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TRIDENT
2 Ott 2012 [15:23]

Auto GP veloce quanto l'Indycar

Quando l’Auto GP ha annunciato che il proprio calendario 2012 avrebbe incluso la pista di Sonoma una domanda ha immediatamente iniziato a solleticare la curiosità degli appassionati: come si sarebbero comportate le Lola-Zytek del campionato se confrontate con le performance dell’IndyCar, cioè il top delle ruote scoperte a stelle e strisce? I due calendari, con la serie americana impegnata in California meno di un mese prima dell’Auto GP, sembravano preparare la perfetta occasione per un raffronto diretto, chance che è poi svanita quando è diventato chiaro che le due categorie avrebbero corso su tracciati diversi: l’Auto GP sulla versione più lunga della pista, mai usata prima da vetture monoposto, mentre la IndyCar sarebbe stata impegnata su un layout più corto, privo della curva 7° e con il tornante finale nettamente anticipato.

A procurare un’alternativa, però, è stato lo stesso Infineon Raceway: il circuito californiano è infatti sede del Simraceway Performance Center, una delle strutture più avanzate degli USA in fatto di preparazione dei piloti tramite sessioni in pista e al simulatore, e proprio il simulatore ha permesso di riprodurre virtualmente il confronto negato nella realtà. Declan Brennan, Marketing Manager di Simraceway, ha voluto spiegare personalmente come è nata l’idea di simulare il testa a testa Auto GP-IndyCar: “Prima che le vetture scendessero in pista per la prima sessione di prove libere ci siamo trovati a discutere con lo staff Auto GP e non abbiamo potuto fare a meno di notare che erano piuttosto dispiaciuti di non potersi confrontare con l’IndyCar sullo stesso layout.

Francamente anche noi eravamo più che curiosi di paragonare le prestazioni della Lola-Zytek con quelle della Dallara DW12 e quindi abbiamo proposto loro questa soluzione ‘virtuale’. Poi, quando Quaife-Hobbs ha tirato fuori quella prestazione straordinaria in qualifica abbiamo capito che il confronto poteva essere davvero alla pari, e metterlo in atto è sembrata un’idea ancora migliore”. Dotato di un modello fisico della vettura IndyCar accuratissimo, sviluppato con la collaborazione del quattro volte campione della serie Dario Franchitti, Simraceway Pro è uno degli strumenti più precisi disponibili oltreoceano per riprodurre le performance e le sensazioni di una vettura da corsa ed è stato quindi la piattaforma ideale per il test: si è deciso di provare il modello IndyCar sul tracciato utilizzato dall’Auto GP, e per guidare la vettura è stato scelto Pål Varhaug, vincitore di Gara 1 in California.

Il pilota norvegese ha preso il suo compito molto seriamente ed ha utilizzato i primi minuti per esplorare le performance dell’IndyCar virtuale con grande attenzione, prendendo confidenza con la vettura e con il software. Poi ha iniziato a spingere, completando un totale di circa 20 giri della pista di Sonoma, con un verdetto decisamente interessante: la miglior performance di Varhaug con l’IndyCar virtuale è stata infatti un 1’26”228, in pratica lo stesso identico tempo che aveva fatto registrare nelle qualifiche dell’Auto GP (1’26”214) e circa 8 decimi più lento della pole di Quaife-Hobbs (1’25”470), un risultato ragguardevole considerando la differenza di budget richiesto fra i due campionati.

Da esperto di simulazioni, essendo nel campo da molti anni, ecco come Brennan ha commentato il risultato: “Abbiamo investito molto tempo e risorse per avere un modello fisico dell’IndyCar accurato e non è un caso che abbiamo scelto una leggenda come Franchitti per svilupparlo insieme a noi. Crediamo che in questo risultato si possano leggere cose interessanti perché sappiamo che il modello che abbiamo è molto vicino alla controparte reale: in un test recente la differenza tra la vera macchina di Dario e quella simulata è stata di solo mezzo secondo, e questo dà l’idea della precisione che abbiamo raggiunto.
L’obiettivo della prova non era stabilire chi fosse più veloce tra Auto GP e IndyCar ma piuttosto capire se su un circuito stradale come Sonoma le due vetture potessero essere considerate sullo stesso livello. Giudicando da quello che abbiamo visto la risposta sembra essere decisamente positiva”.