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20 Mar 2009 [2:11]

IL TEMA
E il campionato WEC diventa... bi-gestione

C'è qualcosa che non va nel mondo Renault. Il WEC (nato solamente nel 2008 con la motivazione di recuperare la fallimentare serie francese) ha rilasciato la lista iscritti del campionato 2009 e presenta la seguente situazione: otto monoposto sono iscritte dalla SG Formula, cinque dalla Epsilon Euskadi, che però al momento ha quattro piloti firmati. Nell'elenco figura una vettura del Pole Services, che vorrebbe schierarne un'altra. Poi, due monoposto Fortec, ma ancora la squadra inglese è priva di piloti.

Quindi, riassumendo, il WEC 2009 propone un campionato con 13 monoposto sicure di cui 12 appartegono a due team. Ha senso tutto questo? Perché Renault ha permesso, e anche nella Eurocup, a team come Motopark, SG, Epsilon Euskadi, di schierare un infinito numero di monoposto (addirittura adottando il ridicolo sistema di cambiare nome alla squadra) non capendo che così facendo il mercato piloti veniva ingiustamente bloccato a discapito di tutte le altre squadre?

Se questa anomala situazione veniva nascosta in tempi di "vacche grasse" dalla numerosa presenza dei piloti, ora che c'è la crisi economica il problema emerge in tutta la sua evidenza. I team "normali" che schieravano due-tre piloti sono praticamente usciti dal mercato, strozzati dalla ingordigia dei top team e dalla miopia della Renault, e così adesso nel WEC rimangono in due. Forse giocheranno a scacchi... Anche nel NEC la situazione non è diversa: Motopark ha otto monoposto, gli altri (pochi) raccolgono le briciole.

Il rischio di monopolio ristretto a tre team è ben presente anche nella Eurocup. Una migliore distribuzione dei piloti negli anni precedenti, avrebbe permesso anche a quelle squadre ritenute minori, di poter disporre di piloti di valore che avrebbero permesso di ottenere buoni risultati, alzando così il livello generale del campionato. E oggi, i piloti dirotterebbero i loro sguardi non solo a tre team, ma a una decina.

Massimo Costa