Davide Attanasio
Sta un po' passando in cavalleria, come se fosse scontato, il fatto che questo weekend un pilota italiano potrebbe vincere un campionato importante come il Regional europeo. A Hockenheim, dove un po' presto rispetto alle abitudini si chiuderà la stagione 2026,
Emanuele Olivieri del team R-Ace avrà l'opportunità di diventare il secondo rappresentante tricolore a potersi fregiare di tale riconoscimento.
Il primo,
Andrea Kimi Antonelli, è ormai sulla bocca di tutti, e non ci sarebbe nemmeno bisogno di nominarlo. Il bolognese, nel 2023 in forza al team Prema, vincendo gara 2 a Zandvoort divenne aritmeticamente campione con due gare d'anticipo. Non ci fu quindi bisogno di arrivare a Hockenheim per l'attuale leader del Mondiale di F1, che all'inizio di quell'annata fece suo anche il Regional Middle East.
Regional Middle East che Olivieri non può disputare a tempo pieno, entrando in corsa negli ultimi due appuntamenti di Dubai e Lusail. Non una situazione facile per il classe 2008, che si presenta ai nastri di partenza della stagione europea con meno chilometri e quindi
meno esperienza su una nuova monoposto (la Tatuus T-326) rispetto a quelli che si sarebbero rivelati i suoi principali rivali.
Uno scotto che non può che aver pagato nel primo appuntamento di
Spielberg. Olivieri è già veloce, ma nella prima corsa stalla dalla terza fila non riuscendo a fare meglio della 17esima posizione, poi divenuta 20esima per avere usato la race mode durante il primo giro. Settimo in gara 2, la tappa austriaca si conclude con un ritiro, causato da un tamponamento al via da parte del compagno Yuki Sano; ma anche in questo caso, fosse partito meglio non ci sarebbero stati problemi.

Già a
Zandvoort, la situazione migliora. Il primo podio stagionale, ottenuto in gara 1, lo vede chiudere anche con il giro veloce; in gara 2 non arriverà nulla di meglio di una sesta posizione, anche perché durante la seconda qualifica una bandiera gialla esposta durante il suo ultimo tentativo gli impedisce di puntare alla pole position. A
Spa, invece, "Manu" impressiona nelle libere salvo poi non incidere sul più bello (sesto e ottavo).
A conclusione della tappa belga, Olivieri si trova al sesto posto della classifica, staccato di 54 lunghezze dal leader (nonché compagno di squadra), Rashid Al Dhaheri, di 53 da Sebastian Wheldon (MP Motorsport) e di 41 da Kean Nakamura (Prema), il trio delle meraviglie che forse non aveva messo in preventivo quello che sarebbe successo da Monza in avanti.
Perché è da Monza che tutto cambia. È da Monza che Olivieri inizia a tradurre in risultati il suo potenziale. Dietro al solo Nakamura in qualifica 1, il piemontese lotta ad armi pari per il successo, arrivando secondo staccato di sette decimi da Kean. Dopo il ritiro nella seconda corsa, la pole nella qualifica 2 gli garantisce la prima partenza dal palo stagionale; per vincere, Olivieri se la deve vedere ancora con Nakamura, ma stavolta andrà male al junior Williams, che si ritirerà a Lesmo 1 mentre tentava di affiancarsi a Emanuele.
Rotto il ghiaccio con la prima vittoria, Olivieri diventa
il quarto incomodo, sempre alle spalle di quei tre che gara dopo gara si scambiavano continuamente di posizione.
A Budapest, pur non brillantissimo come i compagni Sano e Al Dhaheri, "Manu" sfrutta la forza del pacchetto R-Ace per finire quarto e secondo, mentre a
Le Castellet - nonostante una magnifica pole in Q2 poi cancellata per un'infrazione regolamentare - due corse coriacee, terminate in piazza d'onore, porteranno il pilota di Canelli a -20 dalla vetta. Sempre quarto, ma a -20.

Il rientro dalla pausa estiva, a
Imola, è un trionfo: pole, vittoria e giro veloce tra Q1 e gara 1, nono in gara 2 (da 12esimo) su una pista dove sorpassare si rivela difficilissimo, secondo in gara 3 con tutti i suoi avversari a debita distanza. In tre gare, da -20 Olivieri scavalca tutti, e ora
proprio 20 sono i punti di vantaggio su Wheldon, primo degli inseguitori quando di gare ne restano solamente due.
Non si vuole cantare vittoria troppo presto. Anzi, sarebbe pericoloso esporsi in tal maniera. Olivieri è ancora lontano dal bersaglio grosso, ma
indipendentemente da tutto gli andranno fatti i complimenti per non aver mai mollato al cospetto di piloti (Wheldon-Andretti, Nakamura-Williams, Al Dhaheri-Mercedes) già ben inseriti nelle più prestigiose academy del motorsport. E anche perché, ripetiamo, tutto questo sta un po' passando in secondo piano. Questo weekend, badate bene, ci sarà vita anche oltre al Madring...
Il campionato a due gare dal termine (56 punti ancora in palio)1.Olivieri 200 punti; 2.Wheldon 180; 3.Nakamura 175; 4.Al Dhaheri 165; 5.Francot 123; 6.Abkhazava 85; 7.Hanna 74; 8.Ninovic 63; 9.Chi 61; 10.Munoz 56; 11.Sano 55; 12.Popov 50; 13.Gomez 48; 14.Bondarev 37; 15.Štolcermanis, Przyrowski 32; 17.Seewooruthun 30; 18.Roussel 28; 19.Sæter 27; 20.Gowda 25; 21.Anurag 20; 22.Almaosherji 15; 23.Macedo, Daryanani 10; 25.Dupé 8; 26.Giaccardi 6; 27.Costa 4.