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20 Mag 2009 [15:46]

Shock! Parigi boccia la Ferrari
Alonso: meglio la Rossa della F.1

Il primo round va a Mosley. Uno a zero per la FIA, e palla al centro, sempre ammesso che qualcuno sappia dove è il centro. Il Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi ha bocciato il ricorso della Ferrari contro il regolamento approvato dalla Federazione Internazionale per il 2010 tetto di 44 milione di euro ai budget e doppia velocità, la mossa legale che tanto aveva fatto infuriare Mosley. Motivo: la Ferrari fa parte del Consiglio Mondiale dell'automobilismo e avrebbe dovuto far presente davanti al Consiglio stesso le proprie obiezioni. E le norme contenute nel nuovo regolamento, secondo il giudice, non prefigurano rischio di danni o illeciti.

LE REAZIONI

Ora si tratta si vedere se Maranello tornerà sui propri passi e deciderà comunque di iscriversi al Mondiale del prossimo anno (il periodo per la notifica ufficiale è compreso fra il 22 e il 29 maggio, quindi si tratta di pochissimi giorni), tentando un compromesso da una posizione indebolita, o terrà duro come aveva minacciato Luca Di Montezemolo. Scegliendo di correre in altre categorie o inventandosi un Mondiale alternativo. Stamattina intanto il sito della Ferrari ha giocato sul sarcasmo pesante, attaccando l'annuncio dato da Mosley sulle candidature di nuovi team a entrare nel circus nel 2010:

"Facevano fatica a credere ai loro occhi gli uomini e le donne della Ferrari stamattina quando hanno letto sui giornali i nomi delle squadre che hanno manifestato la loro intenzione di correre il prossimo anno in Formula 1. A scorrere l'elenco, trapelato ieri da Parigi, si fa fatica a trovare un nome degno di nota, uno di quelli per cui andare a spendere 400 euro a testa per un biglietto in tribuna per un Gran Premio (più spese di viaggio e soggiorno..). Wirth Research, Lola, USF1, Epsilon Euskadi, RML, Formtech, Campos, iSport: queste sono le squadre che l'anno prossimo dovrebbero competere nella Formula 1 a due velocità voluta da Mosley. Ma un campionato del mondo con queste squadre, con tutto il rispetto per loro, può avere lo stesso valore della Formula 1 di oggi, dove si affrontano la Ferrari, i grandi costruttori automobilistici e team che hanno fatto la storia di questo sport? Non sarebbe più adeguato chiamarla Formula GP3?".

A fianco della Ferrari nei giorni scorsi si erano schierati più o meno tutti i grandi costruttori e quasi tutti i team dell'attuale Mondiale, con l'eccezione di Williams, Brawn Gp e Force India. E Fernando Alonso, in predicato di passare presto alla guida di una Rossa, proprio prima della sentenza aveva dichiarato che dal suo punto di vista correre con la Ferrari è più importante che correre in F.1. Un'anticipazione di quello che succederà?
Uscendo dal Tribunale parigino i legali della Ferrari non hanno rilasciato commenti, ma sicuramente a Maranello si sta già studiando una nuova strategia. Dalle Grandi Istanze, la palla è passata alle Segrete Stanze.

IL RETROSCENA

Resta ora da capire quale sarà la prossima mossa delle Rosse. Mosley nel frattempo gongola. Da grande amico di Maranello in un anno è passato a nemico giurato della Scuderia. A sparigliare i giochi è sicuramente stata la crisi economica, che deve aver convinto Mosley e la Fia che legarsi mani e piedi a Case che possono decidere di uscire dalla F.1 da un momento all'altro (vedi il caso Honda), badando più al fatturato che allo Sport, non era poi così sicuro. Ma sul ribaltarsi delle alleanze forse hanno pesato anche fatti privati, lo scandalo sessuale che l'anno scorso ha investito Mosley.

Che forse nell'occasione non si è sentito tutelato a sufficienza dagli "amici", e che può aver visto nella candidatura ombra di Jean Todt a prossimo presidente della Fia un attacco personale. Dall'unirsi di queste due situazioni, lo scoppio di una guerra feroce. E' davvero possibile, infine, immaginare una F.1 2010 senza Ferrari, ma anche senza McLaren, Renault, Toyota e Mercedes? Per il tifoso italiano sicuramente no. Ma all'estero probabilmente si guarderebbe anche a quali piloti verrebbero contrattualizzati e messi in pista dalle nuove, "squattrinate" scuderie. Insomma, la partita è ancora apertissima e rischia di intorbidire ancora a lungo le acque di un Mondiale che si avvia diventare il più tormentato e discusso della storia.

Stefano Semeraro
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