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24 Gen 2014 [14:24]

Formichiere per la McLaren
che torna al push-rod

Filippo Zanier

Ancora senza main sponsor, la nuova McLaren MP4-29 è apparsa il livrea argentata, lucida al punto da riflettere le superfici dell'MTC, l'avveniristica factory McLaren. Un abito elegante insomma, che quantomeno ha fatto da contraltare a un muso che, come è accaduto per la Williams FW36, farà discutere. Anche in questo caso, infatti, l'altezza minima da terra richiesta dal regolamento è stata raggiunta tramite una prolunga a formichiere, che a questo punto sembra sarà una caratteristiche comune alla maggior parte delle monoposto 2014.

Alle spalle della "proboscide", però, ci sono numerose soluzioni interessanti che meritano di essere sottolineate. I piloni che reggono l'alettone anteriore, infatti, sono carenati in modo ancora più evidente rispetto a quanto visto sulla Williams, e sono seguiti da una coppia di deviatori di flusso ancorati alla parte inferiore del musetto. Quello che viene a formarsi, in conclusione, è un vero e proprio tunnel che conduce l'aria raccolta sotto il muso fino al T-Tray della vettura, tentando così di spingere il maggior quantitativo di aria possibile verso il diffusore posteriore.

Novità all'anteriore, almeno per quanto riguarda Woking, anche per le sospensioni: dopo il fallimentare esperimento con lo schema pull rod sulla MP4-28 dell'anno scorso, si ritorna infatti a un più convenzionale schema a puntone. Spingendosi verso la parte centrale della vettura spiccano le fiancate profondamente scavate sotto le prese d'aria principali, più larghe rispetto al 2013. La necessità di alloggiare un maggior numero di componenti sotto la carrozzeria e di garantire un raffreddamento adeguato a tutti i componenti dell'ERS è stata ovviamente presa in considerazione, ma non è evidentemente stato un limite per la McLaren in quest'area.

Interessante anche l'airscoop sopra la testa del pilota, diviso in due in orizzontale, con tutta probabilità proprio per separare il flussi d'aria necessari al funzionamento del motore da quelli per il raffreddamento. L'area con le soluzioni più interessanti, però, resta il posteriore, dove lo schema pull-rod della sospensione resta l'unico punto in comune con la vettura precedente. Gli uomini di Woking hanno tentato varie soluzioni per recuperare il carico perso con le nuove regole: al fine di ricreare almeno parte della downforce persa con l'eliminazione del "beam wing", hanno carenato in modo estremo tutto quanto era possibile, dalle prese dei freni ai triangoli delle sospensioni, triangoli che nella porzione più arretrata quasi si collegano alle paratie dell'ala andando a ricostruire in modo decisamente intelligente il profilo che era stato bandito dal regolamento.

Appare anche un pilone centrale per supportare l'ala posteriore, pilone che va ad ancorarsi a una struttura dalla forma di "Y" rovesciata posta proprio in corrispondenza dell'uscita dello scarico, quest'ultima nascosta dalla carrozzeria e affiancata da due grosse bocche che sfogheranno l'aria calda in uscita dal cofano motore. Leggermente svergolata, la struttura a Y spinge i gas di scarico verso il profilo superiore dell'ala, eliminando quindi la necessità del "monkey seat" visto invece sulla Williams.
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