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26 Nov 2019 [13:18]

A Yas Marina si conclude la
fantastica favola di Kubica in F1

Massimo Costa

Domenica sera la F1 sarà un po' più povera. La grande favola di Robert Kubica si concluderà sul circuito di Yas Marina dopo una sola stagione agonistica con la Williams-Mercedes. Una storia unica che purtroppo, per via di una monoposto assolutamente non competitiva, non ha trovato le basi per divenire anche un racconto di quelli indimenticabili. Per la seconda volta, Kubica esce dal Mondiale F1 ed è curioso notare che nella sua prima parte di carriera era stato sempre il circuito di Yas Marina a mettere il punto. Era il 2010 e Robert al volante della Renault aveva concluso la gara al quinto posto dopo essere partito undicesimo. Dopo pochi mesi, settimane, il dramma che gli ha cambiato la vita.

E' stato un 2019 molto complicato per Kubica e anche per il suo compagno George Russell. Ventuno gare trascorse in fondo agli schieramenti di partenza e un punticino miracoloso da lui raccolto a Hockenheim, uno dei Gran Premi più pazzi del 2019 condito anche da penalizzazioni altrui che gli hanno permesso di raggiungere una insperata top 10. Ma, mai dire mai. E’ vero, nessuno ha voluto Kubica per il 2020, la stessa Williams dopo averlo tenuto in panchina per tutto il 2018 e rilanciato ufficialmente quest’anno, non gli ha permesso di avere una seconda chance per far spazio a Nicholas Latifi, terzo nel campionato di F2. Ma lo stesso pilota polacco aveva ormai deciso da tempo di non ripetere l’esperienza con la Williams, troppi e insormontabili i problemi emersi, non ultimo un rapporto non propriamente idilliaco con Claire Williams, imputata numero uno per lo sfacelo in cui è precipitata la gloriosa squadra inglese.

In questi giorni si è parlato molto di un possibile ingresso di Robert nel team Haas come terzo pilota di supporto a Kevin Magnussen e Romain Grosjean. Sarebbe un contributo senza dubbio prezioso e che lo introdurrebbe anche nell’ambito Ferrari considerando che la squadra americana è spinta da power unit fornite da Maranello. Quella Ferrari che lo aveva fortemente voluto per il campionato 2012 per posizionarlo al posto di Felipe Massa e al fianco di Fernando Alonso. E chissà quali risultati avrebbe potuto ottenere... Kubica dunque, potrebbe rimanere nel paddock della F1 affiancandovi un programma ambizioso nel DTM o con Audi o con BMW. Questi i progetti a breve termine per la sua rinnovata seconda carriera. “Per me è già stato un grande successo aver dimostrato di poter competere in F1. Peccato che la Williams non mi abbia permesso di esprimermi al meglio tanto che, alla fine, anche io non ho capito fin dove potevo spingermi, quali traguardi potevo raggiungere”, ha spiegato recentemente Robert.

E difatti è così. Se in qualifica il suo compagno di squadra, al debutto in F1, George Russell, lo ha sempre battuto, in gara l’esperienza del polacco si è spesso fatta sentire, ma il resto del gruppo era sempre troppo lontano. Sia per lui sia per Russell. Certamente, con una Haas o una Racing Point, tanto per fare un esempio, Kubica si sarebbe trovato serenamente a centro gruppo, ma tant’è, così è andata e lo stesso Robert non fa drammi: “Sapevo che sarebbe stata una sfida estremamente complicata tornare in F1, ci ho pensato almeno sei settimane l’anno scorso prima di buttarmi in questa avventura. Sono contento di averci provato, di essere stato qui. Certo, potevo prendermela comoda puntando al DTM o al GT, cogliendo le opportunità che mi si erano presentate, categorie divertenti, con minore stress e dove avrei potuto lottare per posizioni più importanti. Ma la F.1 era il mio obiettivo e non mi pentirò mai di averci provato”.

Domenica, Kubica taglierà il traguardo finale dei 97 Gran Premi disputati in carriera, una vittoria all’attivo a Montreal 2008 con la BMW, una pole a Sakhir 2008, dodici volte in totale sul podio tra il 2006 e il 2010: nove con la BMW, tre con la Renault. Per quattro volte è partito dalla prima fila, tre nel 2008, una nel 2010. Una grande storia per un grande uomo. Ma che non finirà a Yas Marina. E chissà che quel numero 97 non possa aumentare. In fondo, le belle avventure vorremmo sempre che non si concludessero mai.
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