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17 Apr 2026 [11:00]

ACO e FIA oscurano il BoP: non verrà
più pubblicato per evitare speculazioni

Michele Montesano - DPPI Images

D’ora in avanti per il pubblico sarà quasi come osservare un gioco senza conoscere le istruzioni. Dopo aver vietato, già dallo scorso anno, al personale delle squadre di parlare del BoP (Balance of Performance), FIA ed ACO hanno deciso di non rendere più pubblici i suoi parametri prima di ogni gara del Mondiale Endurance. Una presa di posizione che lascia interdetti ma che, a detta degli organizzatori, è stata giustificata per evitare possibili speculazioni.

Introdotto nel FIA WEC a partire dal 2021, il BoP è nato con l’obiettivo di equiparare le vetture di classe Hypercar, una categoria che unisce sia le LMH che le LMDh, quindi prototipi nati da regolamenti differenti e filosofie tecniche diverse a partire dalle motorizzazioni e dalla trazione. Si è quindi cercato di livellare le prestazioni e soprattutto di contenere una possibile escalation di costi.



Com’è andata lo sappiamo tutti. A fronte di un gran numero di vincitori diversi, sono stati sollevati altrettanti malumori dai team che non sono riusciti neppure a sfiorare la zona podio. In alcuni casi il BoP è stato utilizzato anche come una scusa per una prestazione nettamente al di sotto delle aspettative. Proprio per tale motivo, già dalla passata stagione si era deciso di vietare ai tram di parlare del BoP.

Ora alla vigilia della 6 Ore di Imola, primo appuntamento del WEC 2026, è arrivata la decisione di fornire i dati relativi a pesi, potenze e parametri energetici delle vetture solamente alle squadre escludendo, così, il pubblico. Alla base di tale scelta c’è la convinzione che il sistema sia diventato troppo complesso per essere interpretato correttamente senza accesso a tutte le informazioni necessarie.



Il BoP è infatti il risultato di un processo articolato su due livelli. Il primo riguarda l’omologazione delle vetture, effettuata durante l’inverno con test approfonditi, tra cui quelli nella galleria del vento Windshear negli Stati Uniti. In questa fase vengono analizzati parametri fondamentali come resistenza aerodinamica, carico, baricentro, consumo di carburante e configurazione della trasmissione di ogni singola Hypercar.

Il secondo livello è invece dinamico e si sviluppa nel corso della stagione. Si tratta del cosiddetto rolling BoP, un sistema che utilizza i dati raccolti nelle gare per affinare il bilanciamento. Non si tratta di una semplice media dei tempi sul giro, ma di un’elaborazione complessa che prevede la selezione e la “pulizia” dei dati. Vengono esclusi, ad esempio, i giri influenzati da gestione del carburante, risparmio gomme o traffico, nel tentativo di isolare il vero potenziale prestazionale delle vetture.



Un discorso a parte riguarda i nuovi costruttori, come Genesis, che debutta quest’anno nella classe Hypercar senza dati di gara pregressi. In questi casi, il BoP iniziale viene definito prendendo come riferimento le vetture più competitive del lotto, per poi essere progressivamente aggiornato man mano che emergono i dati reali dalle prestazioni in pista.

Questo lavoro di analisi porta poi a correzioni mirate su peso e potenza, calibrati non solo per ogni vettura ma anche per ogni singolo circuito. Ed è proprio qui che nasce una delle principali difficoltà di comprensione per il pubblico: due auto possono avere un potenziale equivalente pur con numeri completamente diversi, perché diverse sono le loro basi tecniche.



Secondo i vertici di ACO e FIA, pubblicare solo i numeri finali senza fornire anche i parametri di omologazione significa offrire una visione parziale e potenzialmente fuorviante. Senza conoscere il punto di partenza, diventa impossibile comprendere l’evoluzione del BoP e le logiche che lo guidano. Da qui la decisione di interrompere la pubblicazione delle tabelle, nel tentativo di evitare polemiche e interpretazioni errate che negli ultimi anni hanno alimentato discussioni accese nel paddock e tra gli appassionati.

Il sistema in sé, invece, resta sostanzialmente invariato rispetto al 2025. I dati delle stagioni precedenti continuano a essere considerati rilevanti, nonostante gli aggiornamenti aerodinamici introdotti dai costruttori e l’arrivo di una nuova gamma di pneumatici Michelin. Le variazioni tra un anno e l’altro sono infatti contenute entro limiti regolamentari piuttosto rigidi, e questo permette agli organizzatori di utilizzare una base storica affidabile per aggiornare, di gara in gara, il BoP.
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