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21 Lug 2020 [14:32]

Autotecnica Motori entra nel
mondo dei costruttori di custom engines

Il sogno di Giovanni Delfino, co fondatore e CEO di Autotecnica Motori, si è avverato. Lui e la sua formidabile squadra di tecnici, hanno realizzato il primo propulsore della "casa" partendo da un foglio bianco: “E’ stato uno dei miei obiettivi sin da quando, con Renzo Federici, ho pensato di rilevare l’Autotecnica. Quella di Edo, per intenderci. Abbiamo prima consolidato il business, poi lo abbiamo rafforzato, ci siamo mossi verso i clienti esteri e con i costruttori. Abbiamo realizzato uffici, sale prova, un nuovo stabilimento, acquistato attrezzature, macchinari, software e centri di lavoro. Abbiamo assunto ingegneri e motoristi. Ogni 2 o 3 anni una nuova milestone”, dice Delfino.

Ma il sogno era quello di pensare, realizzare e costruire il primo motore Autotecnica. Partendo da un’idea e da un foglio bianco. “Io non ne ero e non ne sarei stato mai capace. Ma con Galliussi, Garavaldi, Silva, Fiorani e tutti i progettisti del nostro ufficio tecnico, il sogno poteva e doveva diventare realtà. Un mix di esperienza e incoscienza, di ingegneria e fantasia, di pragmatismo e dinamismo”. 

E oggi, ci siamo. E’ nato il primo motore interamente progettato dagli ingegneri Autotecnica: un V6 bi-turbo con l’aggiunta dell’opzione hybrid: “I nuovi regolamenti LMDh ci hanno dato la spinta che mancava: dovevamo affiancarci a mostri sacri quali Gibson, Oreca, HPD, AER, Mecachrome, realizzando il nostro motore. Lavorando con un occhio vigile sul mercato dei custom engines, quello dei prototipi, quello delle gare endurance di Le Mans, Daytona, Spa e Nurburgring, ma anche quello delle monoposto Formula 2, Formula 3, Super Formula, delle barchette, delle sport GT e delle hypercar”. 

Insomma, un motore elastico, facilmente adattabile e funzionale per ogni applicazione. Sovralimentato, ma con la possibilità di avere anche la versione aspirata. Sempre con un occhio rivolto al futuro: quello dei propulsori ibridi. Ed il risultato è un gioiello di ingegneria motoristica: un V6 bi-turbo, 3000 cc di cilindrata (ma c’è già l’opzione 3.2 litri con incremento della corsa), una potenza di 680 CV di base che potrà arrivare ad 850 CV con l’utilizzo di un motore elettrico la cui installazione è già stata pensata e realizzata, oppure ridursi ai 460 HP della versione aspirata. Iniezione diretta centrale, possibilità di doppia iniezione, basamento ricavato dal pieno per una lunghezza del propulsore inferiore a 450 mm, carter secco e pompe integrate, una potenza specifica di circa 4 CV/kg sono alcune tra le caratteristiche di un propulsore di cui oggi è disponibile un’anteprima, ma che a breve verrà svelato in tutte le sue geometrie.
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