Carlo Luciani
Dopo gli open test sull’ovale di Phoenix, la
IndyCar è pronta a tornare ufficialmente in pista questo fine settimana sul cittadino di
Saint Petersburg, che, come ormai da tradizione, aprirà anche la stagione 2026. Tra novità e assenze, la serie americana riparte con
Alex Palou chiamato ancora una volta a difendere il titolo e ad inseguire un possibile quinto successo, che arricchirebbe ulteriormente il suo già prestigioso palmarès.
Di certo non mancano i nomi che potranno dare fastidio al quattro volte campione spagnolo, ma oltre a chi vorrà dare la caccia al titolo ci sarà anche chi cercherà di stupire, in particolar modo i tre rookie al via di questo campionato. Ma andiamo a vedere nel dettaglio come si presenteranno i team al via di questa nuova stagione, a partire da
AJ Foyt, che oltre al confermato Santino Ferrucci sulla Dallara n.14 vedrà debuttare Caio Collet sulla n.4 lasciata libera da David Malukas. Il brasiliano arriva in IndyCar in qualità di vicecampione della Indy NXT, dove lo scorso anno ha conquistato 3 vittorie. La squadra texana vanta inoltre una partnership tecnica con Penske e già in passato ha dimostrato di poter sorprendere, ed i due podi ottenuti da Ferrucci lo scorso anno ne sono una testimonianza.
Proseguendo in ordine alfabetico, troviamo subito un team dalle grandi ambizioni, che risponde al nome di
Andretti. Orfana di Colton Herta, che ha abbracciato la causa Cadillac migrando in Formula 2 con l’obiettivo di fare subito il salto in Formula 1, la squadra si è rinforzata accogliendo Will Power, che dopo ben 17 stagioni con Penske ha deciso di cambiare casacca. Ad affiancare l’esperto pilota australiano ci saranno i confermati Marcus Ericsson e Kyle Kirkwood, quest’ultimo in grado di mettere pressione a Palou lo scorso anno, salvo poi perdersi per strada. Per questo motivo la voglia di riscatto è alta e sicuramente il suo è uno dei nomi da tenere d’occhio per la lotta al vertice.
Chi punta a giocarsi il titolo è sicuramente
Arrow McLaren. Lo scorso anno Pato O’Ward è riuscito a conquistare il secondo posto in classifica alle spalle di Palou, per cui l’obiettivo di questa stagione non può essere altro che migliorarsi. Squadra invariata dal punto di vista dei piloti, con Christian Lundgaard e Nolan Siegel ad affiancare il messicano. Chi dovrà confermarsi al vertice è invece il team di
Chip Ganassi, con una line-up composta da Scott Dixon e Kyffin Simpson, oltre che dal campione Palou.
Ambizioni sicuramente più basse per il team di
Dale Coyne, che potrà contare però su una coppia di piloti del tutto nuova formata da Romain Grosjean e Dennis Hauger. Per il francese si tratta di un ritorno in qualità di pilota titolare dopo l’esperienza come pilota di riserva con Prema nel 2025. Il norvegese è invece il campione in carica della Indy NXT e sta rilanciando la propria carriera oltreoceano dopo la deludente parentesi in Formula 2. Il campione 2021 della Formula 3 sarà sicuramente uno dei piloti da osservare con attenzione e non è escluso un suo passaggio già nel 2027 in Andretti, con cui Coyne ha stretto una partnership tecnica.
Coppia di piloti confermata invece per quanto riguarda il team di
Ed Carpenter, con Alexander Rossi insieme a Christian Rasmussen, vincitore a Milwaukee lo scorso anno. Vedremo se la compagine che ha sede a Indianapolis riuscirà togliersi qualche soddisfazione anche quest’anno dopo aver concluso al top gli open test di Phoenix con Rossi. Novità in casa
Juncos Hollinger, che ha ingaggiato Rinus Veekay, affiancato al confermato Sting Ray Robb, con la speranza di migliorare le posizioni in classifica del 2025.
Nessun cambio di piloti in casa
Meyer Shank, con Marcus Armstrong e Felix Rosenqvist che cercheranno nuovamente di confermarsi tra i primi dieci. La novità forse più attesa del 2026 è invece in casa
Rahal Letterman Lanigan, che ha ingaggiato Mick Schumacher per questa stagione. Il pilota tedesco ha davanti a sé una sfida importante, ma ha sicuramente le carte in tavola per crescere velocemente nonostante l’inesperienza nella serie, in particolar modo sugli ovali.

Ultimo ma non ultimo il team
Penske, che dopo un 2025 a dir poco complicato ha voglia di ripartire col piede giusto. Dopo aver salutato Will Power, per affiancare Josef Newgarden e Scott McLaughlin è stato scelto David Malukas, che in passato ha già dimostrato di avere del potenziale e dovrà dimostrarlo quest’anno in forza ad un top team. Spicca inoltre l’assenza di
Prema, la cui situazione dopo l’addio della famiglia Rosin rimane incerta. Sicuramente non sarà in pista a Saint Petersburg, ma non è escluso che possa rientrare più in là nel corso dell’anno.
Ma le novità non riguardano soltanto i piloti. Stando a quanto riportato dalla testata americana “Racer”, i team saranno tenuti a utilizzare le mescole “alternate” (quelle più morbide) fornite da Firestone due volte durante ogni gara su circuito cittadino, mentre le “primary” (dure) potranno essere utilizzate una sola volta, con utilizzo minimo di ogni treno di 2 giri.
Cambiamenti anche per quanto riguarda il format delle prove libere: ogni sessione si dividerà in 40 minuti collettivi, seguiti da 2 turni da 12 minuti divisi in gruppi. Il warm-up passa invece da 25 a 30 minuti. Infine, anche una novità tecnica per quanto riguarda il pacchetto aerodinamico a basso carico: la IndyCar ha sviluppato dei nuovi flap posizionati a ridosso delle ruote posteriori, che si apriranno in alcune situazioni particolari (come i testacoda) in cui si potrebbe generare portanza e la monoposto potrebbe staccarsi da terra.
A partire da Saint Petersburg, ci attende quindi un’altra stagione intensa già a partire dal mese di marzo, con ben 4 gare in programma ed un totale di 18 appuntamenti, incluso quello di Washington, sul quale permangono però ancora alcune incertezze.