8 Nov 2026 [18:05]
Monza - Gara: Cadillac vince
Buemi-Hartley-Hirakawa campioni
Michele Montesano
Il Tempio della Velocità ha incoronato i campioni del FIA WEC 2026. Al termine di una 6 Ore di Monza intensa e ricca di colpi di scena, Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryō Hirakawa hanno conquistato il titolo Piloti al volante della Toyota TR010 Hybrid. Un successo maturato al termine di una stagione tutt’altro che semplice per la Casa giapponese, che ha dovuto fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita e con un rendimento altalenante. Per il trio Toyota si tratta del terzo titolo conquistato insieme, dopo quelli del 2022 e 2023, un risultato che li permette di entrare di diritto nella storia del Mondiale Endurance.
La gara brianzola ha però avuto un’altra grande protagonista. A festeggiare sul gradino più alto del podio è stata infatti la Cadillac V-Series.R LMDh di Jack Aitken, Sébastien Bourdais ed Earl Bamber. Il terzetto del Team Jota ha finalmente centrato il primo successo stagionale, regalando alla squadra anglo-americana una vittoria di prestigio nell’ultimo appuntamento del campionato. Un risultato dal sapore particolare per Bourdais, alla sua ultima apparizione nel FIA WEC.
La 6 Ore di Monza si è rivelata una gara complicata per Toyota. Le due TR010 Hybrid non hanno mai avuto il passo necessario per inserirsi nella lotta al vertice, tanto da rimanere lontane dalle posizioni di testa per tutta la durata dell’evento. La lotta per il titolo si è così trasformata in un confronto interno tra le due vetture giapponesi, con il terzetto composto da Buemi, Hartley e Hirakawa chiamato a difendere il vantaggio accumulato in classifica sui compagni di squadra Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries.
Il terzetto campione ha potuto gestire la situazione senza particolari affanni, nonostante una gara segnata da alcuni contatti e da una penalità di cinque secondi inflitta per un contatto con la Genesis numero di Pipo Derani. L’altra Toyota ha invece perso ulteriore terreno quando Kobayashi è stato mandato in testacoda alla prima variante proprio dalla Genesis di Derani, a circa un’ora dalla bandiera a scacchi. Con entrambe le vetture nipponiche fuori dalla zona punti, il verdetto iridato è rimasto comunque saldamente nelle mani dell’equipaggio Buemi-Hartley-Hirakawa.
Il terzetto della Toyota ha così tagliato il traguardo in l’undicesima posizione, precedendo di una piazza la TR010 Hybrid gemella. Un risultato, quello della 6 Ore di Monza, che non rende giustizia al valore dei tre piloti, ma che certifica la loro capacità di costruire un campionato vincente anche in una stagione fatta di alti e bassi. Per Buemi e Hartley si tratta del quinto titolo mondiale, mentre Hirakawa ha conquistato la terza corona iridata. Il trio diventa inoltre il primo equipaggio nella storia del FIA WEC a vincere tre titoli insieme.
Davanti a tutti, invece, la Cadillac ha costruito il proprio successo sin dalle prime battute. Partito dalla terza posizione, Aitken ha superato la Ferrari 499P di Miguel Molina nel corso del primo giro, per poi prendere il comando alla Parabolica con un deciso attacco alla Genesis GMR-001 di Dani Juncadella. Lo spagnolo aveva inizialmente conquistato la leadership dopo aver passato Molina alla prima variante, ma il sorpasso era stato completato tagliando la chicane. Una manovra che gli è costata cinque secondi di penalità, mentre Aitken ha potuto impostare il ritmo della corsa.
Il britannico ha mantenuto il comando anche nelle fasi successive, gestendo una gara caratterizzata da numerose neutralizzazioni. La 6 Ore di Monza ha infatti visto l’intervento di quattro Virtual Safety Car e di tre Full Course Yellow, oltre a diversi incidenti che hanno rimescolato più volte le carte. Tra questi, il violento contatto alla prima variante tra la McLaren 720S LMGT3 di Alexander West e la BMW M4 LMGT3 di Darren Leung, che ha costretto entrambi al ritiro.
Le neutralizzazioni hanno permesso ai protagonisti della classe Hypercar di effettuare le soste ai box, ma non hanno scalfito la leadership della Cadillac. Dopo il triplo stint di Aitken, Bourdais è salito al volante della V-Series.R LMDh, trovandosi subito a dover respingere gli attacchi della Alpine A424 di Victor Martins e della BMW M Hybrid V8 di Sheldon van der Linde. Il francese ha saputo mantenere la calma, difendendo la prima posizione anche quando la BMW è riuscita a superare l’Alpine in occasione di una ripartenza.
La quarta neutralizzazione, provocata dal violento incidente di Charles Milesi con la Alpine alla Parabolica, ha nuovamente rimescolato le strategie. Alla ripartenza, Martins ha ripreso la seconda posizione superando van der Linde alla prima variante, mentre Earl Bamber è salito sulla Cadillac per affrontare l’ultimo stint. Il neozelandese ha gestito con lucidità il vantaggio accumulato dovendo, però, fare i conti con un finale in cui ha dovuto risparmiare il carburante riducendo progressivamente il margine sui rivali.
Nonostante ciò, la Cadillac di Bamber ha tagliato il traguardo con più di cinque secondi di vantaggio sull’Alpine affidata a Jules Gounon e Martins. Il costruttore francese ha salutato il FIA WEC con un secondo posto dopo una stagione difficile. L’Alpine ha infatti deciso, già a inizio anno, di concludere anzitempo il proprio impegno nella categoria Hypercar.
A completare il podio è stata la Ferrari 499P di Antonio Giovinazzi, James Calado e Alessandro Pier Guidi. La vettura del Cavallino Rampante ha beneficiato della penalità di 20 secondi inflitta all’Aston Martin Valkyrie di Tom Gamble e Harry Tincknell, che aveva inizialmente conquistato la terza posizione grazie a una spettacolare rimonta nelle fasi finali. L’Aston Martin ha però pagato un’infrazione relativa alle pressioni degli pneumatici, scivolando al quarto posto e finendo anche sotto investigazione per il consumo energetico oltre il massimo consentito.
Per Ferrari si è trattato di un podio importante, ma anche di una gara che ha evidenziato le difficoltà incontrate dalle 499P. Le altre due Ferrari sono state infatti penalizzate di 20 secondi per pressioni degli pneumatici non conformi, perdendo terreno nelle prime fasi della corsa. La 499P di Antonio Fuoco, Molina e Nicklas Nielsen ha concluso settima, mentre la gemella di AF Corse del terzetto composto da Robert Kubica, Yifei Ye e Phil Hanson ha terminato ottava, dopo aver perso anche una ruota durante la gara.
Quinta posizione per la Peugeot 9X8 di Loïc Duval, Théo Pourchaire e Malthe Jakobsen, che ha regalato al costruttore francese il miglior risultato stagionale. Il danese, alla sua ultima gara con la Casa del Leone, è stato protagonista di un acceso duello con Alex Lynn, al volante della Cadillac. La battaglia si è conclusa con un contatto in uscita dalla Roggia, che ha spedito la V-Series.R LMDh violentemente contro le barriere. L’incidente è stato posto sotto investigazione, mentre Lynn ha potuto lasciare la vettura senza conseguenze fisiche.
Sesta posizione per la BMW M Hybrid V8 di Raffaele Marciello, Kevin Magnussen e Dries Vanthoor, che ha permesso alla Casa bavarese di consolidare il secondo posto nel Mondiale Costruttori. La gemella di Robin Frijns, René Rast e van der Linde ha chiuso invece nona, dopo aver a lungo lottato per il podio. A completare la top-10 è stata la Peugeot di Paul di Resta, Nick Cassidy e Alex Quinn. Finale amaro per Genesis, con la GMR-001 numero 19 ritirata per un problema elettrico e la gemella numero 17 relegata nelle retrovie dopo una gara segnata da contatti e penalità.
In LMGT3, la 6 Ore di Monza ha regalato un finale altrettanto intenso, con la Porsche 911 GT3 R del team Manthey che ha conquistato la seconda vittoria consecutiva stagionale. Yasser Shahin, Riccardo Pera e Richard Lietz hanno completato una rimonta straordinaria, imponendosi al termine di una gara combattuta fino all’ultimo giro. Il terzetto ha dovuto fare i conti con una penalità per eccesso di velocità in corsia box, ma è riuscito a recuperare terreno grazie a una strategia efficace e a una prestazione consistente.
La Porsche ha preceduto di appena 270 millesimi l’Aston Martin Vantage LMGT3 di Gray Newell, Eduardo Barrichello e Jonny Adam, mentre sul terzo gradino del podio è salita la Corvette Z06 LMGT3.R di Ben Keating, Jonny Edgar e Nicky Catsburg. Un risultato sufficiente ad Edgar per conquistare il titolo Piloti in solitaria. TF Sport ha inoltre conquistato anche il titolo riservato ai Team completando una stagione perfetta.
La lotta per il titolo LMGT3 è stata caratterizzata da numerosi colpi di scena. Le Ford Mustang GT3 del Proton Competition e le Lexus RC F GT3 del team Akkodis ASP hanno dominato le prime fasi, ma una serie di penalità e problemi tecnici ha compromesso le loro ambizioni di vittoria. La Lexus di Umbrărescu-Schmid-López è stata costretta al ritiro dopo che alcuni detriti hanno danneggiato il radiatore, mentre le Ford sono scivolate nelle retrovie a causa di penalità e contatti.
La Corvette ha invece saputo reagire alle difficoltà iniziali, con Keating penalizzato per un’infrazione durante la Virtual Safety Car ed Edgar chiamato a recuperare terreno. Il britannico ha gestito con lucidità le fasi finali, portando la vettura sul podio e assicurando a TF Sport il titolo. Una conclusione perfetta per la squadra, che ha saputo sfruttare al meglio le opportunità offerte da una gara estremamente movimentata.
Domenica 8 novembre 2026, gara
1 - Bamber-Bourdais-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota - 191 giri
2 - Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 5"607
3 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 35"767
4 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 53"585
5 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 54"890
6 - Magnussen-Marciello-D.Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'03"128
7 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1'12"899
8 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 1'26"952
9 - Frijns-Rast-S.Van der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'29"925
10 - Di Resta-Cassidy-Quinn (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'31"878
11 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 1 giro
12 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 1 giro
13 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 2 giri
14 - Riberas-Sørensen (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 2 giri
15 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 18 giri
16 - Newell-Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 18 giri
17 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 18 giri
18 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3) - WRT - 18 giri
19 - Van Rompuy-David-Masson (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 18 giri
20 - Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 18 giri
21 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx - 18 giri
22 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx - 18 giri
23 - Hériau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 18 giri
24 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 18 giri
25 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - Turkey by TF - 18 giri
26 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 19 giri
27 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 20 giri
Ritirati
Stevens-Nato-Lynn (Cadillac V-Series.R) - Jota
Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton
Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine
Umbrărescu-Schmid-López (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP
Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse
Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis
West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59
Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3) - WRT