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22 Nov 2013 [14:04]

Ecclestone: «Il mio erede è Horner»

Un sempre più traballante Bernie Ecclestone, incalzato dal processo per corruzione in corso davanti all’alta corte di Londra, ha finalmente indicato il suo possibile delfino. «Christian Horner sarebbe l’ideale – ha spiegato il Supremo alla stampa inglese riunita a San Paolo. – Sarei felice di darli una mano in un periodo di transizione. C’è bisogno di qualcuno che conosca lo sport. Se arrivasse un dirigente estraneo all’ambiente non reggerebbe cinque minuti». Una investitura ufficiale, ammesso che alle parole pubbliche di Ecclestone si possa dare un peso definitivo. Come macigni pesano invece le frasi pronunciate da Donald McKenzie, co-proprietario del fondo di investimento CVC che detiene i diritti commerciali della Formula 1. «Se Ecclestone verrà condannato perderà l’incarico. Per ora gli concediamo il beneficio del dubbio, visto che il business della F.1 non è molto danneggiato da quello che sta succedendo». McKenzie ha poi rivelato che l’impegno della Cvc si è rivelato già dall’inizio «un investimento difficile», visto che le battaglie fra Fia e F.1 e la mancanza di un Patto della Concordia fra il 2006 e il 2009 avevano reso difficile la gestione commerciale del Circus: «era come se marito e moglie non la finissero di litigare per motivi incomprensibili, e noi non sapevamo che fare». Ora, nonostante le questioni giudiziarie di Ecclestone (che da parte sua ha commentato: «anche il processo è un bene, perché si parla tanto di F.1»…), secondo McKenzie «la situazione è molto più stabile». Qualcuno lo spieghi a Caterham, Marussia, Lotus e agli altri team che non riescono a trovare finanziamenti.
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