato: anche se il britannico raccogliesse bottino pieno all'autodromo "Hermanos Rodriguez", con vittoria e giro più veloce, dovrà comunque sperare che il compagno di squadra resti giù dal podio. Qui Hamilton ha già centrato l'iride sia nel 2017 che nel 2018, ma a livello prestazionale la pista si è rivelata fra le più ostiche per la Mercedes. Che si prepara di nuovo a giocare in difesa.

"Sappiamo che i quattro Gran Premi che restano non saranno facili, e ci aspettiamo il Messico come il più complicato di tutti", ha avvertito il team principal Toto Wolff. "L'elevata altitudine e la bassa densità dell'aria influenzano il carico aerodinamico, il raffreddamento e il motore. È una combinazione che non si adatta bene alla nostra macchina, faremo del nostro meglio per limitare i danni".

Lo stesso Lewis si è detto molto prudente alla vigilia: "Per noi sarà impegnativa". Senza dimenticare l'enorme crescita della Ferrari dopo la pausa estiva, con cinque pole-position consecutive messe a segno, tre vittorie ottenute (Spa, Monza e Singapore) e quelle di Sochi e Suzuka sfuggite per circostanze particolari. "Penso sarà dura battere le Ferrari con quei lunghi rettilinei", ha ribadito l'inglese. "Persino le McLaren sul dritto vanno forte, così come le Red Bull".

Una situazione che paradossalmente favorisce Bottas, tornato vincitore a Suzuka: il finlandese può sperare di tenere aperto il Mondiale anche dopo questo weekend, almeno formalmente. "Fino che a c'è una possibilità non mollerò. Sono consapevole che avrò bisogno di tanta fortuna, se ho questo svantaggio è colpa mia, ma ora siamo qui e vediamo come andranno le cose di gara in gara", ha anticipato. Lo spirito è quello giusto, ma la sua missione appare ormai quasi irrealizzabile.

Ad oggi, invece, lo scenario più probabile è che Hamilton possa centrare l'obiettivo il 3 novembre Austin, circuito molto più nelle sue corde: in Texas ha trionfato per ben cinque volte dal 2012, nel 2015 laureandosi anche campione per la terza volta in carriera.
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