formula 1

Terzo test per Fornaroli con la McLaren
Due giorni e 77 giri sulla pista di Austin

Davide AttanasioNon si ferma il programma di test TPC che la McLaren ha organizzato su misura per Leonardo Fornaroli. Dopo l...

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Spa - Qualifica 1
Munoz fa saltare il banco
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Davide AttanasioLa prima qualifica della Formula Regional europea sul circuito di Spa-Francorchamps è andata ad Alex Mu...

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Rally del Giappone – 1° giorno finale
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Michele Montesano L’aria di casa deve aver fatto bene a Toyota che, durante tutto l’arco della tappa del venerdì, ha domina...

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Rally del Giappone – 1° giorno mattino
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Rally

Rally del Giappone - Shakedown
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Il marchio Gucci entra in F1
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Massimo CostaBella novità nel Mondiale F1. Il marchio Gucci, da anni tra i principali esponenti della moda, entra in Formula...

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22 Gen 2004 [0:16]

L'Unione Europea critica Mosley e i team manager della F.1

Sono rimasti sbigottiti i rappresentanti della Unione Europea davanti alla levata di scudi dei team manager della F.1 che hanno minacciato di boicottare i GP nel vecchio continente davanti al nuovo mandato di arresto europeo. La Commissione non si è per nulla impietosita e questa è stata la durissima risposta: "Il signor Mosley, presidente della Fia, non è al di sopra delle leggi e il mandato di arresto europeo si applica a tutti i cittadini. Il dibattito è chiuso da lungo tempo. La F.1 si sveglia troppo tardi. Non capiamo perché avremmo dovuto fare un'eccezione e perché non si dovrebbe dare fiducia alla giustizia degli stati membri. Le persone assumono la scelta del loro mestiere. Non ci sono soltanto nello sport lavori di grande responsabilità". Queste le parole di Pietro Petrucci, portavoce del Commissario alla Giustizia Antonio Vittorino. Come annunciato nei giorni scorsi, i team manager temono, in caso di incidente mortale di un pilota in pista, l'intervento della magistratura dei singoli Paesi che li porterebbe in tribunale, come accadde a Williams ed Head per la scomparsa a Imola di Senna. Evidentemente i team manager, con i loro budget da centinaia di milioni di euro, i loro aerei privati, i loro yacht e la vita che trascorrono nella cittadella-paddock con i loro pass esclusivi appesi al collo, si sono dimenticati che oltre i cancelli automatici che danno l'accesso ai circuiti esiste un mondo con delle regole civili... e non solo tecniche e sportive. Come dice Petrucci, sveglia ragazzi! Basta nascondersi dietro alla scrittina: motorsport is dangerous.
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