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22 Mar 2009 [3:41]

Sebring, gara
Capello-McNish-Kristensen
Portano al trionfo la R15

Sono Dindo Capello, Allan McNish e Tom Kristensen i vincitori della 12 Ore di Sebring 2009: nulla da fare per gli uomini Peugeot, che mancano ancora una volta il successo in una grande classica. Il risultato finale esalta un lavoro perfetto in casa Audi anche se, più che la nuova R15 TDI, il jolly per il successo nella 57esima edizione della maratona della Florida si è rivelata essere la qualità e l'assortimento dei piloti. Straordinaria in particolare la prova di McNish, opposto nel finale ad un opaco Franck Montagny, forse penalizzato dalla scarsa visibilità dall'interno della Peugeot che aveva penalizzato anche Villeneuve a Le Mans. Dopo una gara che aveva visto grande battaglia in pista, ma con le 908 HDI sempre in grado di conquistare la vetta grazie ai doppi stint sugli stessi pneumatici, una tegola era piovuta sulla testa dei francesi con una foratura occorsa a Sebastien Bourdais durante la nona ora. La sfortuna si era trasformata però in un'occasione d'oro, dato che il pit supplementare avrebbe potuto evitare lo "splash" finale. Tutto nelle mani dei piloti a quel punto. Mentre Bourdais recuperava terreno nei confronti di Kristensen con uno strepitoso stint coronato dal giro più veloce della gara (due secondi sotto al tempo della pole position), il confronto tra Montagny e McNish regalava allo scozzese fino a tre secondi al giro ed una leadership più che sufficiente ad entrare ai box, rifornire e tornare in pista a pochi minuti dalla conclusione. In terza piazza ha chiuso la seconda Audi R15, quella di Luhr, Rockenfeller e Werner con quest'ultimo costretto a saltare buona parte della corsa per i problemi alle costole sviluppatisi durante le libere. Alla fine, le due vetture di testa, spesso e volentieri staccate di pochissimi secondi ed in lotta diretta tra di loro, hanno concluso con un distacco di 22 secondi, regalando una delle più entusiasmanti edizioni degli ultimi anni.

Con l'Audi R15 vittoriosa nella prima apparizione ed una Peugeot relegata ancora una volta al ruolo di inseguitrice, si apre una corsa alla 24 Ore di Le Mans che sorride alla casa di Ingolstadt. Oltre al secondo posto del trio Montagny-Bourdais-Sarrazin (peraltro partiti ai box per un malfunzionamento idraulico), pesano i problemi della vettura di Christian Klien, Nicolas Minassian e Pedro Lamy. Ad un guaio all'impianto di condizionamento che nelle fasi iniziali era costato diversi giri, si sono sommati la rottura del cambio nel finale e qualche errore di troppo da parte dei piloti, con Christian Klien a volte più irruento del necessario. I buoni calcoli, insomma, non sono mancati, ma senza la possibilità di metterli in pratica. Cosa resa molto più difficile dal fatto che, come sempre, non si è potuto contare su due vetture in grado di concludere al top. A consolare il leone ci sarà forse la débacle Acura: colpita da un vasto repertorio di problemi, la ARX02a si è pienamente espressa solo nelle mani di Scott Dixon, unico a tenere un ritmo simile a quello delle vetture diesel. L'umiliazione finale è rappresentata dal quarto posto assoluto di Fernandez e Diaz sulla vecchia ARX01b, unici al traguardo in LMP2 dopo la caporetto delle Lola-Mazda del Dyson Racing.

Tre le GT, al successo della Corvette di O'Connell, Magnussen e Garcia si è unita la bella affermazione di casa Risi, con Salo, Kaffer e Melo, arrivato negli USA in extremis per problemi di visto. La Ferrari campione in carica a Le Mans ha dominato in lungo e in largo la corsa dopo una qualifica poco soddisfacente. In seconda posizione si è piazzato Gianmaria Bruni, accompagnato da Luis Perez Companc e da un sorprendente Matias Russo, vera carta vincente per la conquista del risultato finale. Disastro per le Porsche: coinvolta in un contatto iniziale, la 997 di Bergmeister-Long-Lieb ha chiuso la sua rimonta verso il podio dopo una colpevole toccata con la Panoz di Farnbacher e James (poi terza classificata). La stessa sorte è toccata agli uomini Farnbacher mentre, incredibilmente, non si sono nemmeno visti al via gli equipaggi del VICI Racing. Doppio ritiro in casa BMW: le M3 E92 hanno sofferto problemi di motore già prima del via, pur mostrando a tratti un passo gara all'altezza di quello di Ferrari e Porsche. Per il team Rahal si tratta ora di puntare tutto sullo sviluppo.

Marco Cortesi

Nella foto, Dindo Capello

L'ordine di arrivo della 57a 12 Ore di Sebring

1 - Capello-McNish-Kristensen (Audi R15) - Joest - 383
2 - Montagny-Sarrazin-Bourdais (Peugeot 908) - Peugeot - 383
3 - Luhr-Rockenfeller-Werner (Audi R15) - Joest - 381
4 - Fernandez-Diaz (Acura ARX-01b) - Fernandez - 360
5 - Minassian-Lamy-Klien (Peugeot 908) - Peugeot - 356
6 - Magnussen-O'Connell-Garcia (Corvette C6.R) - Corvette - 349
7 - Beretta-Gavin-Fassler (Corvette C6.R) - Corvette - 348
8 - Melo-Kaffer-Salo (Ferrari F430) - Risi - 332
9 - Russo-Perez Companc-Bruni (Ferrari F430) - Advanced - 330
10 - Farnbacher-James (Panoz Esperante) - PTG Panoz - 329
11 - Bergmeister-Long-Lieb (Porsche 997) - Flying L. - 326
12 - Law-Nieman-Van Overbeek (Porsche 997) - Flying L. - 326
13 - Krohn-Jonsson-Van De Poele (Ferrari F430) - Risi - 325
14 - Robertson-Robertson-Murry (Ford GT) - Robertson - 303
15 - Brabham-Sharp-Franchitti (Acura ARX-02a) - Primetime - 302
16 - Werner-Henzler-Lietz (Porsche 997) - Farnbacher - 274