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3 Nov 2019 [22:12]

Hamilton e... il sesto senso,
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Massimo Costa

E adesso Michael Schumacher è lì, a un passo. Sei campionati del mondo contro sette. Lewis Hamilton, 34 anni, sta segnando sempre più la storia della Formula 1. Un titolo iridato vinto con la McLaren ben 11 stagioni fa, nel 2008, poi un periodo non facile tra alti e bassi, finché il pilota britannico più vincente di sempre non ha compiuto la scelta che gli ha cambiato la vita: lasciare il team di Ron Dennis per entrare nella Mercedes nel 2013.

Due mondiali vinti facili facili nel 2014 e 2015, uno buttato via per presunzione nei confronti del compagno di squadra Nico Rosberg nel 2016, altri due campionati conquistati battendosi contro la Ferrari di Sebastian Vettel nel 2017 e 2018. E infine, l’ultimo raggiunto senza alcun patema in questo 2019. Semplice alzare le coppe con la Mercedes dirà qualcuno, ma questa è la storia della F1 che periodicamente presenta cicli vincenti e che paiono indistruttibili. Del resto lo stesso Schumacher non ha sudato troppo per arrivare a sette mondiali con quella Ferrari stellare.

Ricapitolando, Schumacher 7 iridi, Hamilton 6, Fangio 5, Vettel e Prost 4, Lauda, Piquet e Senna 3. Hamilton, dunque: 248 Gran Premi disputati, 83 vittorie, davanti a lui il solito Schumacher con 91, dietro Vettel con 53, poi Alain Prost con 51, Ayrton Senna 41, Fernando Alonso 32, Nigel Mansell 31, Jackie Stewart 27, Jim Clark e Niki Lauda 25. Numeri impressionanti anche se va sottolineato che negli ultimi anni, con l’aumento delle gare per ogni stagione, raggiungere scalare certe classifiche è meno complicato di un tempo.

E poi, il record delle 87 pole, nessuno come lui. Schumacher si fermò a 68, Senna a 65, Vettel ne ha 57, poi ci sono Clark e Prost a quota 33, Mansell 32, Rosberg 30, Juan Manuel Fangio 29, Mika Hakkinen 26. Chissà se avrà rimpianti Hamilton per quel mondiale 2016 regalato a Rosberg, oggi avrebbe raggiunto Schumacher. Gli toccherà attendere un altro anno, Ferrari e Red Bull permettendo…
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