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16 Ago 2017 [17:10]

Il capolavoro Force India
La favola di Ocon e Perez

Massimo Costa

Il pragmatismo, l'efficienza, la solidità, le tante capacità individuali, i piloti sempre di alto livello. Sono questi gli ingredienti che stanno permettendo alla Force India di continuare ad essere il primo team nella classifica degli "altri", quelli che non hanno i budget di Mercedes, Ferrari o Red Bull. La Force India non è altro che l'erede della Jordan, altra squadra che per anni è stata la rivelazione del Mondiale F.1 arrivando anche a giocarsi il titolo del 1997 con Heinz-Harald Frentzen. Con gli anni, le cose per Eddie Jordan sono precipitate, i budget sempre crescenti per via dell'ingresso dei grandi costruttori hanno travolto le piccole realtà e di conseguenza anche lui.

La Jordan nel 2006 è divenuta Midland, poi nel 2007 Spyker finché nel 2008 è arrivato Vijay Mallya che ha dato una certa impronta e solidità alla squadra con base a Silverstone. La crescita è stata imperiosa e da due stagioni la Force India occupa il quarto posto nella classifica costruttori. Merito del motore Mercedes e di uno staff tecnico che ha saputo realizzare telai sempre performanti. È dal 2010 che la Force India naviga attorno al settimo, sesto posto, salvo salire di un gradino nel 2015 con la quinta posizione acquisita e la quarta piazza del 2016, confermata nel 2017 dopo 11 Gran Premi.

Paul Di Resta e Adrian Sutil prima, Sergio Perez e Nico Hulkenberg poi, sono stati i piloti che hanno saputo darle una impronta ben precisa, ma andato via il tedesco (direzione Renault), ecco che Esteban Ocon è stato subito pronto a raccoglierne l'eredità conseguendo una serie di risultati di altissimo spessore. Nelle ultime dodici gare del 2016, la Force India ha sempre concluso in zona punti, proseguendo questa scia positiva anche nelle prime cinque corse del 2017. Unico buco nero, Montecarlo, poi Perez o Ocon sono tornati con costanza a portare le loro monoposto nella top 10.

Da paura Ocon, il quale con un solo anno di esperienza in F.1 avendovi debuttato nel GP del Belgio del 28 agosto 2016 con la Manor, quest'anno su undici eventi ha concluso in zona punti dieci volte per un totale di 45 punti. Ne conta 56 Perez, nove volte a punti con un vuoto a Montecarlo e a Baku, quando si è dovuto ritirare per una manovra proprio di Ocon, molto criticato in quella occasione. Hulkenberg di recente è stato poco carino nei confronti del team di Silverstone, avendo detto: "Con Renault abbiamo costanti sviluppi non come ero abituato prima quando spesso ricevevo solo promesse". Forse il tedesco non ha colto la differenza che passa tra un team che appartiene a un grande costruttore automobilistico e un team che vive solo di corse?

Rimane il fatto, che la Force India ha la bellezza di 101 punti, la Renault 26... e il quarto posto in classifica è ben saldo essendo la Williams a ben 60 punti di distacco. Davanti, c'è la Red Bull con 184 lunghezze, piuttosto imprendibile. Ecco dunque che la Force India, come detto, si conferma la prima delle squadre costrette sempre a lottare con il budget. L'ufficio marketing però, funziona molto bene perché riesce con assiduità a trovare gli sponsor giusti, ultimo in ordine di tempo quello tedesco delle acque minerali che ha imposto la colorazione rosa delle vetture.

Unica nota stonata è lui, Mallya, il proprietario. Può sembrare una contraddizione, ma l'uomo di affari indiano è praticamente esiliato in Gran Bretagna, Paese dal quale non può uscire perché ricercato dalla giustizia di New Delhi. Numerose le pendenze giudiziarie a suo carico tanto che si dice che Liberty Media non sia proprio felice che tra i dieci team presenti nella loro F.1, uno di questi sia di proprietà di una persona con queste credenziali. Come immagine è certamente una cosa molto negativa e che non sarebbe permessa nelle varie leghe nazionali di calcio e tanto meno nelle leghe americane di football, baseball, basket. Proprio per questo motivo a Budapest si era sparsa la voce che Lawrence Stroll, attualmente investitore in Williams, potesse orientare i propri capitali da Grove a Silverstone...
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