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14 Lug 2016 [12:13]

Arrivabene: «Non possiamo più fallire»
Il Gp di Ungheria ultima spiaggia 2016

E rieccoci, puntualmente, all'ultima spiaggia.
Che poi diventerà la penultima, ma in fondo non è così importante.
Importante è il fatto che la Ferrari arranca peggio che nelle peggiori previsioni e che il prossimo Gp di Ungheria sarà un banco di prova determinante per la stagione di Maranello. Continuare a insistere nell'inseguimento a breve termine alle Mercedes, o concentrarsi sulle rivoluzioni del 2017?
Il Presidente Marchionne ha fatto sapere che lui a mollare proprio non ci pensa, ma si sa in questi casi le parole ufficiali e i sentimenti privati spesso non coincidono. L'hashtag di settimana insomma potrebbe essere #mauriziostaisereno, dove Maurizio sta per Arrivabene. Il team principal della Rossa da parte sua ammette – magari non proprio serenamente... – che l'Ungheria rappresenterà bene o male una svolta. «Dopo l'Ungheria non potremo più scherzare. Sarà la gara in cui capiremo che chance abbiamo e a che punto siamo arrivati. Non potremo fallire. All'inizio della stagione abbiamo avuto problemi legati ad alcuni materiali utilizzati per la power-unit; li abbiamo risolti, tanto che oggi il motore è un nostro punto di forza. Ora si tratta di lavorare sull'affidabilità e su altri settori come l'aerodinamica».

Non sono tanto le nuove forze del campionato (vedi Red Bull) a preoccupare Arrivabene, ma i cari nemici di Stoccarda. «I progressi della Red Bull sono buoni per la F.1 perché creano più interesse attorno alle gare, ma la nostra gara resta contro la Mercedes, non contro la Red Bull. Se possiamo vincere il campionato? A questo punto della stagione arrendersi sarebbe sbagliato. Dobbiamo concentraci per risolvere i problemi che restano, e farlo in condizioni non facili. Non è più il momento di rivoluzioni, si tratta di trovare un modo per migliorare il bilanciamento della vettura, e per questo arriveranno degli sviluppi». Nelle ultime due gare a soffrire di più, per colpa del cambio, è stato Sebastian Vettel che ora si ritrova addirittura dietro a Raikkonen in campionato, uno scenario che a marzo era poco prevedibile.

«Silverstone ci ha insegnato che i problemi al cambio non sono legati ad un solo tipo di circuito, già erano emersi a Barcellona e Baku, in Inghilterra sono stati solo più evidenti. Dobbiamo lavorare in fretta, ma è ovvio che ci sono distanze da colmare. E se dovessi scommettere, a parte la scatola del cambio, direi che bisogna intervenire su alcuni aspetti della progettazione e sui materiali».
La miniaturizzazione della scatola del cambio, voluta dai progettisti per migliorare l'aerodinamica, è alla base degli ultimi guai della Rossa. Si è ipotizzato un errore nella scelta dei materiali, ma le scuderie clienti di Maranello non hanno sofferto delle stesse problematiche, quindi l'origine degli inciampi della Ferrari va cercata anche altrove. Ma come dice bene Arrivabene, non è più tempo di fallimenti. Altrimenti rtischia di arrivare la scure di Marchionne, appena rivestita di un maglioncino blu.      
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