Michele Montesano
Non poteva esserci occasione migliore per celebrare i primi 75 anni di Porsche nel Motorsport. Oltre alla festa del marchio di Zuffenhausen, l’E-Prix di Berlino ha visto Nico Müller conquistare il suo primo successo in Formula E. Supportato da una strategia efficace, lo svizzero è stato interprete di una gara perfetta precedendo la Citroën di Nick Cassidy e la Nissan del campione in carica Oliver Rowland.
L’E-Prix di Berlino ha visto una prima fase estremamente combattuta, con diversi piloti che si sono alternati al comando. In particolare il poleman Edoardo Mortara e Rowland hanno dato spettacolo scambiandosi diverse volte la testa della gara. La corsa ha poi iniziato a prendere forma attorno a metà distanza, quando sono entrate in gioco le strategie condizionate sia dall’Attack Mode che soprattutto dal Pit Boost, quest’ultimo presente solamente nell’E-Prix odierno.
È stato proprio in questo frangente che Müller ha costruito la sua vittoria. Rimasto nelle posizioni di vertice con una gestione attenta dell’energia, il pilota Porsche ha anticipato l’attivazione dell’Attack Mode rispetto ai rivali diretti sfruttando al massimo la potenza extra per creare un margine decisivo. In pochi giri lo svizzero ha così scavato un solco di diversi secondi.
Vantaggio che si è rivelato incolmabile per gli inseguitori anche una volta esaurito il boost di potenza supplementare. La sua prestazione, pulita e priva di errori, gli ha poi consentito di controllare il ritmo della corsa fino alla bandiera a scacchi. Müller non ha mai dato l’impressione di dover forzare il ritmo, tanto da tagliare il traguardo con un vantaggio di quasi cinque secondi sugli avversari.
A favorire la fuga dell’alfiere Porsche è stato anche il duello per il secondo posto. Sul finale, Cassidy ha infatti incrociato le armi con Rowland. A lungo in lotta per la vittoria nella prima frazione di gara, il neozelandese della Citroën ha poi dovuto fare i conti con il ritmo inavvicinabile di Müller. Cassidy si è quindi ritrovato a doversi difendere da Rowland.
Proprio l’inglese della Nissan ha messo in atto una strategia diametralmente opposta rispetto a quella del vincitore. Rowland ha tardato sia l’attivazione dell’Attack Mode che la sosta ai box cercando di restare più a lungo in pista per ritrovarsi nei giri finali con una potenza extra. La tattica Nissan però non ha dato i suoi frutti, con il campione in carica di Formula E che si è dovuto accontentare del terzo gradino.
Appena fuori dal podio ha chiuso Mortara. Partito dalla pole position, il portacolori della Mahindra è rimasto coinvolto nella lotta serrata di centro gruppo. Nonostante il quarto posto, Mortara è però riuscito a salire al comando della classifica generale del campionato approfittando delle difficoltà incontrare da Pascal Wehrlein. Il tedesco è infatti incappato in una foratura all’anteriore destra dovendo effettuare una sosta supplementare. Il pilota Porsche ha quindi concluso l’E-Prix mestamente all’ultimo posto.
Quinta piazza per Jake Dennis che ha chiuso davanti a Mitch Evans, entrambi protagonisti di una gara tutta in rimonta. Prestazione convincente anche da parte del rookie Pepe Martí, settimo con la Cupra Kiro seguito da Taylor Barnard, su DS Penske, dalla Mahindra di Nyck de Vries e da António Félix da Costa, quest’ultimo rallentato nel finale da problemi legati alle alte temperature registrate sulla sua Jaguar.
Nelle prime fasi, il team Lola Yamaha ABT ha sparigliato le carte con con Zane Maloney e Lucas Di Grassi saliti al comando delle operazioni, prima di svicolare nelle retrovie. Proprio Di Grassi, tra i veterani della categoria, alla vigila del weekend di Berlino ha annunciato il ritiro a fine stagione. E-Prix complicato anche per altri nomi ben noti quali Sebastien Buemi, Jean-Eric Vergne e Norman Nato, tutti finiti fuori dalla zona punti.
Sabato 2 maggio 2026, gara 1
1 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 39 giri
2 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 4"798
3 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 5"252
4 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 5"898
5 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 8"117
6 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 8"917
7 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 10"142
8 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 10"529
9 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 11"141
10 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 13"051
11 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 13"836
12 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 14"336
13 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 14"596
14 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 14"889
15 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 15"178
16 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 16"036
17 - Lucas Di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 17"195
18 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 18"138
19 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 49"681
Giro più veloce: Pascal Wehrlein 58"648
Ritirati
Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro
Il campionato piloti
1.Mortara 87 punti; 2.Wehrlein 83; 3.Müller 75; 4.Evans 73; 5.Cassidy 69; 4.Da Costa 65; 7.Rowland 64; 8.Dennis 58; 9.Buemi 43; 10.Martí 25.