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17 Ago 2017 [14:56]

Addio Masters F.3 di Zandvoort
Ecco perché è stato cancellato

Massimo Costa

In questo periodo, negli ultimi anni, si è sempre svolto il Masters F.3 di Zandvoort, ma questa stagione è stato cancellato. La bella iniziativa scattata nel 1991, quella di creare nel continente una prova internazionale della serie cadetta che raggruppasse tutti i migliori piloti e team dell'europeo e dei campionati nazionali, preludio del GP di Macao che tradizionalmente chiude la stagione, ha via via perso di importanza fino a venire cancellata per il 2017. Ventisei edizioni, quasi tutte disputate sul circuito di Zandvoort con l'eccezione del 2007 e 2008 quando si corse a Zolder. A rendere ancora più triste l'assenza del Masters F.3 dal calendario, la scomparsa del suo storico promotore Barry Bland (71 anni) avvenuta lo scorso 6 luglio, l'uomo che era anche il grande organizzatore dell'evento di Macao, ora nelle mani della FIA. La fine di un'era.

Perché il Masters di Zandvoort ha visto svanire quell'aurea di gara da non mancare a tutti i costi? Uno dei motivi è da ricercare nel calendario del FIA F.3 che (a parte il 2013 e 2014) nell'ultimo decennio ha sempre inserito un appuntamento sul circuito olandese. Capitava così che a distanza di poche settimane si corressero a Zandvoort la prova del campionato continentale e poi il Masters, che inevitabilmente ha perso la sua primaria peculiarità: un evento in gara unica su un circuito extra.

Seconda causa, la scomparsa dei tornei nazionali. Negli anni belli, diversi contendenti della F.3 italiana, tedesca, francese, inglese, spagnola, andavano a unirsi ai partecipanti dell'europeo per misurarsi in quella prova singola che decretava il "campione". Ci furono anni in cui si raggiungevano numeri elevatissimi di partecipanti e chi non si qualificava tornava a casa.

Terza conseguenza, le caratteristiche del circuito. Sebbene gli appassionati olandesi abbiano sempre affollato tribune e prati circostanti il tracciato, le caratteristiche della pur non facile pista vecchio stile, rendevano la corsa una noiosa sfilata di monoposto. Tutto in pratica si decideva in qualifica. Non si è mai capita l'ostinazione di far disputare il Masters a Zandvoort, soprattutto quando questa pista era anche nel calendario del FIA F.3. Perché non spostarlo su altri autodromi, come l'impegnativo Circuit de Catalunya per esempio, che la F.3 europea da sempre snobba e che a un pilota torna utile considerando che GP3, F.2 e F.1 sono di casa? Mistero.

Il Masters è poi stato disertato nelle ultime edizioni dalla squadra pluricampione della F.3, la Prema, che lo ha ritenuto un inutile dispendio di forze in piena stagione agonistica. Va anche aggiunto, che per molti piloti l'esborso economico richiesto per correre il Masters rappresentava spesso un muro invalicabile in questi anni di crisi.

Ma non è tutto: la comunicazione mediatica nelle ultime edizioni rasentava livelli dilettanteschi. Mancava un ufficio stampa dedicato all'importanza dell'evento (o forse non lo era più...), un sito internet, servizi fotografici, social media dedicati. Si andava a Zandvoort nella più totale oscurità mediatica e solo la buona volontà di alcuni giornalisti che credevano in questa corsa ha consentito al Masters di trovare una certa, ma sempre insufficiente, visibilità. Certamente, colpa del buon Bland e del suo staff che evidentemente non riuscivano a stare al passo con i tempi e dello stesso circuito di Zandvoort che non si è prodigato mai più di tanto. Storia diversa a Macao, dove entrano in gioco gli enti locali.

Il Masters non rappresentava neanche più l'evento principe del weekend. Benché vi fossero manifesti dedicati, benché l'orario della corsa fosse quello del primo pomeriggio, il Masters veniva soffocato dal Gran Turismo tedesco e dalla F.4 tedesca, che ne facevano perdere la sua unicità.

Dunque, il Masters non c'è più. Tornerà? Al momento nessuno ne sente la mancanza. Proprio questo weekend, a Zandvoort si disputerà la settima prova del campionato FIA F.3 e tanto basterà. L'impressione è che si sia conclusa una bella parentesi della storia del motorsport, ma che era divenuta anacronistica e priva di senso.