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1 Mag 2003 [14:07]

INTERVISTA A DIEGO ROMANINI:
"In Germania per vincere"

Diego Romanini sarà l’italiano di punta della F.3 Cup Tedesca che partirà domenica a Oschersleben. Il pilota di Viareggio guiderà una Dallara 399-Opel del team Jenichen e spera di lasciarsi alle spalle in fretta uno sfortunatissimo 2002: “Inizialmente avevo dirottato le mie forze verso la Spagna. Ero molto interessato al locale campionato di F.3, ma non ho trovato la giusta squadra. Così mi sono affidato a Jenichen che già aveva un accordo per far correre il mio amico Iannaccone nella nuova serie tedesca della F.3. In fretta abbiamo trovato un accordo e sono grato al team manager berlinese per la disponibilità e la gentiliezza mostrata nei miei confronti. Ora non mi resta che ripagare tanta fiducia con dei bei risultati. Sono tranquillo, consapevole che posso far bene”.

- E dimenticare il 2002…

“Esatto, darò il massimo per cancellare dalla mia mente la scorsa stagione quando ho dovuto interrompere l’attività per due incidenti stradali. In giugno sono stato investito da un ubriaco mentre mi stavo allenando in bicicletta sul lungo mare di Viareggio, poi quando mi sono ripreso dalle fratture subìte, in agosto, ero alla guida della mia Smart quando un’auto non ha rispettato lo stop e mi ha spedito dentro un fosso provocandomi un trauma alla testa. Ora sto benissimo e voglio vincere per presentarmi nel 2004 in un campionato ancora più impegnativo. Quest’anno non sarò protagonista soltanto nella F.3 Cup Tedesca, ma anche nel campionato austriaco di F.3 che avevo vinto nel 2001. In totale disputerò 26 gare per un totale di 13 weekend”.

- Cosa ti ha insegnato il 2002?

“L’esperienza inglese è stata stupenda anche se breve. Avevo allestito un team tutto mio, trovato una casetta e facevo pure il meccanico. Poi si è aperta la porta di una squadra, Performance, e ho abbandonato dopo due gare l’idea del tutto fare. Con la Performance mi trovavo bene, ma sul più bello la sfiga ci ha messo lo zampino e addio stagione. Comunque non è stato facile vivere in Gran Bretagna così come il correre nella F.3 inglese. Tutta esperienza che ora mi tornerà utile”.

- Dopo una breve esperienza nella F.Campus, hai sempre corso all’estero. Come mai?

“Tre motivi. Il primo per un discorso economico. All’estero ho sempre trovato squadre che credono un po’ di più al pilota piuttosto che ai soldi che porta. Il secondo perché così facendo avevo la possibilità di correre su circuiti decisamente più interessanti e validi. Il terzo per la validità dei campionati. Quando andai a disputare la F.3 Centro Europa era a un buon livello, sicuramente più alto della nostra F.3 che era in grave crisi. La F.3 inglese non ha certo bisogno di presentazioni mentre anche questa nuova Cup tedesca si annuncia importante e competitiva. Poi offre una buona immagine: due gare sono concomitanti con la World Series e una con la Champ Car. La gara della domenica è in diretta su DSF, canale sportivo tedesco, mentre per quella del sabato c’è una differita. Se in Italia mi trovate un campionato con una promozione del genere…”.