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Farina, il primo italiano
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13 Giu 2003 [19:43]

Johnny Herbert: “Pronto a una notte d’ospedale pur di vincere!”

Nella vittoria ci crede fermamente. Lo ha anche detto simpaticamente a Capello: “Tu speri di vincere eh? Ma la tua rimarrà solo una speranza”. E via una gomitata d’intesa con Mark Blundell e David Brabham, i suoi compagni. Herbert, uno dei più prestigiosi ex piloti di F.1 avendo vinto tre GP (due con la Benetton, uno con la Stewart). Johnny la 24 Ore di Le Mans l’ha già vinta nel lontano 1991 con l’incredibile prototipo Mazda a motore rotativo gestita da Hugues De Chaunac: “Fu qualcosa d’incredibile quel successo. Non lo posso dimenticare anche perché a fine gara mi sono sentito male”, racconta a italiaracing.net Herbert, sempre con la battuta pronta e la voglia di fare boccacce. “Addirittura mi hanno portato all’ospedale per via della disidratazione. Dicono che gli inglesi bevono troppa birra, io a momenti schiattavo perché proprio non potevo mandare giù niente di liquido per via di una intossicazione alimentare. Già, pure quella. Ma se per vincere a Le Mans devo finire all’ospedale, beh, prenotatemi un posto a quello di Le Mans per domenica sera! A parte gli scherzi, penso che la Bentley abbia tutto per vincere. Abbiamo provato a lungo, la speranza è viva e i miei compagni sono fortissimi ed esperti. Come me. Piuttosto, non mi piace tanto correre di notte. Certo, è senz’altro magico vederci sfrecciare al buio sorseggiando una birra, ma quando sei in pista, nel buio più totale, è terribile. La concentrazione raggiunge livelli sovraumani soprattutto per noi che guidiamo le vetture più veloci, i prototipi intendo, e piombiamo a razzo sulle GT che sono più lente di 20 secondi al giro. E’ veramente pericoloso”.