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18 Giu 2008 [23:08]

IL TEMA - Silverstone a rischio
I piloti incrociano le braccia

La notizia è arrivata in serata: i piloti del mondiale F.1 minacciano di scioperare se la FIA non rivedrà l'assurdo ricatto che devono subire per ricevere la superlicenza. La minaccia, riportata dal sito tedesco Auto Motor und Sport, non coinvolge però l'imminente GP di Francia a Magny-Cours in programma questo fine settimana, ma il successivo appuntamento previsto a Silverstone il 6 luglio. Cosa vogliono i piloti, rappresentati dalla GPDA? Intanto chiedono che gli vengano restituiti i soldi già versati alla FIA ed esigono un incontro, probabilmente a Magny-Cours, con il presidente della Federazione, Max Mosley.

Ma quanto costa la superlicenza? Prima occorrevano 1.500 euro, cifra ragionevole. Oggi ne servono 10.000. Prima, per ogni punto conquistato, dovevi aggiungere 250 euro ai 1.500 sopra citati. Ora un punto vale 2.000 euro. Un salasso. Per ottenere la superlicenza 2008, il campione del mondo Kimi Raikkonen ha dovuto sborsare più di 200.000 euro. Anche Lewis Hamilton e Fernando Alonso hanno superato quota 200mila. Una vera follia, anche ingiustificata. La FIA sostiene che questi soldi vengono investiti nella sicurezza, ma i piloti replicano che non è giusto pagare per una cosa che deve essere ovvia.

Come finirà? I piloti oggi non hanno molta forza. Nella GPDA mancano leader come Kimi Raikkonen, Felipe Massa e Lewis Hamilton. Nomi pesanti, assenze incomprensibili che irritano non poco coloro che si prodigano per la sicurezza, come Jarno Trulli, che recentemente non ha mancato di criticare chi non si "sbatte" per migliorare un mondo del quale fanno parte percependone lauti ingaggi. A dir poco ridicola la giustificazione di Hamilton: ho troppi impegni promozionali...

Fatto sta che ora la GPDA è partita a testa bassa contro la FIA. Perché soltanto ora e non quando questo regolamento è stato attuato? Forse hanno capito che la posizione di Mosley è debole? Forse hanno ricevuto un input da Bernie Ecclestone che da settimane sta scavando la fossa all'ex amico Mosley? Piloti in sciopero a Silverstone. Sarebbe un evento mediatico senza precedenti, ma possiamo già dirvi che non accadrà mai. I team si ribellerebbero, per non parlare degli sponsor, delle televisioni che pagano fior di milioni di euro per trasmettere i GP o degli spettatori che hanno già in tasca il biglietto. L'obiettivo vero è invece quello di far luce su questa storia e gettare ulteriore fango sulla FIA.

C'è un precedente in F.1. Il 23 gennaio del 1982, Niki Lauda scoprì che la superlicenza in realtà non era di proprietà dei piloti, ma delle squadre. In pratica, il pilota era come un calciatore e la superlicenza non era altro che il cosiddetto "cartellino". Una squadra poteva quindi decidere di vendere a proprio piacimento il pilota di cui deteneva la proprietà. Lauda mobilitò i piloti dell'epoca, a Kyalami, prima gara stagionale. Non mancarono i crumiri: Jochen Mass e Jacky Ickx. Saltarono le prove libere, Ecclestone si infuriò, l'allora presidente FIA Jean-Marie Balestre pure e minacciò che per i ribelli era pronta la squalifica a vita. Lo sciopero rientrò, ma pure l'idea del cartellino fu abbandonata.

Massimo Costa

Immagine - Ideaplan
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