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18 Feb 2022 [12:15]

Analisi tecnica Mercedes W13
Pance arretrate e fianchi zero-size

Michele Montesano

Ancora una volta la Mercedes, con la sua W13, ha alzato ulteriormente l’asticella fra le vetture di Formula 1. Gli uomini diretti da Toto Wolff hanno realizzato una monoposto zero-size in corrispondenza delle fiancate, arretrando anche l’ingresso delle pance. Oltre al mantra della miniaturizzazione, non manca un muso lungo. Continua il nascondino delle presentazioni: in Mercedes hanno diramato dei rendering che presentano qualche discrepanze con la monoposto osservata nel video. Dopo il controverso finale della passata stagione, la nuova nata della Stella avrà l’arduo compito di riportare il titolo piloti in quel di Brackley.

Muso lungo e ala sagomata

Colpisce nella vista frontale il musetto prominente, che si spinge oltre l’alettone anteriore. La forma del naso permette una migliore penetrazione aerodinamica, ma un vanity panel sulla punta fa pensare a qualche possibile nuova soluzione tenuta gelosamente nascosta durante la presentazione.



Il muso si incastra già dal profilo principale dell’alettone, mentre gli upper flap sono stati estremizzati. Questi presentano un vistoso andamento ondulatorio per dirigere i flussi verso il sotto scocca e, al contempo, generare l’effetto Outwash verso l’esterno del profilo. Le paratie verticali convergono internamente, oltre ad essere dotate di un flap curvilineo. La sezione conica del muso presenta uno scavo nella parte inferiore che, lavorando in sinergia con la zona centrale dell’ala, crea un canale d’aria che investe il fondo piatto.



Schema Push Rod

Nessuno stravolgimento sullo schema sospensivo anteriore che è rimasto Push Rod. I triangoli però sono molto più ravvicinati per lasciar passare aria verso il corpo vettura. Inoltre il braccio superiore, che presenta una carenatura a gomito, pare inglobi anche il tirante dello sterzo. Le prese di raffreddamento dell’impianto frenante sono composte dalle due classiche orecchie dotate di canalizzazioni interne.



Fianchi zero-size e pance arretrate

In Mercedes hanno optato per un concetto base diametralmente opposto a quanto visto sulla Ferrari F1-75. Nessun doppio fondo o pance con la canalizzazioni superiori, bensì dei fianchi quasi inesistenti. Vista dall’alto si nota come in Mercedes hanno cercato di avanzare l’abitacolo, con l’obiettivo di centrare la Power Unit ottimizzando il bilanciamento della vettura stessa. Tutta la parte meccanica è stata compattata al centro per ridurre il volume delle fiancate in favore di una zona coca cola decisamente ampia.



L’ingresso delle pance è stato arretrato, per non subire le turbolenze generate dal rotolamento degli pneumatici anteriori. Inoltre la bocca presenta una forma squadrata, come già visto su Alpha Tauri e Aston Martin, con un deviatore di flusso verticale per ‘pettinare’ i flussi. Le pance seguono le masse radianti per poi raccordarsi con la zona inferiore della cintura. L’airbox, di forma ovale, presenta 3 canalizzazioni interne per alimentare la Power Unit.



Osservando il cofano motore si intravedono le due gobbe dei plenum del propulsore, oltre una marcata pinna in coda. I tecnici Mercedes hanno studiato accuratamente la fluidodinamica interna della W13 visto che l’unico sfogo è quello presente all’estremità del cofano, in corrispondenza dello scarico.


Pull Rod al posteriore e alettone ondulato



Sul pavimento del fondo piatto, in corrispondenza dell’ingresso delle pance laterali, seppur in maniera meno marcata sono ricomparse le onde. Questa conformazione particolare del fondo serve per regolare le pressioni, fra superficie inferiore e superiore, che subisce la monoposto.



Andando verso la zona coca cola si nota, sempre sul pavimento, una bombatura utile a velocizzare i flussi che investiranno lo scivolo del diffusore. Confermata la sospensione posteriore a schema Pull Rod con il braccio superiore, a schema multi link, che si influcra nel prolungamento della carrozzeria.



L’alettone, sorretto da un monopilone, è caratterizzato da un mainplane sagomato, la conformazione a 2 cucchiai permette il giusto equilibrio fra deportanza e velocità di punta. Inferiormente non manca la beam-wing biplano, mentre l’estrattore è stato gelosamente occultato.



A prima vista la W13 può sembrare una monoposto convenzionale, soprattutto se paragonata alla Ferrari. Ma, ad uno sguardo più attento, si evince che in Mercedes hanno estremizzato ogni componente della vettura, lasciando intravedere anche qualcosa in merito allo sviluppo del fondo piatto. Ricordiamoci inoltre che il team di Brackley è solito stravolgere le monoposto nel corso dei test pre-stagionali, quindi ciò che abbiamo visto è solo l’inizio.
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