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1 Ago 2010 [18:12]

Budapest - Webber si rilancia
Hamilton KO, Alonso si avvicina

Mark Webber ha ritrovato la via per la vittoria, cogliendo il quarto successo stagionale, e la prima posizione in classifica. A Budapest il pilota australiano, sostenuto da una Red Bull-Renault nettamente superiore alle altre monoposto, ha saputo resistere fino al 43° giro, infilando una serie incredibile di giri veloci, per sostituire le gomme morbide (che poi tanto soft non erano, come ha sottolineato Fernando Alonso) con quelle dure. Webber ha spinto fortissimo, guidando in maniera impeccabile, cercando di creare un divario su Alonso (secondo) che gli permettesse di tornare in pista al primo posto. Manovra perfettamente riuscita.

Entrato in pit-lane con 23"7 di vantaggio sulla Ferrari, Webber è tornato in gara al comando con quei 4"-5" fondamentali. La vittoria dell'australiano era certamente la meno attesa dopo il 1° giro. Webber era scattato malissimo dalla prima fila venendo superato da Alonso dopo pochi metri. Terzo, sembrava avviato ad un'altra gara senza verve dopo quella di Hockenheim. Invece è accaduto l'impensabile. Un pezzo dell'ala anteriore della Force India di Vitantonio Liuzzi si è staccato rimanendo a centro pista. Inevitabile la safety-car. Sebastian Vettel, il grande sconfitto del GP, chiamato dal team in fretta e furia, è entrato in corsia box al "pelo", saltando sul cordolo di ingresso. Seguito poi da tutti gli altri, non da Webber che ha preferito stravolgere la strategia.

E gli è andata bene. Perché Vettel, nella fase di ripartenza dalla safety-car si è addormentato, come ha detto lui, oppure forse più realisticamente ha fatto il furbo (suggerimento arrivato dal team?) creando uno spazio in metri tra Webber primo e lui, secondo, notevole e non permesso dal regolamento. L'idea è stata che Vettel volesse permettere a Webber di guadagnare secondi importanti su Alonso (terzo), per il momento del suo pit-stop. Vettel si sarebbe ritrovato primo con Webber dietro per una doppietta scritta fin dal sabato.

E invece non è stato così. La direzione gara, sempre attenta e precisa, non ha perdonato a Vettel quel "giochetto", o quella distrazione, e gli ha comminato un drive through che lo ha mandato in bestia. Così mentre Webber volava in testa alla gara, Alonso si è ritrovato secondo senza colpo ferire e Vettel terzo. Quando il tedesco ha raggiunto la Ferrari dell'asturiano, si prevedevano scintille, e invece incredibilmente Vettel non è mai riuscito a portare un attacco vero. Nonostante la sua RB6 fosse più rapida di 1"2 al giro fino al momento in cui stava rimontando. Vettel se l'è cavata affermando che la F10 era più rapida in rettilineo. Tutto vero, ma nel resto del tracciato?

Alonso è riuscito a sparigliare la coppia Red Bull offrendo una prova notevole di velocità e determinazione, azzeccando anche la partenza. E ora si può dire che è a tutti gli effetti rientrato in corsa per la conquista del mondiale piloti. Felipe Massa, quarto, dopo le dichiarazioni baldanzose della vigilia ("Non sono un numero due") non ha fatto altro che essere più lento di Alonso per tutto il weekend. E ormai è avviato ad essere la seconda guida della Ferrari. Volente o nolente.

Primo degli altri un incredibile Vitaly Petrov. Mai visto il russo della Renault così utile alla causa del team. Il quinto posto è eccezionale e arriva nel giorno del ritiro di Robert Kubica, dopo un contatto in corsia box con Adrian Sutil causato dall'uomo del "lecca lecca" del team diretto da Eric Boullier. Rimproverato perché non portava mai punti alla squadra quando ve ne erano le possibilità, ora Petrov ha fatto pienamente il suo dovere rafforzando la sua posizione nel team per il 2011. Buona la corsa di Nico Hulkenberg, sesto con la Williams-Cosworth. Protagonista anche la Sauber-Ferrari con Pedro De La Rosa capace di chiudere al settimo posto e Kamui Kobayashi nono dopo essere partito dall'ultima fila.

È mancata la McLaren-Mercedes. Lewis Hamilton poteva ambire al quarto posto mantenendo la prima piazza in campionato, ma è stato fermato dalla rottura del cambio quando ancora non aveva iniziato a sudare. Jenson Button, solitamente abile nelle rimonte, è riuscito a risalire fino all'ottavo posto. Troppo poco questa volta e nella classifica iridata è stato spinto in quarta posizione. Urge correre ai ripari. Male anche la Mercedes, con Nico Rosberg che ha perso una ruota in pit-lane. Come una bomba innescata si è fiondata in mezzo ai meccanici delle altre squadre colpendo un uomo della Williams, finito all'ospedale.

Vergognosa invece la manovra di Michael Schumacher fatta ai danni di Rubens Barrichello nei chilometri finali. Il brasiliano era stato l'ultimo a cambiare le gomme (dure con le soft) e la sua buona strategia era stata rovinata dalla safety-car. A lungo sesto, Barrichello dopo il pit ha occupato la undicesima posizione. Ha recuperato in fretta sul decimo, Schumacher appunto. In ballo, l'ultimo punto a disposizione. Più veloce, Barrichello ha preso la scia del tedesco davanti ai box e questi non ha saputo far di meglio che stringerlo verso il muro. Ma non in maniera intimidatoria, come spesso usa. Schumacher lo ha proprio accompagnato a pochi millimetri dal cemento e successivamente, finiti i box, oltre la linea bianca. Scorretto e inaccettabile. Niente di nuovo del resto...

Massimo Costa
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