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19 Ago 2005 [0:10]

La crisi della Mercedes Benz
auto inaffidabili e perdita di immagine

In Germania è un caso nazionale. La Mercedes non è più sinonimo di auto che non si rompe mai, di Casa automobilistica solida e lontana da crisi interne. E la classica qualità tedesca lascia il tempo che trova. Di recente sono state richiamate 1.300.000 Mercedes, in particolare della Classe E, la più prestigiosa. La gestione elettronica dei freni non sempre funziona e ai dirigenti di Stoccarda il cuore è salito in gola. Un danno di immagine senza precedenti. In Germania uno dei comici più famosi, una specie di Grillo nostrano, ha iniziato a citare la Mercedes nei suoi monologhi. Soltanto pochi mesi fa non sarebbe mai accaduto, per un semplice motivo: le auto con la stella a tre punte sul cofano funzionavano alla perfezione. Ora non più e i "comandanti" sembrano aver perso la loro tradizionale fierezza e dignità. Il colmo lo si è raggiunto a Parigi quando alla inaugurazione di una nuova filiale Eckard Cordes, da poco ex numero uno della Mercedes, si è lasciato scappare che le loro vetture non sono il massimo. Peggio ancora negli Stati Uniti dove, come riportato da La Repubblica, è in corso una inchiesta per sospetto di bustarelle mentre alcuni manager tedeschi, dopo le dimissioni di Juergen Schrempp da DaimlerChrysler, hanno venduto le azioni, in seguito al balzo in Borsa del titolo, che avevano ricevuto come stock option venendo dipinti dalla stampa di tutta Germania con un solo termine: avvoltoi. Inoltre, c'è un vuoto di potere. Al posto di Schrempp, alla DaimlerChrysler è arrivato Dieter Zetsche il quale ha ricevuto anche la nomina, ad interim, di guidare la Mercedes. Ma non si sa per quanti anni o mesi e questo sta creando una battaglia tra top manager. Insomma, una storia poco tedesca. A questa situazione, si aggiungono i ritiri che spesso hanno fermato la monoposto di F.1, la McLaren-Mercedes, che per l'inaffidabilità del motore sta permettendo alla Renault di avvicinarsi sempre più al titolo iridato proprio nell'anno in cui la imbattibile Ferrari ha alzato bandiera bianca. Un'altra perdita di immagine, forse ancora peggiore perché si verifica in diretta televisiva in tutto il mondo.

Massimo Costa
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