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28 Dic 2014 [13:25]

L’intervista – Michele Beretta
‘Nel 2015 punto al riscatto’

Antonio Caruccio

Michele Beretta sarà nuovamente tra i protagonisti del FIA F.3. Dopo aver debuttato quest’anno con la Eurointernational, come sapete il lombardo si è accordato col team Mucke con l’intento di ripetere la serie e togliersi qualche soddisfazione. Una carriera iniziata un po’ tardi la sua, a soli 17 anni, ma che lo ha velocemente portato ad essere uno dei pochi piloti italiani che hanno varcato il confine nazionale per dimostrare il proprio valore.

Che bilancio puoi trarre del 2014?
“Non è stata una stagione facile. Il campionato FIA F3 è di altissimo livello, con tante macchine e sinceramente mi aspettavo di poter raggiungere qualcosa in più negli ultimi round. Ma ci sono stati molti fattori a determinare un'annata difficile: la mia inesperienza, qualche difficoltà di troppo con la macchina, la mancanza di un compagno fisso per tutta la stagione, così non siamo riusciti a raccogliere quanto ci fossimo prefissati. In alcune occasioni faticavamo ad essere tra i primi venti in qualifica, anche se poi in alcune gare sono riuscito a gestire bene la situazione e recuperare terreno”.

Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato, provenendo da un contesto nazionale quale quello della F.Abarth?
“Ho trovato sicuramente una diversa serietà del campionato. Sono stato spesso chiamato dai commissari per questioni riguardanti le bandiere gialle o i limiti del tracciato, che invece nell'Abarth venivano lasciati al caso. Nel FIA F.3 invece, i piloti hanno sempre il fiato sul collo e questo sicuramente cambia il modo con cui ti approcci alla guida, come mi è successo a Mosca e Hockenheim”.

Qual è stato il peggior momento dell’anno?
“Direi Budapest. Dopo avervi disputato i test invernali, siamo tornati in Ungheria per una delle prime prove della stagione, ma eravamo praticamente dispersi, prendevamo quasi due secondi e mezzo dai primi. Rispetto ai test erano cambiati i riferimenti e a quel punto è stato difficile riuscire a mettere insieme un bel fine settimana. Era il primo weekend senza Agostini, quindi mi mancavano anche i riferimenti interni alla squadra”.

Il migliore invece?
“Ci sono stati alcuni momenti piacevoli. Sicuramente il podio conquistato tra i rookie in un circuito difficile come Pau, il primo cittadino su cui abbia corso. Ma anche le gare finali di Hockenheim sono state buone. Rispetto alla Francia, dove fattori esterni sono intervenuti, come ritiri per incidenti e safety-car, in Germania ho avuto un buon ritmo, lottato direttamente in pista e conquistato delle buone posizioni”.

Nelle scorse settimane hai annunciato l’accordo con Mucke per il 2015. Come siete arrivati all’intesa?
“Mucke è l’opzione migliore, sempre tra i primi insieme a Prema e Carlin. Ho avuto modo di provare anche con loro, ma il feeling che si è creato con tutto il personale tedesco ha fatto in modo che insieme al mio manager Andrea Piccini, abbiamo deciso di orientarci su questa scelta”.

Avete già avuto modo di provare. Come ti sei trovato con loro?
“Già prima della fine della stagione, precedentemente alla gara di Imola, avevo provato con Mucke. Poi, ci sono stati i test invernali e su piste come Valencia e Barcellona sono andato molto bene, soprattutto confrontando i vecchi riferimenti”.

Sei il primo italiano ad avere annunciato la tua partecipazione alla serie. Che obiettivo di sei posto per questa stagione?
“Avremo il vantaggio di poter usare i dati di piloti come Felix Rosenqvist e Lucas Auer, quindi penso che disporremo di una buona base. Vorremmo poter essere facilmente tra i primi quindici, ambendo a poter poi entrare con regolarità in top-10”.

Hai avuto modo di stare a stretto contatto con Max Versappen. Cosa ti ha maggiormente colpito? Pensi sia pronto per la F1?
“Se è pronto non lo so, lo scopriremo tutti in Australia, al primo GP F.1. Nelle prove libere che ha fatto nel mondiale quest’anno si è dimostrato all’altezza. Personalmente sono rimasto molto impressionato della sua naturalezza alla guida, della facilità con cui arrivava subito al limite, soprattutto a Pau dove invece tutti gli altri erano molto più cauti”.

Come ti preparerai per arrivare pronto all’inizio della prossima stagione?
“Ci sarà un gran lavoro da fare. Lavorerò tanto al simulatore di Mucke per prepararmi all’approccio della qualifica, oltre che la simulazione di un weekend di gara. Farò anche tanto lavoro fisico per non farmi cogliere di sorpresa”.