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15 Set 2005 [16:18]

Intervista al campione 2005 Lewis Hamilton

Undici vittorie su sedici gare, e ne mancano ancora quattro, saranno un bottino difficilmente eguagliabile nella F.3 Euro Series. Lewis Hamilton, 20 anni, inglese, ha dovuto correre per un team francese supportato dalla Mercedes per diventare il numero uno e guardare con serenità al futuro che proprio la Casa tedesca, e Ron Dennis, gli sta tracciando da tempo.

- La si può definire una stagione perfetta quella che stai vivendo?

«Non completamente. Perché una stagione la si possa definire perfetta occorre vincere almeno tutte le corse. Ma è vero che questo obiettivo non è poi stato così lontano. In ogni caso è stata un'annata fantastica per me».

- La migliore della tua carriera?

«Direi di sì. Il titolo della F.3 Euro Series rappresenta il successo di maggior prestigio che ho mai ottenuto. Ricordo con piacere il 2000 quando vinsi tutte le gare di karting alle quali partecipai a parte una, dove mi ritirai, ma non per colpa mia. Comunque è questa del 2005 la stagione più importante per la mia carriera».

- Da tempo sei seguito e supportato da Ron Dennis della McLaren-Mercedes. Il sogno di ogni pilota non trovi?

«Certo, me ne rendo conto. Ma non si deve pensare che questo sia scontanto, che non voglia dire che debba rispettare una precisa tabella. Devo infatti portare sempre dei risultati, far vedere che merito di essere aiutato. Credo che ognuno di noi tenga nelle proprie mani il suo destino, almeno in parte. Ricordate, per attirare l'attenzione di Dennis ho dovuto ottenere dei grandi risultati nel karting».

- Come premio per il titolo vinto avrai la chance di guidare la McLaren di F.1?

«Non lo so ancora, ma lo spero. Ora da campione europeo ho buoni argomenti da presentare a Dennis...».

- In quale categoria ti vedremo l'anno prossimo?

«Una decisione non è ancora stata presa. Mi piacerebbe molto correre nella GP2 e continuare con il mio team ASM che nella GP2 si chiama ART».

- Che differenza hai trovato nella ASM rispetto ai team precedenti coi quali hai corso?

«Tra le tante cose, dopo ogni gara, ci incontravamo alla sede del team, in Francia, per iniziare a discutere sul successivo appuntamento in calendario. Questa è stata per me un'esperienza nuova. Al team Manor, col quale ho gareggiato nel 2004, i meeting nella sede del team dovevano essere sollecitati da me».

- Come vive il tuo lavoro nel mondo delle corse la tua famiglia?

«Bene, ed è stato bello festeggiare con loro a Zandvoort la vittoria del titolo. Mio padre è il mio manager e lavora molto duro mentre il mio fratellino è il mio migliore amico. Ha soltanto 13 anni, ma un cervello notevole tanto che sembra molto più grande».