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dtm IL CASO<br>Costruttori e piloti bocciano i circuiti corti
14 Ago 2013 [18:07]

IL CASO
Costruttori e piloti bocciano i circuiti corti

Massimo Costa

Da qualche anno, agli organizzatori del DTM è scattata la "fissa" di far disputare le gare sui tracciati brevi, laddove vi sono, ricavati all'interno dei vari circuiti inseriti nel calendario. La loro idea è che, così facendo, il pubblico è maggiormente concentrato sulle tribune e vede transitare le macchine diverse volte mentre sono anche facilitate le riprese televisive. A lungo andare però, questa situazione sta stancando tutti, dai costruttori impegnati nel DTM (Audi, BMW e Mercedes) fino ai piloti, che non si divertono proprio a gareggiare nel salotto di casa, come ha detto Augusto Farfus a Mosca.

Il problema lo ha sollevato la settimana scorsa Autosprint e si ripresenterà sabato e domenica prossima al Nurburgring. Se a Hockenheim, Spielberg e Zandvoort, vengono impiegati i percorsi standard, tutti e tre di oltre 4 chilometri, non si può dire la stessa cosa per altri circuiti. A Brands Hatch si è impiegata la parte di pista denominata Indy di appena 1.929 metri (tra l'altro facile facile) e i piloti hanno dovuto percorrere qualcosa come 98 giri. Il tracciato cittadino del Norisring è corto di suo, 2.300 metri (83 giri), al Moscow Raceway si è adoperata la parte di 2.555 metri (74 tornate), al Nurburgring sarà percorsa quella di 3.629 metri (49 giri) mentre Oschersleben pur proponendo il circuito completo di 3.696 metri, non piace perché troppo tortuoso. Pensate che il DTM quando andava sulla tecnica e bella pista di Montmelò, usava comunque il corto...

Le vetture del DTM sono velocissime, l'introduzione del DRS facilita i sorpassi, ma tutto ciò viene vanificato dalle pistine Polystil che gli organizzatori tedeschi si ostinano a proporre. Coinvolgendo poi anche gli altri campionati annessi, come la prestigiosa F.3 europea che proprio non ne può più di vedersi costretta a programmare gare su circuiti che sono poco tecnici e che nulla insegnano ai giovani piloti, come Italiaracing aveva sottolineato in occasione dell'appuntamento di Brands Hatch.

Morale, tutti vogliono correre sui circuiti lunghi. La trasferta di Mosca ha fatto emergere ancora una volta il sempre più antipatico problema. Tanto che Jens Marquardt, responsabile BMW Motorsport, ha dichiarato: "Spero che nel 2014 si possa correre sulla pista completa". Sulla stessa linea gli uomini Mercedes mentre ancora più duri sono stati all'Audi tanto che il numero uno Dieter Gass ha specificato: "Siamo adulti e non vogliamo più correre su piste per bambini". D'accordo tutti i piloti che non vedono l'ora di poter dare sfogo al loro talento, come meritano.

Piuttosto, se c'è una cosa da modificare nell'attuale regolamento sportivo del DTM, è il numero obbligatorio di pit-stop, che è di due. In una corsa di un'ora, la doppia sosta non fa che creare una grande e tutto sommato inutile confusione, tanto che più di un osservatore rimpiange le gare secche di tanti anni fa dove non erano le strategie a farla da padrone. Considerando che gli organizzatori del DTM si preoccupano che il pubblico sulle tribune veda le vetture transitare davanti ai loro occhi tante volte, si sono mai chiesti se dopo 30-35 minuti, ci capiscono qualche cosa su chi è primo, secondo, terzo...