Massimo CostaA quanto pare qualcuno è rinsavito. Il torneo di tennis più famoso al mondo, Wimbledon, parte del Grande Slam, dal prossimo anno
non inviterà più alcun influencer. Così si chiamano coloro che non dotati di particolari talenti, si auto celebrano producendo video banali che inseriscono su varie piattaforme social. Il dramma è che poi c'è gente che a migliaia, centinaia di migliaia, segue questi soggetti. Ma chi sono gli influencer? Per lo più ragazze di bel aspetto che sfruttano questa loro particolare grazia, non di poco conto, pubblicizzando prodotti vari. E vengono invitate "per portare il nostro sport a coloro (i follower del soggetto influencer) che abitualmente non lo seguono.
Ma torniamo al punto iniziale. Scrive la nota rivista, anche online,
Tennis Italiano: "La prima settimana degli US Open è ormai terminata, e tanti sono stati gli argomenti che hanno animato il dibattito sui social e non solo. Tra questi, uno dei più sentiti è stato il
difficile rapporto tra gli influencer e il torneo. Dotati di regolare accredito concesso dal torneo, in più di un’occasione la creazione di contenuti da parte di queste persone ha arrecato un vero e proprio danno ai match che si disputavano in campo. L’episodio occorso durante il match tra Osaka e Zakharova è forse il più emblematico, costringendo addirittura il giudice di sedia a intervenire per poter far riprendere regolarmente il gioco".
"Se è inevitabile scontrarsi con queste nuove realtà comunicative, è altrettanto necessario interrogarsi su come volerle approcciare. E se lo US Open ha concesso ben
100 accrediti per creator e influencer, non dello stesso avviso sembra essere il torneo di Wimbledon. Secondo quanto diffuso da ‘Press Association‘, infatti, l’All England Club sembra intenzionato a utilizzare il pugno duro in vista dell’edizione 2027 e non concederà alcun tipo di accredito riservato agli influencer. La volontà del torneo è di preservare la natura che da sempre anima i Championships, ben diversa da quella spettacolare e rumorosa che caratterizza gli US Open".
"Si specifica, inoltre, che l’All England Club si occupa annualmente di rivedere le politiche legate alla comunicazione, incluse quelle relative ai Social Media. La scelta di non accordare a influencer e creator accrediti speciali è quindi una precisa volontà del torneo, e per questo sarà interessante capire se – nei prossimi anni – ci sarà una progressiva apertura a questa nuova realtà".
.jpg)
Recentemente ha destato scalpore e fastidio, molto fastidio, ciò che si è verificato alla
Vuelta spagnola di ciclismo. Una influencer locale (foto sopra mentre presenziava anche nel GP di Catalogna) poneva imbarazzanti domande ai protagonisti della corsa a tappe, si intrometteva ovunque, si intrufolava nei van delle squadre . E' dovuto intervenire l'organizzazione della Vuelta che le ha proibito di avvicinare squadre e ciclisti. In Spagna si è scatenato così un vero putiferio sulla inutilità degli influencer nei contesti sportivi.
In Formula 1, sono invitati come non mai. Si ricorda un divertente episodio di una influencer invitata dalla Williams in un certo Gran Premio. Trovatasi seduta a fianco di Carlos Sainz, la ragazza gli chiese chi mai fosse tra lo stupore generale. Insomma, venne sottolineato come tale influencer non si prese minimamente la briga di avere un minimo di preparazione su ciò a cui stava assistendo.
Dopo Monza, abbondano sui vari social video delle influencer, invitatissime, sul weekend del Gran Premio italiano. State tranquilli, in Formula 1 gli/le influencer ci saranno sempre, anzi, saranno sempre e sempre di più . Questo ormai è lo stile di Liberty Media e anche dei team, indietro non si torna, finché qualcuno/a non combinerà qualche grosso guaio a... Chinatown...